Alcuni esperti lanciano l’allarme su un aspetto dell’espressione sessuale che viene ancora negato.
«Negli ultimi anni - ricorda la Dott,ssa Graziottin - si è fatto un ottimo lavoro per affrontare i problemi legati alla disfunzione erettile e, grazie a campagne di sensibilizzazione sul tema, oggi il problema è affrontato all’interno della coppia e spesso risolto. C’è invece un disturbo che viene sottovalutato e trascurato»: l’eiaculazione precoce. L' Eiaculazione precoce è una delle più frequenti malattie sessuali maschili: colpisce dal 20% al 30% degli uomini tra i 18 e i 65 anni. I segni principali che caratterizzano questo disturbo sono: il tempo di penetrazione inferiore ai due minuti (nelle forme gravi inferiore al minuto), l’incapacità nel controllare eiaculazione e orgasmo, lo stress che ne deriva,sia per Lui che per Lei.«Nella mia pratica clinica - prosegue l’esperta – raccolgo proprio il malessere che da questo problema ricade sulla partner. Mentre nei casi di
deficit erettivo la donna si chiede “cosa c’è che non va in me”, nei casi di eiaculazione precoce la donna pensa “cosa c’è che non va in lui”. Da questi diversi approcci deriva un atteggiamento della partner molto differente: collaborativo in caso di disfunzione erettile; frustrato, teso o francamente aggressivo nell’eiaculazione precoce».
L’eiaculazione precoce è un disturbo che inevitabilmente altera le dinamiche di coppia. Se fra i partners non si stabilisce un dialogo aperto o se l'uomo non accetta la possibilità di intervenire per migliorare la durata del rapporto sessuale, si può arrivare a una grave crisi nella coppia. «Va infatti ricordato – spiega - che la durata della penetrazione è importante per l’orgasmo femminile e nei casi di eiaculazione precoce è la donna a pagare il prezzo maggiore in termini di salute sessuale, con seri riflessi negativi: calo del desiderio, dell’eccitazione, rifiuto dei rapporti sessuali».Quando l’eiaculazione precoce non è tempestivamente affrontata, la donna può arrivare a svalutare il partner e cercare gratificazioni fuori dalla coppia. «È importante invece che la donna sia la prima promotrice di un dialogo costruttivo con il proprio uomo – conclude Graziottin - collaborando attivamente alla ricerca di una vita sessuale gratificante».Il consiglio che possiamo dare a chi ne soffre è quello di non negare il problema medico e
chiedere subito aiuto. La possibilità di migliorare la durata dell’intimità, attraverso la terapia sessuologica e una cura capace di rallentare il riflesso eiaculatorio moltiplicando i tempi dell’amore.Per il tuo problema, ricorri a
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