Scintille

A perfect day


Ti incontrai in quel periodo in cui stavo cambiando vita. Avevo preso le mie giornate, gli anni trascorsi, e li avevo smantellati, pezzo per pezzo alla ricerca di quei mattoni che rappresentavano la mia anima e che erano rimasti nascosti sotto strati di cinismo, di cravatte e camicie inamidate, di cecità ed egoismo, di chiusura a tutto quello che non era parte del loro  mondo, di arroganza. Mi ero lasciata chiudere in quella gabbia senza senso e senza apparente via d’uscita e finalmente, libera, cominciavo a respirare, a vedere la vita con gli occhi di prima, a ritrovare i sogni e le utopie di un tempo, a capire che avevo un valore per me stessa, e non solo per quello che gli altri vedevano in me. Come una bambina che gioca con i lego stavo cercando di riportare in superficie tutti quei pezzi colorati e storti, a lungo coperti da mattoncini troppo grigi e piatti. In te trovai nuovi colori, forti profumi, intense emozioni. Non importa quanto potessimo apparire diversi, o forse si, perché fu questo ad attrarmi fortemente di te. Forse potevano essere curiosi per i passanti quei due tipi che passeggiavano mano nella mano: io con il mio tailleur grigio e gli orecchini di perle e tu con i pantaloni corti, i tatuaggi, la maglietta di Che Guevara  ma, per la prima volta, da tanto tempo, io sentivo di poter essere davvero quella che ero, senza maschere, senza finzioni, senza paure. Trovai in te delle affinità di pensiero, provai un’empatia immediata, forte, inspiegabile e vissi quei giorni senza pensare, senza progetti, godendomi gli attimi che mi regalavi. Ricordo quelle sere sull’amaca nella tua piccola casa, le chiacchiere, i negroni e le tartine, le notti d’amore che mi facevano sentire così bella, così donna, così libera. Ricordo le musiche dei dischi che avevi registrato per me: la compilation si intitolava “Perfect day” e si apriva e chiudeva con quella splendida canzone di Lou Read che ogni volta che ascolto mi riporta a te. Ed in mezzo a tante canzoni meravigliose c’era quel “Ragazzo di strada” che non capii mai se fosse finita li solo perché ti piaceva o come messaggio subliminale e premonitore su come vedevi la nostra storia, anche se propendo decisamente per quest’ultima versione.  Ogni tanto mi domando se anche io sia riuscita a regalare qualche cosa a te o se tu sappia quanto di te mi sia rimasto: ci sono persone che camminano al tuo fianco senza lasciarti nulla ed altre che sono invece come una luce, un bagliore che illumina e fa capire tante cose. Tu questo sei stato per me. Ritrovarti, riabbracciarti, vedere i tuoi occhi così melanconici e profondi dopo tanti anni è stata una gioia immensa per me. Abbi cura di te tesoro perché, nonostante il tuo bicchiere sempre mezzo vuoto, sei davvero una persona speciale e, di sicuro, lo sarai sempre per me.