Creato da fabbri.giancarlo il 08/08/2012
Giancarlo Fabbri giornalista freelance

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Il silenzio del tempo. Racconti e musica dalla San Lazzaro preistorica

Post n°1123 pubblicato il 18 Luglio 2018 da fabbri.giancarlo
 

Maver Silenzio

San Lazzaro (Bologna)

Da venerdì 20 a domenica 22 luglio nel Parco regionale dei Gessi, a San Lazzaro, ci sarà un’iniziativa senza precedenti a titolo “Il silenzio del tempo. Racconti e musica dalla San Lazzaro preistorica”. Si tratta di quattro appuntamenti imperdibili, tutti a ingresso libero, curati dal musicista bolognese Carlo Maver. Virtuoso del bandoneon, strumento a mantice, viaggiatore fuori dalle rotte consuete e scrittore – suo il libro “Azalai. Millecinquecento chilometri attraverso il deserto del Sahara” edito da Pendragon – Maver ne è infatti il direttore artistico.

Venerdì 20 luglio, alle 19, nell’ex Cava a filo di via Madonna dei Boschi, alla Croara di San Lazzaro, concerto per il tramonto #Oreb di Dimitri Grechi Espinoza, con sassofono ed elettronica, e intervento sulla paleontologia di Gabriele Nenzioni direttore del Museo della Preistoria “Donini” di San Lazzaro. Parcheggi consigliati quello di via Croara, alla chiesa di Santa Cecilia ex abbazia della Croara, e quello di via Buozzi-Montecalvo all’inizio di via Madonna dei Boschi. L’ex Cava a filo si raggiunge facilmente a piedi dai parcheggi già citati e, per consentire lo svolgimento del concerto, il 20 luglio è prevista la chiusura al transito di via Madonna dei Boschi nel tratto tra via Croara e via Buozzi-Montecalvo dalle 18 alle 21.

Sabato 21, alle 17.30 spettacolare camminata con ritrovo e partenza dal parcheggio della chiesa di Santa Cecilia della Croara con momenti di silenzio alternati dalle musiche di Carlo Maver, da interventi dello scrittore Wu Ming 2 sul camminare, pratica del Chod a cura dei monaci tibetani del monastero Gaden Jangtse e interventi di David Bianco, biologo del Parco dei Gessi e di monsignor Gian Luigi Nuvoli
economo della Curia bolognese e parroco della Croara. Appuntamento gratuito da prenotare sul sito web mediatecadisanlazzaro.it.

Domenica 22, alle 10.30 e alle 11.30 concerto di Achille Succi, clarinetto basso, nella Sala del trono, all’interno della grande Grotta del Farneto. Ritrovo nell’area di sosta Casa Fantini in via Jussi 171 al Farneto di San Lazzaro. Ingresso gratuito con prenotazione obbligatoria entro venerdì 20 luglio al 051.6254821 o al 320 4607940. Sempre domenica 22 alle 16 apertura straordinaria pomeridiana del Museo della Preistoria “Donini”, in via Fratelli Canova 49, e alle 21 nel parco 2 Agosto, tra la chiesa e il municipio di San Lazzaro, danza rituale Cham dei monaci tibetani del monastero Gaden Jangtse e concerto con le percussioni della Fondazione Tronci con Kalifa Kone, Matteo Cammisa e Matteo Scarpettini.

 
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Tavoli da asporto? Questa mi mancava

Post n°1122 pubblicato il 15 Luglio 2018 da fabbri.giancarlo
 

Tavoli 01 Asporto

San Lazzaro (Bologna)

“Tavoli all’interno e da asporto” è un’insegna presente a San Lazzaro che mi ha colpito dato che non si riferisce a una fabbrica, laboratorio o negozio di mobili ma a una pizzeria. Leggendola, e non soltanto fuori contesto, significa letteralmente che ci sono tavoli anche da asporto. Ma non è detto che a fini pubblicitari sia “sbagliata” dato che spesso si usano dei non sensi (“Chi mi ama mi segua” riferita ai jeans Jesus, ma è l’immagine che attira l’occhio) o controsensi (“Chi più spende meno spende”) per attrarre l’attenzione o ribadire un concetto di qualità. Certo comunque che quella dei tavoli da asporto … mi mancava.

