Sono arrivato in Cina due giorni dopo il terremoto, il mio bagaglio tre giorni dopo.Qui siamo abbastanza lontani dall'epicentro e danni visibili non ce ne sono però vedi la gente accampata nei parchi per la paura di nuove scosse di assestamento. Con i cellulari si avvisano l'un l'altro sull'ora prevista per l'onda d'urto. La mattina poi al lavoro trovi tanta gente che non riesce a tenere gli occhi aperti perchè la notte è rimasta per strada.Restando in una grande città non ci si accoge di essere ad un passo da una tragedia, 40000 morti accertati e chissà quanti ancora da trovare, è più dell'intera popolazione della mia città in Italia, è come se questa fosse stata interamente inghiottita dalla terra e tutto quello che conoscevi non esistessa più. E invece stare qui è come vederla dall'italia, è solo immagine televisiva, inviati dei network internazionali, i primi filmati amatoriali ripresi nel momento del disastro, interviste a chi ha perduto i propri parenti ed allora non distingui più questi morti da tanti altri, quelli della Birmania che si contendono le prime pagine dei telegiornali, quelli dell'iraq e quelli del film con Van Damme che danno su una TV satellitare. Poi quando pensi di esser cinico fino al midollo cominci a capire che le scuole sono stati gli edifici più colpiti, che migliaia di bambini e ragazzi sono morti, che quei figli morti sono unici per quelle famiglie perchè qui è concesso un solo figlio ad ogni coppia e che perso quello hai perso tutto il tuo futuro, la tua speranza.
La via della seta
Sono arrivato in Cina due giorni dopo il terremoto, il mio bagaglio tre giorni dopo.Qui siamo abbastanza lontani dall'epicentro e danni visibili non ce ne sono però vedi la gente accampata nei parchi per la paura di nuove scosse di assestamento. Con i cellulari si avvisano l'un l'altro sull'ora prevista per l'onda d'urto. La mattina poi al lavoro trovi tanta gente che non riesce a tenere gli occhi aperti perchè la notte è rimasta per strada.Restando in una grande città non ci si accoge di essere ad un passo da una tragedia, 40000 morti accertati e chissà quanti ancora da trovare, è più dell'intera popolazione della mia città in Italia, è come se questa fosse stata interamente inghiottita dalla terra e tutto quello che conoscevi non esistessa più. E invece stare qui è come vederla dall'italia, è solo immagine televisiva, inviati dei network internazionali, i primi filmati amatoriali ripresi nel momento del disastro, interviste a chi ha perduto i propri parenti ed allora non distingui più questi morti da tanti altri, quelli della Birmania che si contendono le prime pagine dei telegiornali, quelli dell'iraq e quelli del film con Van Damme che danno su una TV satellitare. Poi quando pensi di esser cinico fino al midollo cominci a capire che le scuole sono stati gli edifici più colpiti, che migliaia di bambini e ragazzi sono morti, che quei figli morti sono unici per quelle famiglie perchè qui è concesso un solo figlio ad ogni coppia e che perso quello hai perso tutto il tuo futuro, la tua speranza.