Sono a casa in compagnia di un amico. Dopo il lavoro abbiamo deciso di trascorrere una serata tranquilli e sereni, stravaccati sul divano ad ascoltare musica e parlare un po’. Il mio amico ama come me la musica di Baglioni. Perciò non dobbiamo litigare per scegliere il disco da mettere sullo stereo. Optiamo per l’album “La vita è adesso”. E’ il disco che preferiamo di solito, per accompagnare i nostri discorsi. Forse perché è un disco che ci aiuta a stare allegri e a riflettere allo stesso tempo. Per un po’ stiamo in silenzio, badiamo solo a rilassarci. Ma durante l’ascolto della traccia “Notte di note, note di notte”, il mio amico mi dice:“Irvine, ho paura di morire”.Io resto senza parole. Il mio amico mi ha sorpreso. La serata doveva essere all’insegna dell’allegria, invece stiamo già scivolando verso discorsi tetri, impegnativi. Dico: “Alberto, com’è che mi tiri fuori sti discorsi, di punto in bianco? Proprio ora dobbiamo parlare della morte? Non possiamo parlarne un’altra volta?”E il mio amico mi risponde: “Come fai ad essere sempre così leggero? Io ti parlo delle mie paure e tu te ne freghi e pensi solo a cambiare discorso”“Non è che me ne frego, è solo che il problema della morte non mi tocca, mi sembra solo una paura che se vuoi, puoi facilmente superare”“E come, secondo te? Io ci penso continuamente alla morte! Penso a quando non ci sarò più, a quello che lascerò…e ho paura di non essere ricordato da nessuno. Ho paura che quando me ne andrò, nessuno penserà più a me”“E ti pare una paura normale la tua? Ti sembra una paura che non puoi riuscire a superare? Di cosa hai paura? Di una cosa che non esiste?”“Ti sembra davvero che la morte non esiste? Per te è facile parlare così, non ti rendi conto nemmeno di quello che dici”“Sei tu a non renderti conto che le tue sono paure ridicole, come fai ad avere paura di una cosa che non ti riguarda? Hai mai pensato seriamente alla morte? Pensaci, non ti incontrerai mai con la morte”“Ah davvero?”“Si, è inutile che mi guardi con quell’aria strafottente, se ci pensi, quando ci sei tu non c’è la morte, e quando c’è la morte, non ci sei tu. Non ti incontri, capisci? Se muori, non ci sei. Se ci sei, non muori. Te lo ripeto, non capisco come fai ad avere paura di una cosa che non esiste”“Tu sei pazzo! E’ inutile che fai il filosofo! Non riesci a capire! Non ragioni! E vuoi fare impazzire anche me! Vuoi farmi perdere l’uso della ragione!”“A me sembra che tra i due, il pazzo sei tu! Non posso continuare a parlare con te, si vede che non sei tranquillo”“Ah sai cosa ti dico?”“Cosa?”“Vaffanculo! Io cercavo solo di parlare con qualcuno e di sfogarmi e tu mi prendi per il culo con la tua filosofia!”“Se non ti piacciono i ragionamenti fai pure come ti pare. Ma non prendertela con me. Tu non sei sereno adesso. Non riesci a vedere le cose con un minimo di distanza!”“Ma quale distanza! Sentilo questo filosofo del cavolo! Distanza, devi prendere le cose con una certa distanza…sai che ti dico? Intanto per stasera comincio a prendere le distanze da te! Tanto non mi sei per niente d’aiuto…”“Hai sentito, Alberto?”“Cosa cavolo devo sentire?”“Hanno suonato!”“E cosa vuoi da me, sei tu il padrone di casa, vai ad aprire no?”“Ok vado a vedere chi 蔓Va bene, sbrigati però” Lo stereo diffondeva musica e parole. “Buonanotte buonanotte tesoro”, cantava Baglioni, mentre la musica non riusciva a impedire ad Alberto, seduto sul divano, di sentire, subito dopo il rumore della porta che si apriva, l’eco di uno sparo.
