Rosarno, Calabria. Continuano le storie di illegalità e sfruttamento umano. Non parlerò per questa volta dell'andrangheta o mafia che sia, ma di una multinazionale. La "Multinazionale" per eccellenza, la COCA COLA. Infatti acquistano a prezzi assolutamente RIDICOLI arance per la produzione della nota bevanda a base di succo d'arancia: la FANTA. In Italia tutto tace, meno male che c'è stata una seria inchiesta da parte della rivista inglese THE ECOLOGIST che ha fatto luce sull'acquisto del succo di arance di Rosarno a soli 7 Centesimi al litro da parte della Coca Cola. Per poter vendere il succo a prezzo così basso, i produttori calabresi sarebbero disposti a ricorrere alla manodopera in nero...e lo Stato Italiano dov'è e cosa fa? Tale assurda vicenda è stata ripresa, anche, dall'INDIPENDENT. Sotto il sole di Calabria nulla di nuovo, già nel 2009 Rosarno era stata al centro delle rivolte degli immigrati impiegati nella raccolta degli agrumi a RITMI DI LAVORO AI LIMITI DELLA SCHIAVITU'. Successe il finimondo tra gli immigrati e i residenti della zona....una guerriglia tra poveri, in un territorio già devastato dalla criminalità organizzata. Tuttora i salari sono da fame e i ritmi di lavoro da schiavi, in pessime condizioni di vita in ghetti privi di acqua ed elettricità. Ma non se ne parla, perchè c'è la Coca Cola che paga! Dopo lo scandalo provocato, solo, dai tabloid inglesi la Multinazionale delle bevande "AMMAZZA-STOMACO" decise di annullare i contratti con i coltivatori di Rosarno. Ci volle la mediazione del Ministro delle Politiche Agricole Mario Catania, per far fare marcia indietro alla Coca Cola. Secondo la Coldiretti calabrese infatti, per un aranciata venduta sugli scaffali a 1,3 euro al litro agli agricoltori vengono riconosciuti solo 3 centesimi per le arance contenute. Un'inezia rispetto ai costi di produzione e raccolta. Tale situazione colpisce sia i produttori che i lavoratori extracomunitari, fomentando l'illegalità. La richiesta di succo concentrato è diminuita da parte della Coca Cola c'è il sospetto che ci sia una sottile ritorsione; altro che aumentare l'acquisto di succo dalla Calabria. Tanto alla Coca Cola passare sopra produttori in crisi, lavoratori schiavi, non interessa assolutamente, perchè se non lo fanno in Italia, ci sono tanti altri paesi pronti a farsi sfruttare pur di siglare contratti da fame! Fonte: STAMPA LIBERA
GLI SCHIAVI DELLA COCA COLA
Rosarno, Calabria. Continuano le storie di illegalità e sfruttamento umano. Non parlerò per questa volta dell'andrangheta o mafia che sia, ma di una multinazionale. La "Multinazionale" per eccellenza, la COCA COLA. Infatti acquistano a prezzi assolutamente RIDICOLI arance per la produzione della nota bevanda a base di succo d'arancia: la FANTA. In Italia tutto tace, meno male che c'è stata una seria inchiesta da parte della rivista inglese THE ECOLOGIST che ha fatto luce sull'acquisto del succo di arance di Rosarno a soli 7 Centesimi al litro da parte della Coca Cola. Per poter vendere il succo a prezzo così basso, i produttori calabresi sarebbero disposti a ricorrere alla manodopera in nero...e lo Stato Italiano dov'è e cosa fa? Tale assurda vicenda è stata ripresa, anche, dall'INDIPENDENT. Sotto il sole di Calabria nulla di nuovo, già nel 2009 Rosarno era stata al centro delle rivolte degli immigrati impiegati nella raccolta degli agrumi a RITMI DI LAVORO AI LIMITI DELLA SCHIAVITU'. Successe il finimondo tra gli immigrati e i residenti della zona....una guerriglia tra poveri, in un territorio già devastato dalla criminalità organizzata. Tuttora i salari sono da fame e i ritmi di lavoro da schiavi, in pessime condizioni di vita in ghetti privi di acqua ed elettricità. Ma non se ne parla, perchè c'è la Coca Cola che paga! Dopo lo scandalo provocato, solo, dai tabloid inglesi la Multinazionale delle bevande "AMMAZZA-STOMACO" decise di annullare i contratti con i coltivatori di Rosarno. Ci volle la mediazione del Ministro delle Politiche Agricole Mario Catania, per far fare marcia indietro alla Coca Cola. Secondo la Coldiretti calabrese infatti, per un aranciata venduta sugli scaffali a 1,3 euro al litro agli agricoltori vengono riconosciuti solo 3 centesimi per le arance contenute. Un'inezia rispetto ai costi di produzione e raccolta. Tale situazione colpisce sia i produttori che i lavoratori extracomunitari, fomentando l'illegalità. La richiesta di succo concentrato è diminuita da parte della Coca Cola c'è il sospetto che ci sia una sottile ritorsione; altro che aumentare l'acquisto di succo dalla Calabria. Tanto alla Coca Cola passare sopra produttori in crisi, lavoratori schiavi, non interessa assolutamente, perchè se non lo fanno in Italia, ci sono tanti altri paesi pronti a farsi sfruttare pur di siglare contratti da fame! Fonte: STAMPA LIBERA