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Pompei: turista cade negli Scavi polemica sui soccorsi


L’accusa della Cisl: servizio inefficienteSUSY MALAFRONTE Pompei. Una turista inglese è inciampata tra gli antichi sentieri degli scavi. Cadendo, si è rotta una spalla e fratturata una gamba. Difficili le operazioni di soccorso. La Cisl lancia accuse ben precise: «Con lo stop dell'archeoambulanza e la chiusura della guardia medica i turisti rischiano la vita per le difficoltà in cui incorrono i mezzi di soccorso per circolare all’interno del sito». Ieri l'ambulanza, non potendo raggiungere la casa dell'Orso, la zona della città sepolta dove è avvenuto l'incidente, si è dovuta fermare a Porta Stabia. La donna a fatica si è trascinata, zoppicando su una sola gamba, fino al mezzo di soccorso. Erano da poco trascorse le quindici quando, l'anziana londinese, è scivolata sulle lisce pietre del sentiero che conduce al Lupanare. Gli addetti alla sorveglianza hanno immediatamente chiamato il 118 che, pur intervenendo tempestivamente, non si è potuto spingere fino a dove la turista è scivolata. «Perché, dopo tutti i soldi investiti per allestire un servizio unico nel suo genere, le nostre magnificate archeoambulanze giacciono, non funzionanti, presso porta Anfiteatro e porta Ercolano?», si chiede Antonio Pepe, segretario della Cisl di Pompei e portavoce della Rsu/Cisl. «Più volte abbiamo chiesto di promuovere iniziative atte a ristabilire, all'interno degli scavi di Pompei, un pronto soccorso efficiente e stabile - denuncia Pepe - ma l'amministrazione continua a disattendere gli impegni. Il ministero dovrebbe intervenire. È inimmaginabile - afferma il segretario Cisl - pensare che non funzionino i costosi mezzi e servizi di cui il sito è già dotato». L'archeoambulanza è un mezzo ritenuto unico al mondo, progettato esclusivamente per la città antica. Le caratteristiche sono state, per buona parte, riprodotte dai carri romani di duemila anni fa proprio perché deve essere in grado di raggiungere qualsiasi parte della zona scavata. Il mezzo, ad alimentazione elettrica, è dotato di tutti i principali presidi di primo soccorso, compresa la bombola di ossigeno e un defibrillatore di tipo semiautomatico. L'impiego dell'archeoambulanza è stato studiato per far fronte a determinate situazioni di crisi e utilizzato come passaggio necessario, se la situazione di crisi richiede il ricovero in ospedale del turista soccorso, dal luogo dell'intervento fino all'ambulanza. «Un bel progetto - conclude Pepe - fermo per motivi a noi oscuri». il mattino