C'è una domanda che accomuna la maggioranza dei sostenitori del
senatore Barack Obama in giro per l'America: "Il nostro beniamino è al
sicuro?" Un'inchiesta del New York Times documenta come tra i
fan del candidato afro-americano il ricordo del 1968, in cui nel giro
di due mesi vennero assassinati il reverendo Martin Luther King e il
senatore Bob Kennedy, è ancora più che vivo. Ma i sostenitori non sono
gli unici a essere preoccupati per la sicurezza di Barack. La moglie
Michelle ha dichiarato tempo fa di aver temuto l'arrivo del giorno in
cui al marito è stata assegnata la scorta "perché significava che la
sua vita era realmente in pericolo". Qualche tempo fa, la squadra di consulenti del candidato perfino ha
temuto che parte dell'elettorato afro-americano - in particolar modo in
South Carolina - decidesse di non dare il proprio voto a Obama in
quanto preoccupato per le eventuali conseguenze della sua affermazione
tra i democratici. Ma le ultime vittorie hanno definitivamente
allontanato questo timore. Il senatore dell'Illinois - che non parla
volentieri della questione sicurezza - non si preoccupa e rassicura gli
elettori: "State tranquilli, posso contare sulla migliore sicurezza del
mondo". Obama è stato in effetti il primo candidato nella storia delle
elezioni presidenziali americane ad avere avuto il privilegio della
protezione dei servizi segreti così presto, ovvero dal 3 maggio scorso. (fonte: la stampa)