SIGNIFICANDO

Fini: "An non ne farà parte"


Il leader di An intervenendo alla trasmissione 'Panorama del giorno'ha definito "plebiscitario e confuso" il modo in cui è stata presentata la propostaApprezzamento per l'apertura alla riforma elettorale: "Può essere il Vietnam di Prodi"Maroni: "Lega non interessata". Sorpreso dal "suo accordo sul modello elettorale tedescoOMA - Alleanza Nazionale non entrerà nel nuovo partito del Popolo delle Libertà lacuifondazione è stata annunciata ieri da Berlusconi. Il Cavaliere ha anche fissato la data per l'assemblea Costituente al 2 dicembre e si è detto disponibile al confronto su una nuova legge elettorale, basata su "un sistema proporzionale alla tedesca". La replica di Fini. "Non se ne parla proprio", ha replicato Gianfranco Fini, leader di An, nel corso di 'Panorama del giorno' su Canale 5, a Maurizio Belpietro che gli chiedeva se An sarebbe entrata nella nuova formazione. Fini ha definito "plebiscitario e confuso" il modo in cui è stata presentata la proposta. "An non si scioglierà" per entrarvi, ha aggiunto. Fini ha anche ribattuto all'affermazione di Berlusconi, secondo la quale il nuovo partito è anche un modo per dire basta ai "parrucconi" della politica: "Non mi riconosco in questa categoria", ha detto il leader di An che si è detto però pronto a discutere con questa nuova forza quando saranno chiari "i principi, le idee e le forme di organizzazione". Per il momento "mi sembra un progetto confuso. Inviterei Berlusconi - ha continuato Fini nel corso della trasmissione - a riflettere su ciò che ha detto Bossi, sul fatto che questa mossa può essere un favore a Prodi". "Noi non ci preoccupiamo più di tanto, calma e gesso...", ha concluso però Fini. Se la nuova formazione potrebbe favorire Prodi, secondo il leader di An invece l'apertura di Berlusconi sulla legge elettorale "può essere il Vietnam di Prodi". "La cosa che mi preme sottolineare - ha sottolineato Fini - è che Berlusconi ha detto testualmente che è pronto a discutere delle proposte del centrosinistra. Questo è un oggettivo cambio di strategia. Si tratta di un'oggettiva apertura di confronto". L'ex ministro degli Esteri poi si è spinto oltre: "Se diventasse un sostenitore del referendum sarebbe davvero il massimo". La Lega. "Non sono rimasto sorpreso dalla iniziativa di Berlusconi - ha detto il capogruppo della Lega alla Camera, Roberto Maroni, a Radio Padania Libera - è una sua vecchia idea e dal suo punto di vista è anche un buon progetto, vuol mettere insieme tutti i partiti del centrodestra sul modello americano. Per i giornali è una novità, per noi no, Berlusconi ne parla da anni. Così come non è una novità che la Lega non sia interessata". Maroni ha però sottolineato di essere rimasto sorpreso dal "suo accordo sul modello elettorale tedesco, insomma il contrario di quel che ha sempre detto. Vorrei capire se è una novità o se è una sciocchezza scritta dai giornali". L'Udc. "Non vedo grandi cambiamenti, perché chiamare un partito Forza Italia o Partito del popolo delle libertà non muta nulla: il leader è sempre Berlusconi, per noi l'interlocutore resta lui, penso che cambi poco. L'Udc non c'era e non ci sarà. Lo ha detto il segretario Lorenzo Cesa: "Ci fa piacere - ha afggiunto - che Berlusconi abbia aperto ad una nuova fase chiedendo anche lui, come facciamo noi da un anno, la riforma della legge elettorale nel senso che noi volevamo, cioè con il sistema tedesco". (19 novembre 2007)