Delusione della penultima puntata dì GOT

Post n°135 pubblicato il 21 Maggio 2019 da SeleneC80
 

Ho sempre creduto che sarebbe stato Jaime a uccidere Cersei, alla fine di un percorso che lo portava a sacrificare chi chiamava di più perché capiva che era la cosa giusta da fare e ciò lo avrebbe reso finalmente l'eroe che che aveva rifiutato di essere da tutta la vita e che in fondo era già stato con il suo gesto di uccidere e diventare lo seminatore di re, invece con questa quinta puntata è andato tutto scatafascio... io sono un amante di serie televisive basate principalmente su personaggi come Mad men o The americanans, perciò GOT e' stata per me una piacevole sorpresa: una serie approfondita non solo dal unto di vista della spettacolarita, ma e soprattutto nella costruzione dei personaggi cosa che ha completamente perso in questi due ultime stagione restando spettacolare e emotivamente coinvolgente infatti nell quinta puntata ho pianto dall'inizio alla fine, ma tradendo soprattutto l'arco di trasformazione del personaggi. Ognuno di noi nella vita compie delle azioni incomprensibili ma questo non funziona nella fiction perché i personaggi sono costruiti per avere un inizio e una fine coerente cosa che non è accaduta in questa penultima puntata della serie sebbene ripeto su piano dello spettacolarita e dell'azione ha mantenuto uno standardeccellente, sono i personaggi in primis Jamie e Arta ad aver patito dellascrittura mediocre di queste due ultime stagioni, e per un attimo mi sono sentita anch'io come Jon che si guardava intorno chiedendoe che cosa sta succedendo... il mio personaggio preferito Jaime doveva morire in altro modo così come Cersei che sebbene io odiassi non era certo quella la morte che meritava e Arta non aveva ragione di essere lì in quel momento se non per uccidere Cersei tutto il resto può essere accettabile anche il cambiamento Daenerys che in fondo ha sempre avuto un temperamento di fuoco e la trovo più un'amante ferita che una condottiero che desidera fare vendetta , c'e tra l'altro un paradigma di non difficile comprensione perché simboleggia un po' i periodi storici di guerra in cui viviamo e in cui mondo  ha sempre vissuto e dove chiunque al potere può diventare  un tiranno ed è sempre il popolo a patireèe a soffrireae a morire... mi riservo di dare undefinitivao giudizio su GOT solo alla fine della stagione e della serie ma con la morte di Jaime, il mio personaggio preferito, in questo modo, per me la serie ha perso ogniapppeal e se già in passatolLost aveva deluso alcuni nella sua finale ma non me perché trovai una estrema coerenza nella costruzione soprattutto dei persona personaggi,  in questo caso mi devo dire fondamentalmente amareggiata da un finale così .

 
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Mahmood meritatamente vince il 69° Festival della canzone italiana.

Post n°134 pubblicato il 10 Febbraio 2019 da SeleneC80
 
Foto di SeleneC80

L'inaspettata vittoria di Mahmood non solo rivaluta completamnte un Festival a tratti noioso e lungo, ma dà completamente ragione a Baglioni e alla sua scelta di "svecchiare" attraverso nuove leve più o meno conosciute e più o meno brave. Nel caso di Mahmood molto brave.

"Soldi" non è solo un pezzo orecchiabile e ben interptretato, ma è un testo ragionato, intelligente, attuale e con un messaggio chiaro che chi non vuole capire è perchè ha pregiudizi legati soprattutto al genere di musica che Mahmood fa, sebbene non si tratti di rap spinto. Il suo interprete  è un italianissimo ragazzo di 26 anni, milanese, di madre sarda e di padre egiziano, autore di canzoni come "Nero Bali" e la tanto osannata  "Hola (I Say)", vincitore Sanremo Giovani e ora prossimo rappresentatte italiano all'Eurofestival.

