SIGNIFICANDO

TORINO Parte all´università il master femminile


VENERDÌ, 22 SETTEMBRE 2006 Pagina XIII - Torino Al corso delle aspiranti sindaco "Nei palazzi si parla al maschile"  Parte all´università il master femminile. Le iscritte sono il doppio del previsto. Tra le allieve professionisti, commercianti e neolaureate. Lanciano una sfida  La candidata sindaco di Almese, dirigente scolastica, racconta le diffidenze del paese quando ha annunciato la sua intenzione di dedicarsi all´amministrazione; la giovanissima assessora del Comune di Alpignano (ha ancora un senso usare il sostantivo al femminile?) parla dello scoramento di chi rischia di non vedere conseguenze concrete dopo ore e ore di lavoro e sacrifici fatti nel nome della politica; la laureata in giurisprudenza ammette la paura tutta femminile del confronto; la ragazza in carriera nel settore commerciale contesta l´assenza di ricerca di qualità della vita per privilegiare ritmi frenetici tagliati a misura di uomini. Se si dedicasse alla politica, dice, sarebbe questo il suo fine; la ex-titolare di un negozio di arredamento a quarant´anni decide di cambiare vita. Chiude l´attività, si iscrive ad un partito e punta alla carriera politica cominciando dal basso della circoscrizione. Sono alcune delle voci raccolte ieri alla prima lezione del corso Donne, politica e istituzioni, che si svolge nel modernissimo edificio che ospiterà le biotecnologie dell´Università. Iniziativa dell´ex-ministro/a Stefania Prestigiacomo che per il primo anno, 2005-2006, aveva finanziato il percorso formativo in alcune città italiane, il corso - riservato alle donne e chiuso agli uomini nonostante le rimostranze di alcuni maschi offesi - quest´anno è organizzato e finanziato dall´Università e dal Cirsde, il centro interdisciplinare di ricerche e studi delle donne. Alla prova dei conti, un successo. Cento posti disponibili, duecento iscrizioni. «Accetteremo tutte - dice la coordinatrice Elisabetta Palici di Suni - che ieri ha tenuto la lezione introduttiva. Unica condizione il diploma di scuola superiore e una quota del 35 per cento da destinare alle studentesse universitarie, anche se la maggior parte delle partecipanti è laureata. Tre mesi di corso gratuito, sessanta ore di lezione, un programma articolato nel quale si affronteranno temi come l´organizzazione e il funzionamento delle istituzioni parlamentari o il sistema dei partiti, si analizzeranno i dati sulla presenza delle donne nei processi decisionali e politici, si parlerà di comunicazione, nota dolente di molti aspiranti alla politica, uomini o donne che siano. Elisa Franzò è laureata in scienze politiche, ha 29 anni e il suo tempo è equamente diviso fra il lavoro in un Ong e la sua attività di assessore alle attività culturali e alle politiche giovanili al Comune di Alpignano. Fatte le somme, poco tempo libero e neppure un intero stipendio. Alla politica, racconta, è arrivata partecipando alla campagna elettorale del sindaco della Margherita Gianluca Pinzi, che in lei aveva cercato un aiuto per l´esperienza maturata nel sociale. «Il salto ad un´esperienza più importante potrebbe anche rivelarsi una delusione - dice - Mentre in un piccolo paese le conseguenze di quello che fai si vedono, se passi a incarichi più importanti la cesura fra azione e risultati rischia di acuirsi». Angela Viccari è qui al corso «per esplorare», racconta. Pensa che per una giovane avvocato/essa in cerca di contatti questa possa rappresentare un´occasione per tessere una rete di relazioni». Donne e politica non sono un binomio inconciliabile, il suo giudizio. Ma alla fine «il prezzo delle scelte che si fanno si paga. Non si può essere tutto». Barbara Pandolfino, giovane avvocato trentenne, ha fatto i suoi primi passi nel mondo della politica fra i giovanissimi della Margherita. Prima ancora, nella lista civica Alleanza per Torino, per la campagna elettorale di Mauro Marino. «Sono qui perché penso che sia necessario mettersi alla prova. Dopo l´attività sul campo penso sia importante studiare per poi tentare di entrare in circoscrizione». Patrizia Dosio è la dirigente scolastica che «ha osato immaginare» di poter diventare sindaco del suo paese, Almese. «Pensavo che se fossi riuscita ad essere credibile al punto da farmi affidare i figli a scuola ispirando fiducia, forse potevo anche inseguire il mio sogno di riuscire a fare l´amministratrice del paese. Ma mi sono scontrata con una diffidenza che non prevedevo. Persino mio padre si è stupito e ha immaginato che qualcuno «mi stesse usando. Ho fatto fatica a spiegargli che era una scelta tutta mia». La candidatura non è andata a buon fine e adesso il sogno nel cassetto passa attraverso un serio corso di preparazione: «Chissà. Forse la prossima volta ce la faccio». Sa forse cos´hanno le donne che le ostacola in politica?, azzarda combattiva Patrizia: «Hanno una visione troppo ampia delle cose per riuscire a vedersi ingabbiare nelle rigide maglie di un partito. Inseguiamo più il fare che le parole, e non è questo il rito della maggior parte della politica al maschile». Elena Chinaglia il corso Donne e politica l´ha frequentato l´anno scorso. La scintilla è scoccata. Quando è finito si è iscritta a Emily, è entrata nei Ds, è stata la prima esclusa nella sua circoscrizione: «Per fare politica alle donne servono anche visibilità e conoscenze. Contatti. Si parte di lì. Poi coraggio e forza crescono».