All'alba ritrovai l'orma sul posto,selvatica qual pesta di cerbiatto;ma v'era il segno delle cinque dita.Era il pollice alquanto più discostodall'altre dita e il mignolo ritrattocome ugnello di gàzzera marina.La foce ingombra di tritume negroodorava di sale e di ginepro.Seguitai l'orma esigua, come braccoche tracci e fiuti il baio capriuolo.Giunsi al canneto e mi scontrai col riccio.Livido si fuggì per folto il biacco.Si levarono due tre quattro a volomigliarini già tinti di gialliccio.Vidi un che bianco; e un velo era dell'alba.per guatar l'alba disamarrii la traccia.G. D'Annunzio ( Alcyone)
All'alba
All'alba ritrovai l'orma sul posto,selvatica qual pesta di cerbiatto;ma v'era il segno delle cinque dita.Era il pollice alquanto più discostodall'altre dita e il mignolo ritrattocome ugnello di gàzzera marina.La foce ingombra di tritume negroodorava di sale e di ginepro.Seguitai l'orma esigua, come braccoche tracci e fiuti il baio capriuolo.Giunsi al canneto e mi scontrai col riccio.Livido si fuggì per folto il biacco.Si levarono due tre quattro a volomigliarini già tinti di gialliccio.Vidi un che bianco; e un velo era dell'alba.per guatar l'alba disamarrii la traccia.G. D'Annunzio ( Alcyone)