BALLAQ & STEVE

FONDALI MARINI O ARSENALI?


Sole, spiagge...mare azzurro, ecco l'Italia...piano, piano...chi lo sapeva che sono oltre 30.000 gli ordigni inabissati nel mare Adriatico? Credo in pochi...é ciò che è stato denunciato da Legambiente nel dossier "Armi Chimiche"una vecchia eredità bellica. Questi sono i siti inquinati che sono stati presi in esame dall'Associazione: Lago di Vico-Molfetta-Pesaro-Golfo di Napoli-Colleferro e basso Adriatico. Un vero e proprio cimitero chimico per l'ecosistema e la salute delle persone. Solo nel porto di Molfetta sono stati "scovati" 10.000 ordigni. Pure a Torre Gavetone e a nord di Bari. 13.000 proiettili e 438 barili contenenti pericolose sostanze tossiche nel  meraviglioso Golfo di Napoli. Mentre sono state scovate 4300 bombe all'iprite e 84 tonnellate di testate all'arsenico nel mare antistante Pesaro. Infine ci sono pure le migliaia e migliaia di bomblets, piccoli ordigni derivanti dall'apertura delle bombe a grappolo, sganciate dagli aerei Nato sui fondali marini del Basso Adriatico durante la guerra del Kosovo. Insomma un vero e proprio immenso arsenale che l'acqua lentamente corrode provocando la fuoriuscita di pericolose sostanze tossiche....tutto questo per parecchi anni è stato coperto dal Segreto di Stato. Tanto per avere un'idea più precisa di quello che stanno  rilasciando questi cimiteri chimici ecco alcune sostanze tossiche: ARSENICO - IPRITE - LEWSITE - FOSGENE - DIFOSGENE - ACIDO CLORO SOLFONICO  e CLOROPICERINA!! Per chiedere la bonifica di questi siti e per denunciare queste situazioni, è nato il "Coordinamento Nazionale Bonifica Armi Chimiche", qualcosa è successo anche se il lavoro è lunghissimo e non sempre aiutato dalla burocrazia sia civile che militare. Già nel 2001, in tutta la Puglia, Legambiente con la campagna " VIE LE BOMBE DA UN MARE DI PACE" aveva chiesto la bonifica dei fondali per evitare che fossero i pescatori a fare, involontariamente, durante la loro attività la bonifica dell'area. Ma tutt'ora i lavori di risanamento tardano a partire. L'area è oggetto di studio dall'ISPRA, le cui indagini hanno accertato la presenza sui fondali di almeno 20.000 ordigni con caricamento chimico e le analisi hanno rilevato gravi conseguenze nei pesci causate da sostanse come l'iprite e concentrazioni d'arsenico superiori ai valori soglia nei sedimenti marini analizzati. Quello che emerge è, dunque, un quadro complesso e molto preoccupante, dove è in gioco la salute di tutti.Fonte: Stampa Libera