“Ciao ragazzi, ci vediamo domani”“Ciao Irvine, buonanotte”.Ho appena finito di vedere la partita in tv , con i miei amici. Milan – Juventus 1-6. Che serata epica.Ho fatto le scale con una certa euforia. Sono sceso in strada.Sono andato verso la mia 126. Ho aperto lo sportello. Senza usare le chiavi. Lo sportello della mia 126 è difettoso. Non è possibile chiuderlo a chiave. Così resta la possibilità per tutti di entrare nella mia auto. Ma tanto, a chi vuoi che interessi una 126. Non è mica una Ferrari. Va be’ la crisi, ma chi lo vuole sto catorcio? Sono entrato in macchina e mi sono subito accorto che c’era qualcosa che non andava. Cazzo! Mi hanno rubato l’autoradio! Cazzo! Anche i coprisedili! Ma porca miseria, che sfiga! Stavo ancora guardando l’interno dell’auto con un certo stupore e una certa incazzatura, quando vedo un tipo grosso correre verso la mia auto. Porca puttana, ho pensato. Questo sarà quel coglione del ladro. Mi vorrà fare la pelle, dopo avermi fregato la radio e i coprisedili. In un istante ho realizzato che sarei potuto finire male. Magari è armato questo stronzo, ho pensato. Così senza riflettere mi sono chiuso dentro l’auto. Magari se ne va, ho pensato. Poi appena mi è venuto vicino, lo stronzo mi ha gridato contro da fuori. E io sono rimasto chiuso dentro. E lui mi ha detto “esci ladro di merda!”. Porca miseria, ma chi è sto pazzo? Ora è lui a chiamare me ladro! Decido di scendere dall’auto per chiarire la faccenda, con un po’ di timore addosso. Non sapevo cosa fare. Cerchiamo di risolvere la questione con stile, ho pensato. Mi ero preparato tutto un discorsetto sensibile tipo:“senta Signor Ladro, io capisco le sue difficoltà e sono disposto a perdonare il suo gesto. Se mi restituisce immediatamente l’autoradio e i coprisedili, ha la mia parola che non chiamerò la polizia”.Ho pensato, ecco, ora si calma, mi restituisce tutto e fine della serata e dello stress. Invece il tipo non mi ha dato nemmeno il tempo di scendere dalla mia 126 che mi ha afferrato per il collo e sbattuto sul cofano urlandomi a muso duro “pezzo di merda, volevi rubarmi l’auto eh? Merda! Ma io ti rompo il culo, ti spacco la faccia! E chiamo pure la polizia! Così impari a non toccare più la mia macchina!”. Ho guardato il tipo. Ero stupito. Stavo riflettendo su cosa ribattere quando ho capito che se avessi aspettato anche un solo istante in più, lui mi avrebbe sfracellato il mio bel viso con un pugno in mezzo alla fronte.Intanto mi ero accorto che la mia 126 stava un metro più in là, proprio vicino all’altra 126 in cui ero entrato io. Ho capito tutto. C’erano DUE 126 nello stesso posto, affiancate l’uno all’altra. Erano tutte e due dello stesso colore. Bianco! Ho preso fiato. Ho urlato“CREDO SI TRATTI DI UN EQUIVOCO! HO ANCH’IO UNA 126. GUARDI! E’ QUELLA!”. Ho mostrato l’auto al tipo grosso. Lui ancora non aveva realizzato.“Stronzo! non fare il furbo, che storia ti stai inventando? Com’è che sei entrato a colpo sicuro e senza usare la chiave? Ti ho visto, sai?”“Sono entrato senza usare le chiavi perché lo sportello è difettoso, non si chiude!”Il tipo mi ha guardato strano. Ha riflettuto un po’. E mentre lui rifletteva, io mi sono accorto che c’era parecchia gente attorno ad assistere alla scenetta. C’era anche una vecchia imbacuccata e dall’espressione impaurita che sembrava pronta a fare discorsi del tipo “questi giovani d’oggi, non hanno più valori”.Il tipo ha mollato la presa e allentato la stretta delle sue mani intorno al mio collo.Poi mi ha detto:“Scusa, davvero scusami, ho capito tutto! Porca miseria! Abbiamo la stessa auto! Dello stesso colore! E con lo stesso difetto!”“Finalmente ha capito! Per poco non mi strozzava! Non mi ha dato nemmeno il tempo di spiegarmi!”“Scusami davvero, io non sapevo… scusami, ma sai con tanti ladri che si vedono in giro, tutti questi zingari…”“Si va be’, i ladri, gli zingari… per poco non mi ammazzava…”“Vuoi un bicchiere d’acqua?” si intromette la vecchietta.“No grazie signora. Ok. Se non vi dispiace io ora vado via.”Poi mi sono rivolto agli altri che assistevano alla scena e ho detto “signori, la festa è finita”.E così dicendo, sono entrato nella macchina, questa volta in quella giusta, e sono andato via pensando che è proprio vero. Non si può mai stare tranquilli.
