Creato da nina.monamour il 11/06/2010
 

Il Diavolo in Corpo

Di tutto e di piu'.....

 

Messaggi di Novembre 2019

Episodi e violenze, passati alla storia, che hanno lasciato e lasceranno un segno indelebile..

Post n°8812 pubblicato il 29 Novembre 2019 da nina.monamour


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Quanto vorrei fosse vero un inferno di dannati per sempre, in cui il fuoco potesse divorarli senza fine. Corpi maledetti che bruciano fino a consumarsi per poi ricostituirsi e di nuovo bruciare, all'infinito, senza che alcun essere ne provasse la pietà che di certo porrebbe fine alla terribile ma giusta agonia. Non vedo alcun dio nelle vicende umane, né amor di padre né misericordia, né aiuto né protezione, né tantomeno la tanto osannata giustizia "divina".

Riesco invece ad avvertirne pienamente la mancanza, ben riempita dal male che coagula la quasi totalità delle azioni umane. Questi fatti, in quanto accaduti, non avrebbero dovuto cadere nell'oblio voluto e pianificato da chi ha pensato bene di liquidare quel tempo e le sue sporche vicende semplicemente blindandolo come passato remoto scomodo ed oltremodo sconveniente nel nuovo tempo a venire, perché il dolore ed il grido delle vittime innocenti di ogni tempo resta chiuso nell'universo e rimbomba nello spirito di ogni essere vivente.

Leggete, ed imparate a memoria, perché di essa non se ne perda neanche un attimo, calatevi nell'orrore più profondo, nell'incubo peggiore che un essere umano possa concepire, fatelo, perché altrimenti sareste i peggiori tra i vigliacchi.

Fonte web..

Le chiamavano, senza nessun riguardo, “Marocchinate”, erano le donne vittime di violenze, stupri e omicidi nelle province di Frosinone e di Latina compiuti dalle truppe marocchine dell’esercito francese (cioè degli Alleati) dopo aver battuto i nazifascisti nel 1944, durante la Seconda Guerra Mondiale.

Perché si parla in questi giorni delle marocchinate? Perché un regista napoletano di film osé, di recente ha deciso di basarsi su quelle atroci vicende per dare luogo alla messa in onda di una versione molto spinta de “La Ciociara”, il film di Vittorio De Sica con Sophia Loren tratto dall’omonimo romanzo di Alberto Moravia, scatenando le proteste di una Senatrice del Pd, del presidente dell’Associazione vittime di questi stupri, e del Sindaco di Frosinone.

La Ciociara fu acclamato immediatamente, nonostante la crudezza delle immagini e del racconto, già al Festival di Cannes dove fu presentato il 6 Maggio 1961. In quell'occasione la Loren vinse la Palma d'oro per la miglior interpretazione femminile e circa un anno dopo lo stesso ruolo le valse il Premio Oscar come miglior attrice protagonista. Ma i riconoscimenti non finiscono qui, infatti, la nota attrice conquistò la vittoria anche per i Nastri d'Argento, i David di Donatello.

“La Ciociara”, film e romanzo, è l’unico modo in cui finora questa orrenda storia è arrivata al grande pubblico. Ma quei giorni di devastazione della primavera del '44 sono per le popolazioni del Fruscinate e del Pontino, un incubo indelebile.

Protagonisti delle violenze furono 7 mila soldati marocchini, una divisione speciale del Cef, i Goums Maroucains, detti “Goumiers”, erano guerrieri berberi delle montagne dell’Atlante, capaci di muoversi con agilità nelle battaglie montane. Organizzati in goums, dall’arabo “qum” (banda, squadrone), reparti di circa 200-300 uomini spesso legati fra loro da vincoli di parentela.

In ogni reparto dei Goumiers un combattente su cinque era francese, il loro Comandante era il generale francese, mentre a guidare l’intero Cef c’era il Generale algerino.

Ad Ausonia decine di donne furono violentate e uccise, e lo stesso capitò agli uomini che tentavano di difenderle. Dai verbali dell’Associazione Nazionale Vittime Civili di Guerra risulta che anche “due bambini di sei e nove anni subirono violenza”, i marocchini stuprarono 30 donne e due uomini; a Vallemaio due sorelle dovettero soddisfare un plotone di 200 goumiers; 300 di questi invece, abusarono di una sessantenne. A Esperia furono 700 le donne violate su una popolazione di 2.500 abitanti.. Dio mio!

Anche un Parroco nel tentativo di difendere due ragazze, venne legato a un albero e stuprato per una notte intera, morirà due anni dopo per le lacerazioni interne riportate. A Pico, una ragazza venne crocifissa con la sorella, dopo la violenza di gruppo, verrà ammazzata.. quanta violenza!

A Polleca si erano rifugiati circa diecimila sfollati, per lo più donne, vecchi e bambini in un campo provvisorio. Qui si toccò l’apice della bestialità. Luciano Garibaldi scrive che dai reparti marocchini del gen. Guillaume furono stuprate bambine e anziane; gli uomini che reagirono furono sodomizzati, uccisi a raffiche di mitra, evirati o impalati vivi.

