…a tratti percepisco tra indistinto brusioparticolari in chiarodi chiara luce splendididettagli minimali in primo pianopiù forti del dovutoe adesso socome fare non fare quando dove perchèe ricordando chetutto va come vanon va non va non va…Ammalarsi ogni tanto fa bene, consente di starsene a letto al calduccio e pensare, riflettere, sognare. Mi sa che sto invecchiando: fino a qualche anno fa vivevo e basta, o meglio, svolgevo funzioni vitali pensando che quella fosse la vita. Mi lasciavo fagocitare dai ritmi di questo mondo bulimico, trattenendo poco per me; coltivavo progetti che forse non erano neppure i miei e mi sentivo tranquilla, nella mia omologazione, perché immaginarsi adeguati rende tutto molto più semplice. …in toghe svolazzanti e lunghe tonachedivise d'ordinanza e tute folgorantiin fogge sempre nuove e innumerevoli coloriin abiti eleganti con la camicia bianca e la cravatta bluchi è stato è statoe chi è stato non èchi c'è c'è e chi non c'è non c'è… Quello strano, complesso ed affascinante percorso ad ostacoli che è la vita mi ha portato ad essere molto diversa, credo, ed oggi convivo quotidianamente con una sempre più grande sete di conoscenza. Ho molte meno certezze di prima, questo è certo, ma la cosa singolare è che ciò non mi rende più insicura ma solo maggiormente curiosa e, penso, libera. Non mi sento più obbligata a seguire canoni standard perchè “questo ci si aspetta da me”, “è il mio dovere” e “così sono stata educata”, posso seguire l’istinto svincolandomi dai sensi di colpa degli altri e sbagliando senza dovermi poi flagellare per questo, e così mi sembra, talvolta, di avere a disposizione un’enorme tavolozza sperimentale ove poter mischiare a caso i miei colori, per la sola curiosità di vedere che cosa ne nascerà, ove poter appoggiare pasticci di sensazioni ed impressioni, ove rielaborare idee sconclusionate e molteplici concetti senza contorno. …nell'occhio inconsapevole di un cucciolo animalearchivio vivente della terraun battito di ciglia sonnolente racchiude un'esistenza spazio determinato costretto dilatabileincantachi c'è c'è e chi non c'è non c'è... Ed in tutto questo sono affascinata dagli altri, dai gesti, dalle parole. Come è difficile entrare davvero in contatto con un altro essere umano ma che sfida meravigliosa! A volte mi dicono “sei strana”, ed è già qualche cosa, forse mi hanno scrutato senza soffermarsi ad una sguardo, altre “sei dolce”, “sei carina”, “sei intelligente” sospendendosi all’osservazione di tali caratteristiche esteriori e soggettive, senza volere o senza riuscire a trovare un mezzo per comunicare realmente con me, oltre la superficialità, oltre all’apparenza. Mi guardano e mi ascrivono, automaticamente, ad un categoria, affibbiandomi idee che non sono mie, comportamenti che non mi appartengono, ricacciandomi in quell’omologazione alla quale io sento di essere ormai estranea. Mi meraviglia il timore, e talvolta addirittura la paura, che determina il mio tentativo di accostarmi, di volgere lo sguardo al di la delle maschere dietro alle quali, chi più chi meno, tutti, quotidianamente, ci nascondiamo. .....consumati gli anni mieivistosi movimenti sulla terragrandiosi necessari futili pateticie adesso socome fare non farequando dove perchèe ricordando che tutto va come vama non va non va non va... Mi domando se sia davvero così difficile fidarsi di un nostro simile tanto da prenderlo per mano e, guardandolo, come in uno specchio, ritrovare un’anima simile e complementare con la quale, tolti gli orpelli di questa nostra esistenza utilitarista, si possa riuscire, magari soltanto per brevi istanti, a creare realmente un’empatica e profonda forma di contatto.…cosa fare non fare non lo soquando dove perchè riguarda solo meio so solo che tutto va ma non vanon va non va non vasono un povero stupidoso solo chechi è stato è stato e chi è stato non èchi c'è c'è e chi non c'è non c'èso solo che tutto va ma non vanon va non va non va non va non va non va… E così i miei pensieri scorrono forse come una sorta di asintote un po’ visionaria che tende, fino all’infinito, ad avvicinarsi alla propria retta sapendo che non potrà mai raggiungerla e toccarla. Chi c’è c’è…chi non c’è, non c’è… tutto va come va…non va non va non va...E se poi, invece, alla fine va?…Mah!
