Non saprei dire quanto tempo passò, perché lì dove eravamo il tempo in realtà non c’era.Ci furono una luce intensa, un rumore immenso, un bagliore fantastico e fulgido che si faceva sempre più vicino.Il capitano si rianimò improvvisamente, e l’equipaggio intero si voltò verso di lui, i volti infuocati dalla trepidazione.«Avete mai visto qualcosa di simile?!», domandò il capitano. «Oh, dio, quel fuoco, più splendente di dieci milioni di soli… Tutti ai propri posti.»«Sì, signore», gridarono tutti all’unisono.«Ora», disse via radio il capitano all’equipaggio con le tute indosso, «in ogni singola navicella di salvataggio, conoscerete le macchine della distruzione. Attingete pure alla mia fame per divorare quest’essere, fatela vostra! In ogni navicella c’è un raggio più potente di qualsiasi altro laser a fiamme infernali mai costruito. Più grande, più lungo, più rapido, più sicuro. Usate quella potenza! Trafiggete la bestia. Annientatela. Navicella Uno sotto il comando dell’ufficiale Downs?»«Qui Downs», gridò lui. «Navicella Uno pronta!»«Lancio!»Sentii la prima navicella decollare, portandosi dietro Downs e il suo compagno.«Navicella Due!», gridò il capitano. «Ufficiale Berry!»«Qui parla Berry», rispose una voce. «Navicella Due… Pronta!»«Lancio!»Una scossa violenta, poi Berry, la sua voce e il suo compagno svanirono.«Signor Redleigh», disse Achab, voltandosi verso il primo ufficiale. «Prenderete la terza navicella. Fatene un buon uso.»«Signorsì», rispose Redleigh.«Small», disse il capitano, «tu vai con Redleigh. Tu, Ismaele, resta con me, qui sulla nave madre. Tenetevi pronti per il lancio della navicella Tre.»Small si voltò verso di me prima di andarsene, come se volesse dirmi qualcosa.«Small», gli feci, «lascia che venga con te. Capitano, Posso chiedere…?»Ma Small m’interruppe. «No. Resta. E vivi. Tu vivrai, lo sai, fino a quando sarai molto vecchio. Io, che vedo oltre, ti dico questo. Invecchia, Ismaele. Sii felice… E sposati, amico caro. Ora devo andare, torno tra le stelle. Addio.»«Oh, Small», sussurrai, «lascia la tua mente con me, così potremo essere amici fino alla fine.»Sentii i suoi pensieri, la sua mente indugiare nelle mie orecchie e nella mia testa.«La mia mente è tua», disse Small mentre se ne andava. «Tua.»Qualche istante dopo il capitano ordinò: «Lancio navicella Tre!»La voce di Redleigh giunse attraverso l’interfono: «Navicella Tre pronta!» Una scossa violenta. Small e Redleigh catapultati nell’universo.«Isamele, avvicinati», mi chiamò il capitano.«Signore!», dissi.«Volano via», fece il capitano. « Guarda là, come sfrecciano le navicelle.»Guardando nello schermo del computer, vedemmo la navicella già lontanissima da noi, e udimmo le loro voci che si mescolavano. Le voci dicevano: «Navicella Uno massima velocità, Navicella Due al massimo, Navicella Tre sul bersaglio.»«Oh, Ismaele, guarda», disse il capitano. «Questo è l’intero continente Antartico, tutto bianco, scaraventato in qualche modo sopra lo spazio universale per sconvolgere la nostra vista!»«È troppo!», gridai. «Non posso guardare!»«Lascia che ti bruci gli occhi, come ha bruciato i miei», rispose il capitano. «Ci restano ancora le mani per farla fuori.»«Small!», gridai.Perché iniziai a sentire una musica, una sinfonia in testa: era la musica dell’universo. Era nella mente di Small e in qualche modo giunse fino a me.La voce di Small rispose, a miglia di distanza: «Ti sento, amico mio.»«Oh, Small, quella musica!»«Sì», disse Small, «la Grande Balena conosce questa musica… E sa suonarla bene.»E allora la musica iniziò a suonare non solo nella mia testa, ma anche attraverso gli altoparlanti della nave, in sonore, violente, malinconiche ondate.