Una testimonianza, da un verbale dell’epoca, descrive la loro modalità tipica, i soldati marocchini che avevano bussato alla porta e che non venne aperta, abbattuta la porta stessa, colpivano la Rocca con il calcio del moschetto alla testa facendola cadere a terra priva di sensi, quindi veniva trasportata di peso a circa 30 metri dalla casa e violentata mentre il padre, da altri militari, veniva trascinato, malmenato e legato a un albero. Gli astanti terrorizzati non potettero arrecare nessun aiuto alla ragazza e al genitore in quanto un soldato rimase di guardia con il moschetto puntato sugli stessi e i numeri delle vittime non sono certi, alcune fonti parlano di alcune migliaia, altre arrivano fino a 60 mila. 

Questa decisione è stata, prevedibilmente, soggetta ad innumerevoli critiche e non solo, non sono mancate minacce e insulti molto gravi contro colui il quale ha deciso di sfruttare un evento così tragico a suo favore, trasformando il dolore che, in precedenza, ha evocato la visione del film originale, in uno scialbo e frivolo film a luci rosse.

Bisognerebbe solo stendere un velo pietoso su ciò, almeno per rispetto di coloro che sono morti senza causa..E per quanto possa sembrare inutile, ripetitivo, e noioso, raccomando sempre di riflettere sugli orrori della guerra e dell’odio e sui danni permanenti che possono infliggere.


 
 
 

Abbiamo bisogno di meno tecnologia e più abbracci ..

Post n°8811 pubblicato il 27 Novembre 2019 da nina.monamour

 

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Sicuramente la tecnologia, le reti sociali e la messaggistica istantanea sono diventati un'eccellente risorsa per mantenerci connessi con il mondo, sopratutto con i nostri cari che non abbiamo la possibilità di avere vicini quando ne abbiamo bisogno. Tuttavia, ciò non deve assolutamente portarci all’isolamento in un mondo cibernetico, e farci dimenticare le cose importanti che alimentano l'anima.

Le visite inaspettate, gli abbracci, gli sguardi espressivi, la presenza, devono essere le cose che continuano a mantenere valore, nessuna emoticon, tag nelle foto o altre scorciatoie virtuali possono sostituirle. Le reti sociali si sono imposte quasi come alternativa alle esperienze reali, e ci stanno allontanando anche dai nostri affetti più cari.

E’ diventata sempre più comune l’immagine di persone in luoghi pubblici, vicine fisicamente ma che non comunicano e non si guardano negli occhi, concentrati sullo schermo del loro cellulare. Bisogna riprendere l’abitudine di dare affetto, ascoltare chi ci parla senza fare pause per controllare il cellulare.

E’ necessario vivere ogni momento e goderselo davvero, piuttosto che condividere dettagli con persone probabilmente disinteressate alla nostra vita e dobbiamo imparare ad amarci e valorizzarci oltre il numero dei "mi piace", smettere di vivere cercando l’approvazione degli altri per sentirci bene con noi stessi.

Non possiamo sostituire i baci, gli abbracci, le carezze con qualsiasi cosa che possa raggiungerci attraverso un dispositivo elettronico. La tecnologia è utile, ma non può e non deve sostituire la vita reale e la magia che solo la presenza fisica può offrire. In effetti è molto triste vedere che anche quando si è insieme non ci si guarda abbastanza negli occhi e si preferisce guardare il cellulare.

Siamo quasi ipnotizzati da queste nuove forme di comunicazione che, se non controllate, possono alienarci tutti quanti!

 

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Eccomi ritornata..

 
 
 

Ti ascolto ...

Post n°8810 pubblicato il 16 Novembre 2019 da nina.monamour


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Vai all'Ospedale a trovare una cara amica, sai che sta male, che purtroppo ci vorrà solo un miracolo...

Entri cercando di sorridere e li nella stessa stanza in cui senti l'odore del dolore, ti accorgi di un'altra donna che conosci bene, la tua vicina di casa.

Cerchi di continuare a sorridere, ma la sua presenza li, non promette nulla di buono. Ti dice.. "sono qui per degli accertamenti, dolore non ne ho, solo non respiro bene".

Cerchi di incoraggiarla, ma pensi solo che vi state illudendo a vicenda.

Passano una decina di giorni, e stamattina ti dicono che quella che non stava tanto male se n’è andata ieri notte e non sono passati neanche due mesi dal primo malore.

Pensi che andava via al mattino che era buio e tornava solo la sera, lavorava lontana da casa, ha tirato su una figlia che è appena diventata Ingegnere, lei che era un'operaia.

Il marito è andato in pensione a Luglio con tanti progetti che non decolleranno mai....e il pensiero va all'altra, quella che sta così male che vorresti poter aiutare a farla finita.

E pensi a Lui che hai conosciuto e che sta vivendo la sua battaglia più dura e poi a tutte quelle belle persone, il loro dolore che non conoscerai mai

E intanto fuori piove…


-Fuori piove e tu sei la persona con cui voglio guardare fuori quando fuori piove--Tutto torna- Giulia Carcasi.