Asintotica
…a tratti percepisco tra indistinto brusioparticolari in chiarodi chiara luce splendididettagli minimali in primo pianopiù forti del dovutoe adesso socome fare non fare quando dove perchèe ricordando chetutto va come vanon va non va non va…Ammalarsi ogni tanto fa bene, consente di starsene a letto al calduccio e pensare, riflettere, sognare. Mi sa che sto invecchiando: fino a qualche anno fa vivevo e basta, o meglio, svolgevo funzioni vitali pensando che quella fosse la vita. Mi lasciavo fagocitare dai ritmi di questo mondo bulimico, trattenendo poco per me; coltivavo progetti che forse non erano neppure i miei e mi sentivo tranquilla, nella mia omologazione, perché immaginarsi adeguati rende tutto molto più semplice. …in toghe svolazzanti e lunghe tonachedivise d'ordinanza e tute folgorantiin fogge sempre nuove e innumerevoli coloriin abiti eleganti con la camicia bianca e la cravatta bluchi è stato è statoe chi è stato non èchi c'è c'è e chi non c'è non c'è… Quello strano, complesso ed affascinante percorso ad ostacoli che è la vita mi ha portato ad essere molto diversa, credo, ed oggi convivo quotidianamente con una sempre più grande sete di conoscenza. Ho molte meno certezze di prima, questo è certo, ma la cosa singolare è che ciò non mi rende più insicura ma solo maggiormente curiosa e, penso, libera. Non mi sento più obbligata a seguire canoni standard perchè “questo ci si aspetta da me”, “è il mio dovere” e “così sono stata educata”, posso seguire l’istinto svincolandomi dai sensi di colpa degli altri e sbagliando senza dovermi poi flagellare per questo, e così mi sembra, talvolta, di avere a disposizione un’enorme tavolozza sperimentale ove poter mischiare a caso i miei colori, per la sola curiosità di vedere che cosa ne nascerà, ove poter appoggiare pasticci di sensazioni ed impressioni, ove rielaborare idee sconclusionate e molteplici concetti senza contorno. …nell'occhio inconsapevole di un cucciolo animalearchivio vivente della terraun battito di ciglia sonnolente racchiude un'esistenza spazio determinato costretto dilatabileincantachi c'è c'è e chi non c'è non c'è... Ed in tutto questo sono affascinata dagli altri, dai gesti, dalle parole. Come è difficile entrare davvero in contatto con un altro essere umano ma che sfida meravigliosa! A volte mi dicono “sei strana”, ed è già qualche cosa, forse mi hanno scrutato senza soffermarsi ad una sguardo, altre “sei dolce”, “sei carina”, “sei intelligente” sospendendosi all’osservazione di tali caratteristiche esteriori e soggettive, senza volere o senza riuscire a trovare un mezzo per comunicare realmente con me, oltre la superficialità, oltre all’apparenza. Mi guardano e mi ascrivono, automaticamente, ad un categoria, affibbiandomi idee che non sono mie, comportamenti che non mi appartengono, ricacciandomi in quell’omologazione alla quale io sento di essere ormai estranea. Mi meraviglia il timore, e talvolta addirittura la paura, che determina il mio tentativo di accostarmi, di volgere lo sguardo al di la delle maschere dietro alle quali, chi più chi meno, tutti, quotidianamente, ci nascondiamo. .....consumati gli anni mieivistosi movimenti sulla terragrandiosi necessari futili pateticie adesso socome fare non farequando dove perchèe ricordando che tutto va come vama non va non va non va... Mi domando se sia davvero così difficile fidarsi di un nostro simile tanto da prenderlo per mano e, guardandolo, come in uno specchio, ritrovare un’anima simile e complementare con la quale, tolti gli orpelli di questa nostra esistenza utilitarista, si possa riuscire, magari soltanto per brevi istanti, a creare realmente un’empatica e profonda forma di contatto.…cosa fare non fare non lo soquando dove perchè riguarda solo meio so solo che tutto va ma non vanon va non va non vasono un povero stupidoso solo chechi è stato è stato e chi è stato non èchi c'è c'è e chi non c'è non c'èso solo che tutto va ma non vanon va non va non va non va non va non va… E così i miei pensieri scorrono forse come una sorta di asintote un po’ visionaria che tende, fino all’infinito, ad avvicinarsi alla propria retta sapendo che non potrà mai raggiungerla e toccarla. Chi c’è c’è…chi non c’è, non c’è… tutto va come va…non va non va non va...E se poi, invece, alla fine va?…Mah!