DICIAMO NO

Ci vorrebbe in assoluto un'attivita' di promozione di civilta' e cultura sportiva.


la risposta migliore arriva forse dal calcio inglese?Una conferenza internazionale contro la violenza negli stadi. È l'iniziativa fortemente voluta dal Ministro per lo sport e la gioventù della Serbia, che da ieri riunisce a Belgrado tutte le Istituzioni europee e i Rappresentanti delle organizzazioni sportive del mondo. Un dialogo serrato che mira a trovare soluzioni e porre un argine al dilagare della violenza e del razzismo nello sport.Blogosfere ha intervistato Gabriella Battaini Dragoni, direttore generale per l'educazione, la cultura e lo sport del Consiglio d'Europa e Roberto Beccantini esperto di queste tematiche. giornalista sportivo de La StampaDottoressa Battaini Dragoni qual è l'obiettivo di questa conferenza?L'iniziativa è partita da un incontro con la ministra dello sport serba e troviamo estremamente pertinente la data di questa riunione proprio per gli avvenimenti recenti di forte violenza che si sono verificati non solo a Belgrado, ma anche in Bosnia-Erzegovina pochi giorni fa.Cosa è successo? Lo scorso 6 ottobre, un'ora e mezza prima della partita che doveva svolgersi tra le due squadre di Sarajevo e della cittadina di Široki Brjeg c'è stato un morto e vari feriti, tutti colpiti da arma da fuoco. Sembra che l'autore della strage sia un tifoso del Siroki originario di Sarajevo che si è consegnato spontaneamente alle forze dell'ordine dichiarando di essere l'autore della strage. http://www.osservatoriobalcani.org/article/view/11932/1/42Cosa fanno i governi per arginare questo tipo di tensioni negli stadi europei? Roberto Beccantini giornalista sportivo de La Stampa :Il Presidente del Uefa , Michel Platini medita da tempo ad una sorta di polizia transnazionale soprattutto ad una forte collaborazione fra i governi. Certo oggi la violenza e il razzismo hanno trovato una nuova catena di espressione che è il web, La violenza dei tifosi inglesi ha spinto i governi a ricostruire gli stadi, in occasione degli Europei del '96, creando impianti molto moderni e funzionali. C'è stato poi un incremento dell'attività di repressione all'interno degli stessi stadi tramite stuart presenti ovunque. Un'attività affidata a delle società private responsabili del servizio di sicurezza. A questo si è accompagnata una campagna di grande sensibilizzazione del problema che pian piano ha riportato gli stati inglesi a popolarsi di famiglie.La Francia rappresenta forse il miglior esempio di collaborazione fra i club e la polizia per arginare il problema della violenza. Come si sono mossi i governi?I francesi hanno trovato in questa forma di collaborazione una strategia importante anche se recentemente, nel corso di una partita di Eurolega a Belgrado un tifoso del Tolosa, aggredito da ultrà del Partizan, è morto. Il problema è che con la militarizzazione degli stadi, la violenza, anche in Italia, tende a spostarsi fuori dall'impianto. In Italia dal primo gennaio entrerà in vigore la tessera del tifoso. Funzionerà?Non è un'idea che mi esalta, mi sa un po' di schedatura. Pensiamo poi che per gli Europei del 2016 dovremo fare degli stadi che sono tutto il contrario di quello che abbiamo.