Al televoto vince Ultimo, seguito da Il Volo, e per un attimo ho temuto che il gruppo facesse il colpaccio, vincendo immeritatamente un Festival il cui messaggio è sempre stato quello di proporre il nuovo, quando loro rappresentano "il vecchio". Ultimo vince il premio "Tim" per la canzone più scaricata ed è uno dei premi che conta di più, perchè è fuori dall'Ariston che si svolge la vera gara...

Silvestri con il coraggio di un testo forte vince tre premi: sala stampa, critica e miglior testo e finalmente non si tratta di un social "buonista", ma di una denuncia vera e propria di una situazione che molti preferiscono ignorare.

Cristicchhi vince la migliore interpratione avvalorando la mia tesi che sia più portato per il teatro che per il mondo della canzone.

Loredana Berté è la vincitrice morale del Festival, acclamata, osannata, la sua ottima performance sigla una rinascita che ha dell'incredibile e che ha avuto inizio la scorsa estate. Brava! Sarebbe stato un peccato lasciare che un'interprete del suo calibro si perdesse nel suo oblio...

La classifica finale frutto delle votazione delle differenti ed eterogenee giurie:

1) Mahmood

2) Ultimo

3) Il Volo

4) Loredana Bertè
5) Simone Cristicchi
6) Daniele Silvestri
7) Irama
8) Arisa
9) Achille Lauro
10) Enrico Nigiotti
11) Boomdabash
12) Ghemon
13) Ex Otago
14) Motta
15) Francesco Renga
16) Paola Turci
17) The Zen Circus
18) Federica Carta e Shade
19) Nek
20) Negrita
21) Patty Pravo e Briga
22) Anna Tatangelo
23) Einar
24) Nino D'Angelo e Livio Cori

A parte la bassa posizione di Nek e Renga, per il resto mi trovo abbastanza d'accordo.

Termina così il 69° del Festival di Sanremo, seconda edizione targata Balglioni (che forse ne avrà una terza), un'edizione ancora premiata dagli ascolti e dal pubblico, sebbene meno brillante della precedente. La scelta di 24 canzoni secondo me è stata penalizzante per lo spettacolo in sè, troppo lungo e senza ritmo, ma dagli errori si può sempre imparare e chissà che il prossimo anno non vengano rintrodotte nuovamente le eliminazioni...

Ci vediamo al prossimo Festival !!

 

 

 
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Motta e Nada vincono inaspettatamente la serata dei duetti

Post n°133 pubblicato il 09 Febbraio 2019 da SeleneC80
 
Foto di SeleneC80

Di nuovo a tarda notte, Motta e Nada vincono per il miglior duetto e la domenda mi è sorta spontanea... o la giuria ha assunto la stessa sostanza stupefacente di Patty Parvo oppure io non ho capito niente e stasera vincerà Achille Lauro!

La canzone di Motta migliora con Nada, confermo, ma ci sono stati duetti nettamente superiori, solo per citarne alcuni... L'eleganza di Renga con Bungaro e l'etoile, la poesia di Nek che modifica totalemente la sua canzone per renderla adatta alle parole recitate da Neri Marcoré, la grinta di Irene Grandi in coppia con la Berté o ancora la bravura del violinista che ha accompagnato Il Volo... e molti altri. La serata è stata ricca e piacevole, ma l'epilogo alcunato inspiegabile ed inaspettato, infatti il pubblico ha fischiato. Non come quando Grazia Di Michele e Rossanna Casale arrivarono terze con "Gi amori diversi" (1993) e Renato Zero quinto, ma indubbiamente il pubblico, ieri sera, ha espresso il suo dissenso.

La serata dei duetti è sempre magica, ovviamente un po' lunga quest'anno, come il Festival in generale, perchè le canzoni sono davvero troppe e almeno sei o sette inutili. Tutto il resto è andato avanti senza particolari degni di nota, nemmeno per Ligabue.

Stasera la finale... e chi vincerà?

Il mio quintetto (non in ordine di preferenza) è formato da: Renga Nek Ultimo Berté Mahmoud. Spero che almeno uno dei cinque rientri nel podio.

