DICIAMO NO

Inchiesta Goal.com - Criticata, chiacchierata e tribolata: ecco la TESSERA DEL TIFOSO...


Da mesi è fonte di polemiche incrociate anche piuttosto aspre, tra istituzioni, club e tifosi. Eppure non se ne parla poi così tanto. Ecco perchè, noi di Goal.com, vogliamo approfittare della sosta del campionato per soffermarci su un tema caldo e delicato, quello della vita nei nostri stadi. Il pensiero, di questi tempi, corre subito e inevitabilmente alla 'Tessera del Tifoso', idea dell'Osservatorio sulle Manifestazioni Sportive oggetto di dibattiti e contestazioni avvolta tuttora da un velo di mistero per molti tifosi italiani. Di cosa si tratta realmente? Scopritelo con noi...
COS'E' - L'Osservatorio, organismo da cui è partito tutto, definisce così la 'Tessera del Tifoso': "Strumento di fidelizzazione adottato dalla società di calcio che prevede verifiche della Questura attraverso una procedura standard diramata a livello nazionale con apposita direttiva ministeriale". Con l'obiettivo - si legge ancora sul sito - di creare la categoria dei "Tifosi Ufficiali". Detta in parole più povere, la Tessera garantirà significativi privilegi ai suoi possessori. Il più importante è quello relativo alle trasferte. Chi deciderà di usufruire del nuovo strumento potrà aggirare qualsiasi restrizione sugli ingressi ad un determinato evento sportivo. Anche in questo caso meglio farla breve: da quando entrerà in vigore il provvedimento, solo i possessori della Tessera potranno avere accesso al settore ospiti di ogni stadio. Nessuna novità sostanziale per le partite che la propria squadra del cuore giocherà in casa, ma i vantaggi non mancheranno. Le procedure di acquisto dei tagliandi e di accesso allo stadio, per dirne un paio, verranno agevolate per i "Tifosi Ufficiali". Non tutti, però, potranno richiederla. Saranno tagliati fuori, ad esempio, i sostenitori sottoposti a Daspo o condannati per "reati da stadio" negli ultimi cinque anni.
LA STORIA - Del progetto si è parlato soltanto in tempi piuttosto recenti, ma l'idea nacque nel lontano 2005 ad opera del capo dell'Osservatorio Francesco Tagliente. La questione venne affrontata in maniera blanda, durante Calciopoli venne quasi dimenticata, per poi tornare di stretta, strettissima attualità dopo la morte dell'ispettore Raciti a Catania nel febbraio 2007. La presentazione ufficiale è datata primavera 2008: solo da quel momento istituzioni e società di calcio hanno iniziato a confrontarsi seriamente su una questione piuttosto spinosa. Mesi di confronti, tavoli di discussione, frenate e ripartenze. Fino alla scorsa estate, quella della svolta sancita dall'annuncio di Maroni: "Dal 1° gennaio si partirà con la 'Tessera del Tifoso'". Sì, a parole. I fatti, in realtà, raccontano di una Serie A ancora impreparata alla nuova era. E così, la scorsa settimana, è arrivata una richiesta di proroga da parte della Lega Calcio: "Abbiamo deciso - ha spiegato il presidente Beretta - di inviare al ministro dell’Interno Roberto Maroni la lettera firmata da tutti i 20 presidenti di A e dai 22 di B dicendo che accogliamo la filosofia del progetto della 'Tessera del Tifoso' e siamo pronti a renderlo operativo. Chiediamo al ministro di spostare l’entrata in vigore dal primo gennaio al primo luglio 2010". Permesso che sarà accordato, perchè Maroni ha ottenuto ciò che desiderava.
RESISTENZE - Ovvero la piena disponibilità da parte di tutti i presidenti a collaborare per rendere perfetto il nuovo meccanismo. Sì, perchè in passato non erano mancate le tensioni tra il Ministero dell'Interno e i club nostrani, mai del tutto convinti della bontà dell'intero progetto. E' passato alla storia - tra i tanti interventi sul tema - quello durissimo di Maurizio Zamparini: "E' una legge liberticida da stato fascista. Io sono un uomo libero e mi rifiuto di dover andare in uno stadio fuori dalla mia città con una tessera che mi scheda perché senza di quella non posso entrare. Mi vergogno di essere italiano". Parole di fuoco che però non rendono neanche minimamente l'idea del dissenso che si registra - nei confronti della nuova normativa - all'interno delle curve italiane, da sempre contrarie a quella che viene vissuta come una "Schedatura". Tra manifestazioni e contestazioni, non passa weekend senza che qualche tifoseria urli ai quattro venti il proprio malcontento, che sia espresso tramite striscioni o proteste silenziose. Il tutto mentre i nostri stadi continuano a svuotarsi in maniera lenta, triste e inesorabile. E pensare che ogni innovazione dovrebbe avere obiettivo ed effetto contrari: ripopolare e colorare spalti come in un passato sempre più lontano.Sergio Chesihttp://www.goal.com/it/news/1941/inchiestespeciali/2009/11/10/1616305/inchiesta-goalcom-criticata-chiacchierata-e-tribolata-ecco