Creato da fabbri.giancarlo il 08/08/2012
Giancarlo Fabbri giornalista freelance

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Messaggi del 10/04/2018

Sabato a cena per sostenere i giovani di “Libera Terra”

Post n°1094 pubblicato il 10 Aprile 2018 da fabbri.giancarlo
 

Murales 06 Libera Terra

Nella foto il bel murales dipinto sulla parete ovest del supermercato Coop di Pianoro

Pianoro (Bologna)

Sabato 14 aprile il “Centro Feste” di Rastignano, in via Marzabotto 5 dietro alla Romaco, alle 20 ospita una cena di autofinanziamento per sostenere i ragazzi e i giovani che quest’estate passeranno le vacanze al lavoro nei campi, negli allevamenti, nelle fattorie e nei laboratori della cooperativa sociale onlus “Libera Terra” strappati dai tentacoli della criminalità organizzata. Piovre, come hanno anche dimostrato i processi in corso, che ormai non soltanto nel sud d’Italia hanno nome camorra, mafia, ndrangheta e sacra corona unita. Si tratta di un progetto cofinanziato dalla Regione Emilia-Romagna attraverso la legge regionale numero 4 del 2008.

Il menù offerto a 20 euro a persona comprende un antipasto fantasia, crespelle al radicchio, arrosti misti di maiale al forno, patate al forno e insalata, semifreddo all’ananas, acqua e vino. Per informazioni 051.6527754 (Servizio per le politiche giovanili); per le prenotazioni 328-0153670 (Paola), 339-8860608 (Anna).

Nell’occasione della cena ci sarà una lotteria, con in palio prodotti di Libera Terra, e presentazione di testimonianze di cittadini e operatori che hanno partecipato a campi di lavoro nelle cooperative nate su beni confiscati alle mafie. L’iniziativa a sostegno di Libera Terra è stata organizzata dal “Tavolo per la pace di Pianoro” con patrocinio del Comune di Pianoro e dell’Unione comunale Valli Savena Idice.

 
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Se la scala non serve perché non eliminarla?

Post n°1093 pubblicato il 10 Aprile 2018 da fabbri.giancarlo
 

AA Collage 01

Pianoro (Bologna)

Sabato 24 marzo tante persone che hanno partecipato all’ultimo saluto a Massimo Marchesini, fondatore della Marchesini Group, debbono ringraziare la realizzazione della stazione ferroviaria Sfm di Musiano Pian di Macina e soprattutto del suo grande parcheggio. Parcheggio che in tale occasione ho ospitato ben più delle 160 autovetture previste dagli stalli, infatti sono stati utilizzati tutti gli spazi disponibili lungo le rampe e nei piazzali. Altrimenti alcuni sarebbero stati costretti a parcheggiare a chilometri di distanza vista la marea di persone giunte a rendere onore a una grande persona pianorese d’adozione.

La stazione e il suo parcheggio, unito anche al Palazzetto dello Sport grazie a un collegamento pedonale che scavalca via Casalini, è entrata in servizio il 13 e inaugurata il successivo 19 dicembre del 2009.

In pratica nei giorni feriali anche a Musiano Pian di Macina, dopo Pianoro (stazione storica) e Rastignano (inaugurata nel 2004), si fermano circa 25 convogli in direzione Prato e quasi altrettanti verso Bologna. Nei festivi non essendoci utilizzo da parte dei pendolari le corse sono più ridotte. Inoltre la fermata Sfm di Pian di Macina è dotata di panchine, pensiline, scale, ascensori e dell’ampio parcheggio di interscambio comodo anche per il camposanto e per l’antica chiesa parrocchiale di San Bartolomeo ex abbazia benedettina cistercense.

Ma c’è una scala di collegamento tra il parcheggio e la sovrastante via San Bartolomeo, nei pressi della chiesa che lascia perplessi perché sia a monte che a valle è sbarrata da grossi tubi metallici. E sono soltanto i gradini rotti, o staccati, che fanno capire che la scala non era nata come attrezzo per esibizioni di parkour freestyle. Il parkour è una disciplina sportiva metropolitana, nata in Francia con sfide tra ragazzi, in cui si superano diversi ostacoli naturali, urbani o artificiali.

Sono passati otto anni dalla realizzazione della stazione e dei relativi  parcheggi e anche la scala è chiusa da parecchi anni ma non si capisce il perché. C’è chi dice che è in una proprietà privata con il legittimo proprietario che non ha intenzione di spendere per le riparazioni e di essere responsabile di eventuali incidenti o infortuni. C’è chi dice che è pubblica perché realizzata con finanziamenti pubblici. In ogni caso così com’è non è utilizzabile, rappresenta poi una situazione di rischio anche se sbarrata. E’ mai possibile che pubblico e privato non riescano a giungere a un’intesa e infine demolire quel manufatto eliminando così una possibile causa di incidenti, e un insulto al decoro dell’area, riportando alla natura la sponda erbosa del versante. Meditate ragazzi, se vogliamo una Pianoro più bella dobbiamo iniziare a pretenderla.

 
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