SCRIVERE

UNA FORMA DI PIGRIZIA MENTALE - PARTE 1


Fuori c’è il sole. E’ una bella giornata. E’ sabato. Decido di andare a fare un giro in libreria. Entrare in libreria mi fa stare bene. Mi piace prendere in mano i volumi che più attirano la mia attenzione. Mi piace sfogliare le pagine e sorprendermi ogni volta, leggendo le righe di autori a me sconosciuti. Leggere è viaggiare in altre dimensioni. Leggere mi fa volare con l’immaginazione. Mi piace leggere storie dove posso immedesimarmi e sentirmi un po’ meno solo. Mi piace trovare un nuovo amico in un nuovo libro. E mi piace anche scoprire la faccia dei nuovi commessi della libreria. Ho chiesto alla commessa “hai per caso il nuovo romanzo di Giuseppe Culicchia?”Lei si è messa a ridere dicendo “chi?”“Giuseppe Culicchia”“ahahah”“…ce l’hai o no questo libro?”“non esiste quell’autore”“come non esiste! Scusa, puoi fare una ricerca sul computer, per favore?”“ok” mi ha detto lei con aria stanca come se fossi uno che inventa l’esistenza degli scrittori. Che passatempo ho trovato.Dopo qualche secondo lei mi dice con aria triste “in effetti risulta nel catalogo il libro ‘Un’estate al mare’ ma noi non lo abbiamo disponibile”“ah capisco, be’ grazie lo stesso”“se vuoi te lo presto io” vedo la commessa, non è stata lei a parlare, mi giro e vedo una ragazza. Non la conosco.Mi dice “se ti fa piacere, te lo presto io, l’ho già letto”“grazie” dico io “e quando te lo restituisco? E come? Non so nemmeno dove abiti. “questo non è un problema” dice lei “dimmi quando credi di finirlo e ci vediamo di nuovo qui in libreria“grazie. Sei molto gentile. Come mai vuoi prestarmi un libro se nemmeno mi conosci?”“ho una passione incredibile per la letteratura. Non trovo molte persone in giro, con la mia stessa passione. E a me piace un sacco parlare di letteratura con qualcuno. Ecco perché voglio prestarti il libro. Per il semplice gusto di discuterne insieme, quando lo avrai finito”“allora accetto. Anche a me va di parlare di libri. E rischio sempre di annoiare qualcuno. A volte ne parlo anche con chi non ha mai letto un libro in vita sua. Mi farà piacere parlarne un po’ con te”“ok allora, tieni”. Mi porge il libro. “Ce l’avevi nella borsa? Ti sarà piaciuto tanto se te lo porti dietro”“be’ è un bel libro ma l’avevo portato per prestarlo ad un’amica, peccato che abbiamo litigato proprio oggi tramite SMS. E non mi sembra il caso di incontrarla e di prestarle il libro…”“mi spiace che hai litigato con la tua amica”“figurati. Ultimamente non credo nemmeno sia una grande amica”“ti sarà piaciuta in passato almeno”“si, in passato mi piaceva di piu’. Era più disponibile. Poi col tempo è diventata più egoista. Mi da’ sempre l’impressione che pensi solo a sé ed io non riesco a sopportare certi atteggiamenti”“ti capisco, è successo qualcosa di simile anche a me con un amico”“peccato”“già, è un vero peccato. Dover litigare con un amico è una cosa tristissima. L’amicizia dovrebbe tenerci a galla e farci sorridere e invece molte volte ci fa soffrire”“vero”“che dici, cambiamo discorso?”“si dai, cambiamo discorso! Se no ci intristiamo! Ti va di venire con me, andiamo a bere qualcosa insieme, nel bar vicino”“ok, con vero piacere! Ma tu non sei venuta qui per comprare un libro?”“si, ma non ho trovato nulla che mi interessasse, oggi. Sarà colpa del mio morale, chissà.”“se è per questo, ci sono libri che riescono a cambiarti l’umore”“ad esempio?”