LA FIAT 126
“Ciao ragazzi, ci vediamo domani”“Ciao Irvine, buonanotte”.Ho appena finito di vedere la partita in tv , con i miei amici. Milan – Juventus 1-6. Che serata epica.Ho fatto le scale con una certa euforia. Sono sceso in strada.Sono andato verso la mia 126. Ho aperto lo sportello. Senza usare le chiavi. Lo sportello della mia 126 è difettoso. Non è possibile chiuderlo a chiave. Così resta la possibilità per tutti di entrare nella mia auto. Ma tanto, a chi vuoi che interessi una 126. Non è mica una Ferrari. Va be’ la crisi, ma chi lo vuole sto catorcio? Sono entrato in macchina e mi sono subito accorto che c’era qualcosa che non andava. Cazzo! Mi hanno rubato l’autoradio! Cazzo! Anche i coprisedili! Ma porca miseria, che sfiga! Stavo ancora guardando l’interno dell’auto con un certo stupore e una certa incazzatura, quando vedo un tipo grosso correre verso la mia auto. Porca puttana, ho pensato. Questo sarà quel coglione del ladro. Mi vorrà fare la pelle, dopo avermi fregato la radio e i coprisedili. In un istante ho realizzato che sarei potuto finire male. Magari è armato questo stronzo, ho pensato. Così senza riflettere mi sono chiuso dentro l’auto. Magari se ne va, ho pensato. Poi appena mi è venuto vicino, lo stronzo mi ha gridato contro da fuori. E io sono rimasto chiuso dentro. E lui mi ha detto “esci ladro di merda!”. Porca miseria, ma chi è sto pazzo? Ora è lui a chiamare me ladro! Decido di scendere dall’auto per chiarire la faccenda, con un po’ di timore addosso. Non sapevo cosa fare. Cerchiamo di risolvere la questione con stile, ho pensato. Mi ero preparato tutto un discorsetto sensibile tipo:“senta Signor Ladro, io capisco le sue difficoltà e sono disposto a perdonare il suo gesto. Se mi restituisce immediatamente l’autoradio e i coprisedili, ha la mia parola che non chiamerò la polizia”.Ho pensato, ecco, ora si calma, mi restituisce tutto e fine della serata e dello stress. Invece il tipo non mi ha dato nemmeno il tempo di scendere dalla mia 126 che mi ha afferrato per il collo e sbattuto sul cofano urlandomi a muso duro “pezzo di merda, volevi rubarmi l’auto eh? Merda! Ma io ti rompo il culo, ti spacco la faccia! E chiamo pure la polizia! Così impari a non toccare più la mia macchina!”. Ho guardato il tipo. Ero stupito. Stavo riflettendo su cosa ribattere quando ho capito che se avessi aspettato anche un solo istante in più, lui mi avrebbe sfracellato il mio bel viso con un pugno in mezzo alla fronte.Intanto mi ero accorto che la mia 126 stava un metro più in là, proprio vicino all’altra 126 in cui ero entrato io. Ho capito tutto. C’erano DUE 126 nello stesso posto, affiancate l’uno all’altra. Erano tutte e due dello stesso colore. Bianco! Ho preso fiato. Ho urlato“CREDO SI TRATTI DI UN EQUIVOCO! HO ANCH’IO UNA 126. GUARDI! E’ QUELLA!”. Ho mostrato l’auto al tipo grosso. Lui ancora non aveva realizzato.“Stronzo! non fare il furbo, che storia ti stai inventando? Com’è che sei entrato a colpo sicuro e senza usare la chiave? Ti ho visto, sai?”“Sono entrato senza usare le chiavi perché lo sportello è difettoso, non si chiude!”Il tipo mi ha guardato strano. Ha riflettuto un po’. E mentre lui rifletteva, io mi sono accorto che c’era parecchia gente attorno ad assistere alla scenetta. C’era anche una vecchia imbacuccata e dall’espressione impaurita che sembrava pronta a fare discorsi del tipo “questi giovani d’oggi, non hanno più valori”.Il tipo ha mollato la presa e allentato la stretta delle sue mani intorno al mio collo.Poi mi ha detto:“Scusa, davvero scusami, ho capito tutto! Porca miseria! Abbiamo la stessa auto! Dello stesso colore! E con lo stesso difetto!”“Finalmente ha capito! Per poco non mi strozzava! Non mi ha dato nemmeno il tempo di spiegarmi!”“Scusami davvero, io non sapevo… scusami, ma sai con tanti ladri che si vedono in giro, tutti questi zingari…”“Si va be’, i ladri, gli zingari… per poco non mi ammazzava…”“Vuoi un bicchiere d’acqua?” si intromette la vecchietta.“No grazie signora. Ok. Se non vi dispiace io ora vado via.”Poi mi sono rivolto agli altri che assistevano alla scena e ho detto “signori, la festa è finita”.E così dicendo, sono entrato nella macchina, questa volta in quella giusta, e sono andato via pensando che è proprio vero. Non si può mai stare tranquilli.