Incontro Sabrina al Pub alle 22. Lei è sempre così puntuale. Come piace a me. Non mi piacciono i ritardatari. Entriamo nel locale. Ci sediamo in mezzo alla sala piena di fumo. Lei mi guarda e mi dice: - Al telefono non ti ho chiesto come stavi.- Sto bene, grazie.- Bene quanto?- Bene. Normale. Bene.- Uhm…- Che c’è?- Non si direbbe- Senti, non iniziare Sabrina. Io sto bene. B-E-N-E. Chiaro?- Si chiarissimo. Sei nervoso. Quindi non stai davvero bene. Porca miseria. Sempre così. Sabrina mi interroga. Mi mette in difficoltà. Io vorrei strozzarla. Però evito sempre di farlo. - No dai. Per favore. Ti dico che sto bene. - Allora perché prima stavi guardando la tv?- Perché? E’ forse vietato guardare la tv?- Lo sai che non è vietato. Però ti fa male guardare la tv. Ti brucia i neuroni.- Questo è vero.- Ecco, vedi che mi dai ragione?- Certo che ti do’ ragione. Altrimenti continui a farmi impazzire.- Ma smettila, non esagerare. Cosa stai leggendo in questo periodo?- Bè, in questo periodo non sto leggendo nulla.- Mi devo preoccupare?- Si direi di si- Cavolo, non puoi stare senza leggere. Lo sai. Ti fa MALE.- Hai ragione.- Ti ho portato un libro.- Che libro?- Guarda. Sabrina mi mostra la copertina del nuovo libro di Andrea De Carlo, "Giro di vento". - Bello! Non sapevo neanche fosse in libreria. E’ appena uscito?- Si…- Sabrina, grazie!- Di niente, figurati- Spero tanto di riuscire a iniziarlo stasera. - Sono contenta che ti sia piaciuta la sorpresa- E’ davvero un bel gesto il tuo, Sabrina.- Grazie- Ma perché fai tutto questo per me?- Perché voglio che tu stia bene. Non vorrei mai vederti giù. - Ma sai, il lavoro…- Il lavoro non può impedirti di sognare- Giusto, però a volte dopo una brutta giornata ti viene solo voglia di andare a dormire e non vedere nessuno.- Niente di più sbagliato- Dici?- Si, c’è chi ti vuole bene.- Sicura?- Sicurissima. Non te ne accorgi?- A dire il vero mi sento parecchio solo. Ho l’impressione che nessuno mi voglia veramente bene. - Avevo ragione io. Tu stai veramente male. Vedi un po’ nero dappertutto.- Mi sa…- Alberto- Dimmi- Io…- Dimmi- Io ti voglio un casino di bene- ….Sabrina…- Ti va di stare un po’ da me, a casa mia, finita la pizza?- Be’…- Dai…- Domani devo lavorare…- …- Devo alzarmi presto… - …ma vaffanculo, Alberto! Sabrina a questo punto si è alzata e si è messa a correre. E’ uscita dal locale. E io non le sono corso dietro. Mi sono limitato a guardare il tavolo e il suo piatto con la sua pizza lasciata a metà. ** Ora mi dovete spiegare una cosa. Sono un coglione o il lavoro mi ha davvero bruciato i neuroni? Si può rifiutare un invito come quello che mi ha fatto Sabrina? No che non si può. Si è vero. Voi non avete mai visto Sabrina. Ma io che l’ho vista e so com’è vi dico che davvero sono un coglione. E forse la colpa è solo mia. Ma sono bravo a crearmi alibi. E allora mi dico che è tutta colpa del lavoro. Colpa del lavoro e dello stress. Ma forse è solo una scusa. Una scusa che mi fa comodo. La verità è che dovrei fregarmene di tutto e inseguire i miei sogni. Invece me ne sto qui. Senza cercare di cambiare le cose.**Il giorno dopo Mi sveglio. Sono le sette. Un altro lunedì. E penso ancora che sia tutta colpa del lavoro.Intanto la vita passa e c’è sempre chi se la lascia scappar via di mano.E potrei essere io il coglione.O voi.Che differenza c’è.Quello che so è che ci sono occasioni che capitano una sola volta.E se non sei bravo a coglierle al volo, è facile svegliarsi ogni giorno pieno di rabbia e di rimpianti. Perciò non aspettate che qualcuno vi dia la possibilità di viaggiare nel tempo. Il viaggio è uno solo. Cercate di mettervi comodi e di godervi il paesaggio.