Probabilemente la triade sarà: Cristicchi, Ultimo, Achille Lauro, ma si sa il Festival di Sanremo non mette mai d'accordo tutti, anzi la sua bellezza sta anche nelle infinite polemiche e le tante parole, spesso inutili, che si fanno su uno dei pochi eventi catalizzatori della televisione generalista italiana ancora rimasti...

 
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Terza serata di Festival all'insegna dell'auto ironia

Post n°132 pubblicato il 08 Febbraio 2019 da SeleneC80
 
Foto di SeleneC80

Proseguono la gara e il Festival senza grandi sorprese, ma la terza serata è sicuramente  un elogio all'auto ironia: quella che ormai abbiamo imparato a conoscere ed apprezzare in Claudio Baglioni, quella di Fabio Rovazzi che sveglia l'Ariston passata la mezzanotte e dimostra di essere tutt'altro che uno stupido, e soprattutto quella di Ornella Vanoni che ci regala il momento migliore dell'intero Festival. Fa di tutto e ruba completamente la scena  a chiunque sia venuto prima, durante e dopo, e anche a pagamento!!

La gara prosegue fluida, Renga ingiustamente relegato nella zona di mezzo, Ultimo fa un'ottima esibizione e davvero si candida ad essere il primo.

Venditti e l'inedita coppia Tozzi/Raf, (quest'ultimo sembra essere improvvisamente ringiovanito), scaldano le mani e gli animi non solo all'Ariston. La piacevole sorpresa è che finalmente quest'anno è l'annata degli uomini belli: Nek, Silvestri, Renga, Raf... invece che delle belle donne! Evviva!

Stasera i duetti. La mia serata preferita, si sa.

Attendo soprattutto Moro/Ultimo, Bertè/Grandi, Cristicchi/Meta e mi incuriosisce l'accoppiata D'Avena con Federica Carta e Shade.

Ascolti che hanno retto nella seconda serata, ma sono in calo nella terza,però lo scorso anno lo share era stato del 51%, perciò praticamente inarrivabile, ma nonostante la noia devo dire che l'edizione regge negli ascolti.

 
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2° serata di un Festival che migliora, ma non decolla

Foto di SeleneC80

Migliora la conduzione, ma non il ritmo.

Bisio e Raffaele funzionano di più da soli che in coppia e quando arriva la Hunziker, Bisio sembra trasformarsi e trovare la sua marcia in più fino a quel momento perduta, dopo, tutto è in discesa per lui.

Ciò che non è in discesa è la scaletta delle serata, di nuovo uno scempio. Una volta che i cantanti hanno cantato ci vorrebbe ancora un ospite e poi la classifica, e invece? Ci fanno subire venti minuti di comicità, dicono graffiante, ma io ero già in bagno a lavarmi i denti e a prepararmi per andare a dormire e non ho sentito nulla di Pio e Amedeo e poi? Ancora Cocciante. A quel punto ho spento e sono andata a  nanna e se lo fa una irriducibile del Festival come me, figurati gli altri...

Il Festival annoia. Non decolla mai. Il picco, di nuovo, migliore della serata è con un ospite, e Mengoni ancora una volta incanta l'Ariston e tutto il popolo di web. Umile, elegante, raffinato, mai fuori posto.

Infine il commento sulla classifica della sala stampa, che ho visto stamattina, ma che sta alla vendita dei cd come il Festival di Cannes sta all'uscita in sala del film che vince: inutile. Anche perchè davvero vogliamo mettere Achille Lauro in zona blu e Nek in zona rossa???

Una postilla su Silvestri che vincerà meritatamente il premio della critica e che ha avuto il coraggio di portare una canzone molto dura e per nulla scontata e che si comprende nella sua interezza solo al secondo ascolto.

Stasera mi aspetto una serata fotocopia e i dati dell'auditel, che in questo momento non sono ancora usciti, sicuramente in calo.

 
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