 
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Via Madonna dei Boschi, i conducenti nel passare pregano

Post n°1121 pubblicato il 12 Luglio 2018 da fabbri.giancarlo
 

San Lazzaro (Bologna)

Molti conducenti nel transitare per via Madonna dei Boschi, che alla Croara di San Lazzaro unisce le vie Buozzi e Croara, spesso pregano pur non sapendo che a pochi metri dalla strada che un piccolo oratorio secentesco nascosto da un bosco di roverelle. Pregano, chi pare a loro, che possano giungere dall’altra parte senza spaccare una gomma (è infatti capitato), perdere un coprimozzo (pure questo), o rovinare le sospensioni (il rischio c’è) visto lo stato pietoso dell’asfalto. Infatti ogni tanto vengono colmate le buche più profonde ma sono anni che tale strada ha bisogno di una ripassata. Magari col tipo di asfalto usato in previsione del Teo, Civis o Crealis, però ancora da arrivare, che a dieci anni dalla stesa a San Lazzaro non ha una crepa o avvallamento.

Tra i misteri della Croara, che dalla segnaletica non è più alla Croara, c’è quello di una via Madonna dei Boschi in dissesto ma utilizzata da tanti, e sempre più trafficata, per evitare i semafori di via Toscana. Come possono dimostrare le foto da anni la strada è in uno stato a dir poco pietoso. E se ne accorgono i molti che ci passano per evitare la strozzatura del Nodo di Rastignano, allungatosi fino a Molino Parisio grazie a un doloroso rosario di semafori non sincronizzati. In ogni caso, magari approfittando dell’estate, la stagione più idonea per tale lavoro per via delle temperature, un’asfaltatina non farebbe male in attesa del cosiddetto “mezzo Nodo di Rastignano” in via di esecuzione per unire via Buozzi e via Madre Teresa di Calcutta, al Trappolone di San Lazzaro, alla rotatoria Mafalda di Savoia a Bologna.

Per dire tutta la verità sappiamo che nelle fasi finali di stesura del Piano territoriale del Parco regionale dei gessi bolognesi e calanchi dell’abbadessa, poi approvato dalla giunta regionale il 2 dicembre 1997, l’intenzione iniziale era quella di rendere via Madonna dei Boschi strada campestre interdetta al traffico privato, con sbarre e lucchetto, con accesso riservato ai residenti. E l’intenzione dell’allora direttore del Parco regionale, Gian Franco Pelleri, sarebbe poi stata quella di non mantenere asfaltata la strada per renderla, col tempo, una strada carraia con fondo non impermeabile. Visto che la strada si sta pian piano sgretolando non è che si voglia raggiungere tale obiettivo? Se l’intenzione è questa sarebbe molto meglio aspettare che venga infine realizzata una viabilità di fondovalle che non costringa, ancora, chi vuole andare a Bologna di arrampicarsi sul colle della Croara.

 
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Giovedì 12 luglio assemblea pubblica sul Nodo di Rastignano

Post n°1120 pubblicato il 09 Luglio 2018 da fabbri.giancarlo
 

A Ossatura 03 Ponte

Bologna

Giovedì 12 luglio, alle 20.30, nel cinema parrocchiale Bristol di San Ruffillo, in via Toscana 146 accanto alla chiesa, si terrà un’assemblea pubblica di aggiornamento sullo stato dei lavori dello snodo di Rastignano/San Ruffillo. Incontro pubblico promosso dal presidente del Quartiere Savena, Marzia Benassi, che vedrà la partecipazione di Irene Priolo assessore bolognese alla mobilità, di Raffaele Donini assessore regionale ai trasporti e dell’ingegner Rosa Pannetta di Rfi.

Assemblea che si terrà a giusto un mese di distanza da quella svoltasi a Pianoro, nell’ambito della Festa dell’Unità di Rastignano, che ha visto al posto del tecnico di Rete ferroviaria italiana il sindaco di Pianoro, Gabriele Minghetti, e Marco Monesi consigliere delegato alla mobilità della Città metropolitana di Bologna. Incontro atteso, aperto dal sindaco di Pianoro Gabriele Minghetti che sul primo lotto del Nodo di Rastignano ha confermato le tempistiche comunicate mesi fa: «Entro il 2018 l’apertura al traffico della bretella del Dazio, ed entro il 2019 sia il completamento del primo stralcio sia l’affidamento dei lavori per il completamento dell’opera. Non dico che non ci sono ritardi e problemi ma siamo messi meglio di molte altre opere come il Passante di mezzo e tutte le opere complementari che non erano previste e finanziate col progetto del Passante nord». Questo anche alla luce di un sopralluogo fatto poco prima, assieme a Donini, all’assessore bolognese alla viabilità Irene Priolo, e a Marco Monesi consigliere delegato alla mobilità della Città metropolitana.

