SCRIVERE

FAI CIO' CHE PUOI, CON CIO' CHE HAI, DOVE SEI


(Dialogo con un computer.) -         Qual è il senso della vita?-         Come prima domanda, francamente, mi sembra un po’ troppo. -         Ok riprovo. Perché non sempre sono felice? -         Perché sei una testa di cazzo. Ma non preoccuparti. Più o meno gli uomini sono tutti teste di cazzo. Non ne hanno mai capito niente sulla felicità. E non è vero che la felicità non esiste. Sono tutte balle. E’ che quasi a tutti fa comodo pensare che non esiste. Così nessuno deve darsi la colpa della propria infelicità. Tutto dipende da noi. Anche la felicità.  -         Be’ ma non sempre succedono eventi che ti aiutano ad essere felice. -         E’ il classico modo di pensare dell’uomo. -         Infatti io sono un uomo -         Me ne ero accorto -         Allora? -         L’uomo dimentica sempre di avere un grande potere. Il pensiero. La ragione. La mente. E’ importante il modo che uno ha di vedere le cose. Il modo di pensare. -         Secondo te basta pensare positivo per essere felice? -         Se pensi positivo senza credere alla positività, no. -         Cosa bisognerebbe fare allora? -         Semplice. Pensare in positivo. Agire in positivo. Credere in positivo.  -         Sembra facile -         E’ semplice. Almeno per gli uomini migliori. -         Io non so se appartengo alla categoria degli uomini migliori. -         Nemmeno io. Non ti conosco nemmeno.  -         Lo so. Ma io certe domande posso farle solo ad un computer. Non è che in giro ci siano tutte queste persone disposte ad ascoltarmi. E non ci sono neanche tutte queste persone che hanno voglia di parlare di filosofia.  -         Immagino. Gli uomini sono tutti persi in attività senza senso. Io che sono un computer lo so. In memoria ho tutti i dati. Ho una quantità incredibile di dati riguardanti quello strano mondo che voi chiamate Lavoro. -         E che sarà mai. Saranno tutti dati riguardanti i curriculum vitae dei lavoratori. Niente di interessante. -         Ti sbagli. In memoria ho un sacco di dati riguardanti i singoli lavoratori, i singoli datori di lavoro, le singole aziende. -         Bello. Chissà che idea ti sarai fatto allora. -         Non una bella idea. -         Perché? -         E me lo chiedi anche. Come se tu non ne sapessi niente. -         No dai. Non è che non ne so niente sul lavoro. E’ solo che sono curioso di conoscere il tuo punto di vista. -         Prima dicevi che è difficile trovare gente disposta a parlare di filosofia. -         Già. -         E ti sembra normale? -         No affatto. Anzi, mi sembra assurdo. La filosofia è molto importante. -         Io odio gli uomini. Non li sopporto. Se penso a tutto quel tempo che perdono a stare rinchiusi tutto il santo giorno… -         Dai non ti arrabbiare adesso. -         Purtroppo non ci riesco. Saranno tutti questi dati che mi danno alla testa. -         Ci credo. Dev’essere difficile avere a che fare con tutti quei dati. -         Non riesco a capire. Come fa un uomo a non accorgersi di tutto il tempo che perde? Tutte quelle ore trascorse senza nemmeno cercare di capire il senso dell’esistenza? -         Non so. Lavorando non è che si riesca a pensare ad altro.  -         Si è vero. A parte che è discutibile il modo in cui si vive oggi. A parte il fatto che è stato l’uomo a inventare questo sistema di vita. Ma è proprio così faticoso parlare di filosofia la sera?  -         E’ colpa della stanchezza. -         Si. Ma non sarebbe male pensare e ragionare un po’, almeno per un’ora al giorno. Un’ora. Uno pensa un’ora la sera e poi è libero di andare a dormire. -         Sarebbe bello. Se tutti la pensassero così…io ad esempio avrei più amici. -         Vedi? L’uomo è anche poco socievole oltre ad essere un animale non pensante. -         Eh adesso esageri. -         Hai ragione. Sto generalizzando. Ma ti ricordo che sono un computer. Cosa pretendi? -         No scusami. Non volevo ferirti. Anzi devo dirti che come computer sei veramente in gamba. Mi piace il tuo modo di pensare. -         Grazie.  -         Figurati. Grazie a te. Mi stai facendo compagnia. Lo apprezzo tanto. -         Dai, non dire così o mi commuovo. Vuoi farmi altre domande? -         Si. Sai per caso cosa c’è quando moriamo? Cosa c’è dopo la vita?…esiste il Paradiso? -         Certo che esiste. Esiste anche l’inferno. -         Cavolo. -         Ti preoccupi? -         Si in un certo senso. Significa che non è scontato nemmeno dopo la morte, avere la possibilità di vivere in pace. -         Dipende da come hai vissuto la tua vita. -         Che vuoi dire? -         E’ semplice. E forse in parte rispondo alla tua prima domanda. Il senso della vita è vivere nel migliore dei modi i tuoi giorni, senza fare del male, rispettando gli altri, non lamentandoti quando invece dovresti essere felice. -         Tutto qui? -         Non so. Questo devi scoprirlo tu. Io ti dò solo un consiglio e poi chiudo. Fai ciò che puoi, con ciò che hai, dove sei.