Freddo, tanto freddo dentro e fuori.

 

 
 
 

Spunterà l'arcobaleno..

Post n°8809 pubblicato il 11 Novembre 2019 da nina.monamour


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Ti capita mai di piangere per un motivo stupido, per poi scoprire che in realtà piangevi per tutte le volte che non hai potuto?

Sui nostri cieli grigi abbiamo urlato a squarciagola, senza sosta t'ho amato, ogni giorno, senza perdere un minuto dei tuoi bei sorrisi. Ed oggi che piove, fuori e dentro me, giocherò ancora con i ricordi dei nostri discorsi senza senso.

La verità è che se fuori piove, dentro puoi avere il sole, e viceversa, ma sappi che in qualsiasi caso, spunterà sempre l'arcobaleno..


 
 
 

Un passeggero modello?

Post n°8808 pubblicato il 09 Novembre 2019 da nina.monamour

 

Banchina della metropolitana, arriva il treno, le porte si aprono, la gente in attesa preme per entrare, senza lasciar prima scendere gli altri passeggeri.


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E' tutto uno spingi spingi, uno sgomitare fra chi deve salire e chi deve scendere, qualcuno si altera, vola qualche brutta parola...è una scena che avete già visto? Ahimé, purtroppo sì! E' uno dei tanti esempi di cattiva educazione sui mezzi pubblici che poi, appunto si tratta di mezzi pubblici, dunque di tutti. E a ricordarselo, c'è solo da guadagnarci, il mezzo partirebbe più velocemente, nessuno perderebbe la pazienza e si eviterebbe di rimanere incastrati fra le porte.

Basterebbe davvero osservare qualche semplice regola di bon ton metropolitano per rendere i nostri spostamenti più piacevoli.

Iniziamo dall'ingresso, spesso per raggiungerela banchina del treno dobbiamo scendere delle scale proprio mentre quelli che escono le salgono; per evitare scontri e confusione, basterebbe tenere sempre la destra, che si scenda o che si salga; lo stesso vale per le scale mobili, stare accostati a destra permetterà di lasciare liberala parte di sinistra per chi va di fretta.

Ovviamente se avete una valigia, mettetela sul gradino davanti a voi, in modo, appunto, da non ostacolare chi da sinistra vuole salire più velocemente e quando l vostro treno, bus o tram arriva, disponetevi ai lati della porta, formando due ali.

Questo permetterà a chi deve scendere di farlo senza difficoltà, se siete i primi a salire, non fermatevi proprio davanti alla porta, ma scorrete avanti così da far salire tutti. Una volta a bordo, se potete, evitate di mangiare per non riempire di briciole chi magari è seduto sotto di voi che state in piedi. E poi, mani davanti alla bocca se starnutite o tossite, dovrebbe essere il minimo.

Importante è anche rispettare la privacy, per esempio non è carino essere sorpresi a leggere o il giornale del vicino o sbirciare sul suo cellulare. Se ci sono dei posti disponibili, sediamoci pure, ma vale sempre la buona regola di cedere il posto ad anziani, mamme con bambini o mamme in dolce attesa. E non dimentichiamo il tono della voce, c'è ancora gente che parla al cellulare urlando come se fosse nel centro d una discoteca. Naturalmente non buttiamo niente per terra e se cade qualcosa raccogliamo e gettiamo nei cestini.

I soldi dei biglietti sono necessari per offrie un buon servizio a tutti, se non pago, certo, danneggio gli altri ma infine anche me stessa.

Che dite, ci vuole poi tanto per essere un passeggero modello?

 

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Invisibili, muti ma sempre accanto a noi..

Post n°8807 pubblicato il 02 Novembre 2019 da nina.monamour

 


L'immagine può contenere: 1 persona, sta dormendo e bimbo


Un fratello o una sorella?
E' quella persona che ti stressa tutta la giornata, che ti insulta, che ti istiga, che anche se per giocare, ti picchia

Ma è anche quella persona che ti starà sempre accanto, che quando piangerai verrà e ti dirà.."Guarda che io ci sono"! Che quando inizierai ad avere il ragazzo andrà a dirgli." Hey, stronzo, guarda che lei è mia sorella", è quella persona che ti proteggerà da ogni male, che ti difenderà sempre su qualsiasi cosa.
Un fratello o una sorella è la cosa migliore che si possa desiderare.

Una delle tre mie sorelle è scomparsa prematuramente 1 anno fa, voglio credere che dopo la morte l'anima si diriga verso il cielo e che sia accolta dagli angeli; la sua assenza mi fa star male, ma so che adesso è in un posto migliore.

Credo fermamente che coloro che amiamo non sono andati via, camminano accanto a noi ogni giorno, invisibili, muti, ma sempre vicini, ancora amati e per sempre nel nostro cuore.


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I fiori possono appassire, le lacrime si possono asciugare, ma il tuo ricordo, il tuo profumo, non svanirà mai, mi manchi sorellona..

e come scrisse Sant'Agostino, se mi ami non piangere..

Ti voglio immensamente bene


 
 
 

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