SOGNANDO DI CADERE..

_______ SESTO CAPITOLO _______ [ TERZA PARTE ]


    ...   Sorridendo il Mago girò intorno all’Orco Sporco e si trovò a scendere la collina dalla parte opposta. Ogni tanto incontrava un “Boschino”, così si chiamavano gli abitanti del Bosco Magico, che portava all’Orco Sporco nuove cose da mangiare. Caramelle, borse di soldi, carrelli della spesa, cassette musicali, eccetera, eccetera. Ma l’orco non avrebbe mai mangiato altro che il tempo… forse….Un Boschino indicò al Mago le Balle di Cannone, che non erano proiettili per la guerra, ma tutte le frottole raccontate da : Cannone. Un tubicino di rame parlante, tanto perfido, soprannominato così perché le sparava grosse, e tutte le balle si ammassavano una sull’altra, formando un quadrato preciso preciso. All’angolo il Mago si fermò davanti a un cappello bianco, steso a mezz’aria, che faceva ombra ai Lombrichi Magazzinieri, che erano in pausa.Per lavoro, i Lombrichi Magazzinieri sistemavano la collina ogni duecentomila anni. Ogni lombrico poteva lavorare per il tempo di un battito di ciglia e poi si riposava, e, anche se erano tanti, sembrava a tutti che i lavori andassero un po’ a rilento su quella collina.Il Mago battè le mani 16 volte e mezzo e uno scatolone trasparente si fermò davanti a lui.<<Beh! Sicuramente questo è vuoto>>.Lo prese e scese la collina passando davanti all’Orco Sporco che mangiava, mangiava, mangiava… Tornato a casa, il Mago si mise al lavoro. Mentre un altro fiore del vaso s’era seccato. Ma seccato seccato! E stava facendo fagotto per andarsene<<Sono stufo di fare profumo e vedere che va sprecato per negatività, me ne vado!>> e sbattendo la porta uscì.<<Mi restano pochi fiori, e se non mi sbrigo, l’Umano resterà senza guida, si perderà per sempre nel Bosco Magico e io non saprò mai se ha trovato chi cercava>>.Preso il Manuale del Mago e tutti gli ingredienti, scese in piscina.<<Non ho un pentolone così grande da far stare tutto dentro e poter cucinare tutto insieme!>>.Provò e riprovò la formula magica, ma del Vaso non c’era segno.<<E si che la formula ce l’ho ed è anche facile da fare… un momento, lo scatolone è vuoto! Ecco perché non funziona!>><<Si, ma dove vado a riempirlo? Mi serve qualcuno che abbia pensieri felici da darmi, e tanti anche, chi mai sarà?>>