Ma secondo Monesi «c’è poi anche il rischio che da Roma vogliano impedire il progetto del “Passante di mezzo” che purtroppo farebbe decadere ogni finanziamento delle opere di adduzione (Complanare nord, terzo lotto Lungosavena, eccetera) e di mitigazione ambientale non era compresi nel progetto del “Passante nord”». Ma, per fortuna, i finanziamenti per il Nodo di Rastignano sono garantiti dall’averli stornati dal Passante e inseriti nel “Patto per Bologna”. Il testo completo è sul numero di luglio del mensile “Un’Idea di Appennino” attualmente in distribuzione o su hemingwayeditore.wordpress.com. E il 12 luglio era anche previsto un incontro tra le parti interessate, in Regione, per la verifica e l’approvazione del progetto esecutivo del secondo stralcio del famigerato Nodo di Rastignano. E a seguito di questo incontro tecnico-istituzionale ci potrebbero essere quindi delle novità con la speranza che siano buone e non di altri rinvii.

 
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Un ricordo di Clorindo Grandi, lo scrittore dei buoni sentimenti

Post n°1119 pubblicato il 09 Luglio 2018 da fabbri.giancarlo
 

Grandi 05 Clorindo

San Lazzaro (Bologna)

Nella gremita chiesa di San Lazzaro lo scorso 20 giugno si sono svolte le esequie di Clorindo Grandi deceduto tre giorni prima a 92 anni di età. Grandi, molto conosciuto a San Lazzaro, dove viveva attorniato dalla sua grande famiglia, era un prolifico scrittore, e poeta, che non raccontava trame horror alla Stephen King, o avventurose come quelle di Wilbur Smith, ma storie di buoni sentimenti, amore e speranza. Già dirigente d’azienda, vedovo, padre di sei figli, felice nonno di una quindicina di nipoti, e anche bisnonno, era nato nel 1926 ad Anzola.

Lo conoscemmo in vita e di se stesso ammetteva: «Quando guardo indietro non mi rendo conto di come sia riuscito a fare tante cose in una vita che è stata intensa e soprattutto rivolta al lavoro, alla famiglia e alla solidarietà verso chi ha più bisogno». Grandi aveva riempito quattrocento pagine di poesia, oltre diciassette volumi tra raccolte di poesie e racconti, saggi e pure romanzi. Nulla di strano se non che l’impulso a scrivere gli era venuto alla soglia dei cinquant’anni nei giorni dopo il rapimento di Aldo Moro e della strage della sua scorta.

«In quel 16 marzo del 1978 – ricordava Grandi – ero in gita con la famiglia nel sud Italia e fummo fermati da una pattuglia in armi con i mitra spianati facendomi capire che era successo qualcosa di tragico. Dopo di allora cominciai a chiedermi cosa potessi fare per evitare che altri giovani seguissero l’esempio dei terroristi uccidendo altri giovani servitori dello Stato. Ai miei figli, nipoti e conoscenti potevo dare un esempio di vita e di fede; mentre non lo potevo dare a chi non mi conosceva e così cominciai a scrivere e non mi sono fermato».

Nella prefazione del suo penultimo libro, “Piccoli sprazzi di luce. Riflessioni sulla Chiesa” (2012), scriveva: «Comunicare con la gente è una cosa bellissima, riuscire a trasmettere notizie interessanti, consigli utili, penso possa essere definito meritorio. Chiedo sempre al Signore di guidare la mia mano, perché lo scritto sia chiaro, comprensibile, convincente e illuminarmi la mente perché sia anche giusto e vero».

E la sua è stata una vita intensa. Clorindo aveva lavorato 15 anni per l’Onarmo, organizzazione cattolica fondata da monsignor Giulio Salmi di cui scrisse una biografia (“Un prete all’opera”, 1993), come responsabile commerciale accumulando esperienze in vari campi: dalla ristorazione all’alberghiero, dagli allevamenti alla produzione dei vini. Nel 1960 fu fondatore e presidente della cooperativa Esperia dando lavoro a ex carcerati poi, nel 1962, iniziò a collaborare con l’azienda Menù come agente di commercio e, fino alla pensione, come direttore commerciale. Sempre impegnato tra lavoro, famiglia e parrocchia ha avuto anche il tempo per la politica e di essere stato per dieci anni, dal 1970 al 1980, anche consigliere comunale di minoranza a San Lazzaro per la Dc. Sempre con la volontà di «servire la propria comunità e vivere cristianamente dando amore e speranza a tutti».

 
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