“ad esempio DI NOI TRE di Andrea De Carlo”“non l’ho letto”“dovresti leggerlo…c’è questa storia piena di amicizia e di voglia di vivere e di rifiuto pressoché totale delle regole che ti rapisce!”“da come lo descrivi sembra davvero interessante”“facciamo una cosa…io ti regalo il libro adesso e tu prometti di leggerlo, ok?”“ok… ma non posso accettare”“come no?”“mi imbarazza”“ma daaai” le dico e intanto prendo DI NOI TRE con la sua nuova copertina raffigurante una panchina e tre ragazzi seduti, lo porto alla cassa, lo porgo alla commessa e pago, la ragazza mi dice“grazie”“di niente, basta che lo leggi davvero”“ok te lo prometto”“sai cosa c’è lì dentro?”“cosa?”“lì dentro è descritta più o meno la nostra nuova amicizia, se ti può interessare”“che tipo che sei, certo che mi interessa”“non è mica una cosa scontata, avere voglia di leggere un libro”mentre parlavo la ragazza mi guardava senza dire niente mentre io continuavo a dire “c’è un sacco di gente che non legge, ti rendi conto? Ci sono un sacco di potenziali lettori là fuori nel mondo, tutti quelli che hanno studiato a scuola e poi si sono laureati, cosa fanno? Perché non prendono mai in mano un libro?”“forse perché fanno fatica a leggere” dice la ragazza“vuoi dire per una forma di pigrizia mentale?” domando io“anche, è molto più facile vedere la tv ad esempio”“cavolo, quella maledetta tv! Ma hai visto che programmi del cavolo trasmettono?”“be’ si, la qualità lascia a desiderare”“ci sono tutti quei programmi inutili tipo L’Isola dei famosi, Il Grande Fratello…”“il Grande Fratello a me piace”“si ma non è che ti dia molto a livello culturale, no?”“no se è per questo, è un programma che non ti lascia niente, è solo un piccolo passatempo che mi concedo per rilassarmi, sono curiosa, mi piace osservare le reazioni psicologiche di gente costretta a condividere la stessa casa e gli stessi oggetti con persone mai viste prima”“ammesso che non sia tutta una farsa” le ho detto“mah, questo non lo so, ma chi se ne frega? Te l’ho detto per me è solo un passatempo”“si, certo…almeno tu poi spegni la tv e apri un libro!”“non potrei resistere senza leggere…”“e invece c’è tutta quella gente là fuori, che compra di tutto, oggetti di ogni tipo e film e cd musicali ma i libri proprio non li compra…”“forse è anche colpa della pubblicità in tv, tu accendi la tv e vedi pubblicità di ogni tipo, di qualsiasi prodotto, ma quante volte vedi in tv la pubblicità di un libro?”“per forza! E’ tutta una catena! Se la gente non compra, nessuno investe in pubblicità”“ma se nessuno investe in pubblicità nessuno compra”“ma ognuno di noi dovrebbe scegliere, non credi? Senza per forza essere trascinato o pilotato o invogliato da una pubblicità!”“mi sa che devi rassegnarti a questa situazione: la gente non legge”“fortuna che leggi tu almeno” l’ho guardata sorridendo.Lei ha ricambiato il mio sorriso e più mi guardava, più mi piaceva e più mi sembrava diversa dalle altre ragazze. Era davvero diversa. Aveva negli occhi questa luce particolare e un’espressione intensa di quelle che poi non dimentichi facilmente. “Esagerato, ma quale fortuna dai, non sono mica l’unica…allora, andiamo in questo bar o stiamo a parlare qui per sempre? Fra poco ci cacciano”“Scusa, è vero. Ma sai, quando mi metto a parlare di libri non la smetto più.”“Me ne sono accorta”“Non è che ti scocci?”