RITORNO AL PASSATO (Terza Parte)
Incontro Sabrina al Pub alle 22. Lei è sempre così puntuale. Come piace a me. Non mi piacciono i ritardatari. Entriamo nel locale. Ci sediamo in mezzo alla sala piena di fumo. Lei mi guarda e mi dice: - Al telefono non ti ho chiesto come stavi.- Sto bene, grazie.- Bene quanto?- Bene. Normale. Bene.- Uhm…- Che c’è?- Non si direbbe- Senti, non iniziare Sabrina. Io sto bene. B-E-N-E. Chiaro?- Si chiarissimo. Sei nervoso. Quindi non stai davvero bene. Porca miseria. Sempre così. Sabrina mi interroga. Mi mette in difficoltà. Io vorrei strozzarla. Però evito sempre di farlo. - No dai. Per favore. Ti dico che sto bene. - Allora perché prima stavi guardando la tv?- Perché? E’ forse vietato guardare la tv?- Lo sai che non è vietato. Però ti fa male guardare la tv. Ti brucia i neuroni.- Questo è vero.- Ecco, vedi che mi dai ragione?- Certo che ti do’ ragione. Altrimenti continui a farmi impazzire.- Ma smettila, non esagerare. Cosa stai leggendo in questo periodo?- Bè, in questo periodo non sto leggendo nulla.- Mi devo preoccupare?- Si direi di si- Cavolo, non puoi stare senza leggere. Lo sai. Ti fa MALE.- Hai ragione.- Ti ho portato un libro.- Che libro?- Guarda. Sabrina mi mostra la copertina del nuovo libro di Andrea De Carlo, "Giro di vento". - Bello! Non sapevo neanche fosse in libreria. E’ appena uscito?- Si…- Sabrina, grazie!- Di niente, figurati- Spero tanto di riuscire a iniziarlo stasera. - Sono contenta che ti sia piaciuta la sorpresa- E’ davvero un bel gesto il tuo, Sabrina.- Grazie- Ma perché fai tutto questo per me?- Perché voglio che tu stia bene. Non vorrei mai vederti giù. - Ma sai, il lavoro…- Il lavoro non può impedirti di sognare- Giusto, però a volte dopo una brutta giornata ti viene solo voglia di andare a dormire e non vedere nessuno.- Niente di più sbagliato- Dici?- Si, c’è chi ti vuole bene.- Sicura?- Sicurissima. Non te ne accorgi?- A dire il vero mi sento parecchio solo. Ho l’impressione che nessuno mi voglia veramente bene. - Avevo ragione io. Tu stai veramente male. Vedi un po’ nero dappertutto.- Mi sa…- Alberto- Dimmi- Io…- Dimmi- Io ti voglio un casino di bene- ….Sabrina…- Ti va di stare un po’ da me, a casa mia, finita la pizza?- Be’…- Dai…- Domani devo lavorare…- …- Devo alzarmi presto… - …ma vaffanculo, Alberto! Sabrina a questo punto si è alzata e si è messa a correre. E’ uscita dal locale. E io non le sono corso dietro. Mi sono limitato a guardare il tavolo e il suo piatto con la sua pizza lasciata a metà. ** Ora mi dovete spiegare una cosa. Sono un coglione o il lavoro mi ha davvero bruciato i neuroni? Si può rifiutare un invito come quello che mi ha fatto Sabrina? No che non si può. Si è vero. Voi non avete mai visto Sabrina. Ma io che l’ho vista e so com’è vi dico che davvero sono un coglione. E forse la colpa è solo mia. Ma sono bravo a crearmi alibi. E allora mi dico che è tutta colpa del lavoro. Colpa del lavoro e dello stress. Ma forse è solo una scusa. Una scusa che mi fa comodo. La verità è che dovrei fregarmene di tutto e inseguire i miei sogni. Invece me ne sto qui. Senza cercare di cambiare le cose.**Il giorno dopo Mi sveglio. Sono le sette. Un altro lunedì. E penso ancora che sia tutta colpa del lavoro.Intanto la vita passa e c’è sempre chi se la lascia scappar via di mano.E potrei essere io il coglione.O voi.Che differenza c’è.Quello che so è che ci sono occasioni che capitano una sola volta.E se non sei bravo a coglierle al volo, è facile svegliarsi ogni giorno pieno di rabbia e di rimpianti. Perciò non aspettate che qualcuno vi dia la possibilità di viaggiare nel tempo. Il viaggio è uno solo. Cercate di mettervi comodi e di godervi il paesaggio.