Creato da: sana.polemica il 06/02/2007
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Eluana ha smesso di soffrire

Post n°11 pubblicato il 10 Luglio 2008 da sana.polemica
 

...Eluana ha smesso di soffrire.

Questo il mio primo pensiero oggi, dopo aver appreso alla radio della decisione della nostra suprema corte, di concedere al tutore di Eluana, il papà, di interrompere l’alimentazione forzata che la teneva in vita.

Si è già attivata la giostra dei liberi pensieri laici da una parte e del sempre presente vaticano dall’altra. L’uno difensore dell’autodeterminazione fino alle estreme conseguenze; l’altro difensore della vita fino alle altrettanto estreme conseguenze.

Sui giornali e sul web ho letto un po’ di tutto.

Onestamente credo che la vita vada sempre difesa e rispettata. Non credo sia necessario essere cattolici per aderire a questa posizione. Credo sia un’idea molto semplice, che non necessiti di dottrine complesse o ragionamenti astrusi per poter essere definita ed accettata.

Quello che mi domando a questo punto è: dove finisce la difesa della vita e dove inizia l’accanimento terapeutico? E soprattutto, cosa è la “vita” che ci si propone di difendere? Quando si può dire che cessa la vita ed inizia la semplice “esistenza biologica”?

Credo che queste domande oggi non abbiano una risposta univoca, accettabile da tutti. Credo anzi che ognuno abbia una sua intima risposta ad esse. E proprio per questo ritengo giusto che ogni uomo ed ogni donna segua questa sua intima via nella propria esistenza.

Penso che sia giusto difendere la vita. Così come penso che sia inaccettabile imporre le proprie posizioni agli altri, in materie tanto intime.

Comprendo che non sia possibile accettare l’idea che ognuno possa seguire le proprie idee in ogni campo, perché così facendo la società civile precipiterebbe nell’anarchia e nel caos. Per questo esistono le istituzioni, per questo esistono Costituzione, Leggi e Regolamenti nel mondo civile. Per questo il furto, la truffa, le violenze, gli omicidi sono da condannare in un Paese civile. 

Ma ci sono tematiche ritengo, che non possono non essere lasciate che alla scelta personale dell’individuo.

Tra queste senz’altro c’è il trattamento che vogliamo ci venga riservato, nel momento in cui dovessimo trovarci nelle condizioni in cui versava Eluana.

Questo perché parliamo di situazioni squisitamente personali, intime, proprie dell’essere umano singolarmente considerato, che non hanno riflesso alcuno sulla società civile.

Qualcuno potrebbe pensare che così non sia, che Dio dà la vita e quindi solo Dio può toglierla.

Anche io stesso la penso così, non potrei pensare altro professandomi cristiano.

Ma penso anche che questo concetto possa valere per chi effettivamente creda in questo Dio.

L’Italia è piena di atei, di cristiani non cattolici, di cattolici “non praticanti”, e ovviamente di cattolici veri.

In un Paese che si professa laico, in una materia tanto delicata e personale non è pensabile imporre a tutti indistintamente un pensiero basato su una specifica dottrina religiosa, di qualunque matrice sia, anche nel caso in cui questa fosse seguita dalla maggior parte dei cittadini.

Trovo giusto quindi che in Italia sia stato specificato e sancito senza lasciare alcun dubbio, che un individuo possa legittimante scegliere in totale e completa libertà, cosa fare di se stesso quando la propria esistenza arrivi a punti tanto estremi e dolorosi, come nel caso di Eluana.

Solidarietà alla famiglia.

 
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