“Ma no, è solo che mi fanno male i piedi, dai andiamo a bere qualcosa, almeno ci sediamo”“ok”Siamo usciti dalla libreria e mentre camminavamo io guardavo la sua andatura e mi affascinava il suo modo di camminare, sembrava quasi come se stesse ballando, i suoi piedi, le sue gambe sembravano andare a ritmo, a tempo di musica.Entrati nel bar, ci siamo seduti e abbiamo ordinato, un caffè per me e una lemonsoda per lei.Il barista ci ha detto “la lemonsoda non ce l’abbiamo, va bene anche una Schweppes Lemon?”“si grazie” ha risposto lei.Ho ripreso a parlare sulla scia del discorso cominciato in libreria, “quando leggerai quel libro, DI NOI TRE, capirai… a me sembra incredibile che una storia così bella non la conosce quasi nessuno, per questo mi incavolo, perché è un vero peccato”“mi hai fatto venire voglia di leggerlo subito, mentre tu parli, io leggo”“ahahah, fai la spiritosa?”“no dico davvero, sai che mi piace il tuo modo di parlare, sei convincente, ci metti una carica pazzesca quando parli, hai un entusiasmo incredibile, hai mai provato a scrivere?”“si quando posso mi metto a scrivere, anzi se devo dirla tutta, diventare uno scrittore è il mio sogno più grande”“bello! Allora devi farcela! Devi scrivere più che puoi! Devi mettere la stessa energia che hai quando parli, sul foglio bianco!”“sembra facile…”“no non mi sembra facile, è solo che se hai questo sogno devi metterci tutto il tuo impegno e le tue capacità”“grazie per l’appoggio morale, spesso però è così difficile, non sai di cosa scrivere”“be’ scrivi di tutto quello che capita nel tuo mondo”“si potrei… Bukowski scriveva in un suo libro che non si ha molto da dire a trent’anni perché si è vissuto poco, per questo lui ha cominciato a scrivere a cinquanta anni”“si è una cosa vera quella che ha scritto Bukowski, mi meraviglio anche che lui possa aver scritto una cosa del genere visto che una volta in libreria ho aperto una pagina a caso di un suo libro e ho trovato dentro tante di quelle espressioni volgari e discorsi pieni di sesso da farmi venire voglia di chiuderlo subito”“Bukowski fa quest’effetto. Ma se ti fermi in superficie, poi lo odi. Io invece ho letto quasi tutti i suoi libri e credimi, non scrive solo di sesso, anzi direi che è anche un grande filosofo. E’ uno scrittore molto profondo”“Sarà come tu dici, comunque potresti anche scrivere del nostro incontro, no? Non ti sembra una cosa carina?”“Si, mi piace l’idea! Ne vale la pena, anche solo per ricordare in futuro questo bel giorno! C’è solo un problema…”“Quale?”“Non so nemmeno il tuo nome, ti immagini come deve essere un racconto di un uomo e una donna che si incontrano, parlano e non si dicono nemmeno il nome?”“ahahah, il racconto di un pazzo”“infatti”“mi chiamo Giulia”“io mi chiamo Luigi” “non ti dico quello che ti aspetti che io dica. Non mi piace questo nome”“grazie tante”“però sei simpatico”“ah meno male, almeno ti sto simpatico”“certo”“lo sai che sei strana?”“tu invece scommetto che sei una persona normale”“mah, in effetti non sono tanto normale…come darti torto”“sai cosa mi piace in una persona?”“cosa?”“la naturalezza! Mi piacciono le persone vere! Quelle che non fanno calcoli”“anche a me”“forse oggi bisogna essere un po’ pazzi per essere veri”“già, tutti non fanno altro che nascondere il proprio carattere, nascondere le proprie idee, nascondere il proprio modo di essere”“forse perché hanno paura di essere giudicate”“si ma a cosa serve non essere giudicate se non dai niente di te? Se non esprimi qualcosa, un’emozione, un sentimento…”“ognuno sceglie di vivere alla sua maniera”“si ma vedo tanta gente triste intorno”“colpa dello stress. E della mancanza di personalità”“non parlarmi di stress”“perché?”(CONTINUA)