BUONANOTTE BUONANOTTE TESORO
Sono a casa in compagnia di un amico. Dopo il lavoro abbiamo deciso di trascorrere una serata tranquilli e sereni, stravaccati sul divano ad ascoltare musica e parlare un po’. Il mio amico ama come me la musica di Baglioni. Perciò non dobbiamo litigare per scegliere il disco da mettere sullo stereo. Optiamo per l’album “La vita è adesso”. E’ il disco che preferiamo di solito, per accompagnare i nostri discorsi. Forse perché è un disco che ci aiuta a stare allegri e a riflettere allo stesso tempo. Per un po’ stiamo in silenzio, badiamo solo a rilassarci. Ma durante l’ascolto della traccia “Notte di note, note di notte”, il mio amico mi dice:“Irvine, ho paura di morire”.Io resto senza parole. Il mio amico mi ha sorpreso. La serata doveva essere all’insegna dell’allegria, invece stiamo già scivolando verso discorsi tetri, impegnativi. Dico: “Alberto, com’è che mi tiri fuori sti discorsi, di punto in bianco? Proprio ora dobbiamo parlare della morte? Non possiamo parlarne un’altra volta?”E il mio amico mi risponde: “Come fai ad essere sempre così leggero? Io ti parlo delle mie paure e tu te ne freghi e pensi solo a cambiare discorso”“Non è che me ne frego, è solo che il problema della morte non mi tocca, mi sembra solo una paura che se vuoi, puoi facilmente superare”“E come, secondo te? Io ci penso continuamente alla morte! Penso a quando non ci sarò più, a quello che lascerò…e ho paura di non essere ricordato da nessuno. Ho paura che quando me ne andrò, nessuno penserà più a me”“E ti pare una paura normale la tua? Ti sembra una paura che non puoi riuscire a superare? Di cosa hai paura? Di una cosa che non esiste?”“Ti sembra davvero che la morte non esiste? Per te è facile parlare così, non ti rendi conto nemmeno di quello che dici”“Sei tu a non renderti conto che le tue sono paure ridicole, come fai ad avere paura di una cosa che non ti riguarda? Hai mai pensato seriamente alla morte? Pensaci, non ti incontrerai mai con la morte”“Ah davvero?”“Si, è inutile che mi guardi con quell’aria strafottente, se ci pensi, quando ci sei tu non c’è la morte, e quando c’è la morte, non ci sei tu. Non ti incontri, capisci? Se muori, non ci sei. Se ci sei, non muori. Te lo ripeto, non capisco come fai ad avere paura di una cosa che non esiste”“Tu sei pazzo! E’ inutile che fai il filosofo! Non riesci a capire! Non ragioni! E vuoi fare impazzire anche me! Vuoi farmi perdere l’uso della ragione!”“A me sembra che tra i due, il pazzo sei tu! Non posso continuare a parlare con te, si vede che non sei tranquillo”“Ah sai cosa ti dico?”“Cosa?”“Vaffanculo! Io cercavo solo di parlare con qualcuno e di sfogarmi e tu mi prendi per il culo con la tua filosofia!”“Se non ti piacciono i ragionamenti fai pure come ti pare. Ma non prendertela con me. Tu non sei sereno adesso. Non riesci a vedere le cose con un minimo di distanza!”“Ma quale distanza! Sentilo questo filosofo del cavolo! Distanza, devi prendere le cose con una certa distanza…sai che ti dico? Intanto per stasera comincio a prendere le distanze da te! Tanto non mi sei per niente d’aiuto…”“Hai sentito, Alberto?”“Cosa cavolo devo sentire?”“Hanno suonato!”“E cosa vuoi da me, sei tu il padrone di casa, vai ad aprire no?”“Ok vado a vedere chi 蔓Va bene, sbrigati però” Lo stereo diffondeva musica e parole. “Buonanotte buonanotte tesoro”, cantava Baglioni, mentre la musica non riusciva a impedire ad Alberto, seduto sul divano, di sentire, subito dopo il rumore della porta che si apriva, l’eco di uno sparo.