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Creato da nina.monamour il 11/06/2010
 

Il Diavolo in Corpo

Di tutto e di piu'.....

 

Messaggi di Gennaio 2020

Vi presento Dolly Parton..

Post n°8828 pubblicato il 31 Gennaio 2020 da nina.monamour


Risultati immagini per che ne pensate del film Un cappotto di mille colori?



Ieri sera ho seguito un film che a mio parere, è da vedere, dal titolo "Un cappotto di mille colori", il racconto della vita della celebre cantautrice Dolly Parton, regina americana della musica country. Un viaggio intimo nell'infanzia della diva, vissuta sulle grandi montagne fumose del Tennessee con la famiglia, tra enormi difficoltà economiche e il dolore per la nascita e la morte prematura di un fratellino. Una famiglia forte, che è riuscita a superare tutto grazie soprattutto al potere curativo dell'amore e della fede.

La storia inizia con Dolly ancora bambina e alle prese con le difficoltà quotidiane dettate da difficoltà economiche e dal dramma per la morte del suo fratellino appena nato. La famiglia di Dolly rimane tuttavia unita e pronta a sorreggerla nel suo sfavillante cammino artistico. Segno di riconoscimento che contraddistingue Dollly fin dai suoi primi passi nel mondo della musica è una cappotto colorato che indossa nel corso di ogni sua esibizione.

Il cappotto è speciale, perché cucito con la coperta appartenuta al suo fratellino scomparso prematuramente. La sua forza di volontà e il desiderio di rivalsa prevarranno anche sui bulli della scuola che la deridono proprio per il cappotto che, con grande grazia, indossa ogni giorno.  Dolly Parton diventerà poi la regina indiscussa del genere country, conquistando il cuore di migliaia di fan in giro per il mondo.


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A interpretare la giovane Dolly Parton è Alyvia Alyn Lind, attrice americana che a soli 13 anni ha già collaborato con un regista del calibro di Bryan Bertino nel film Mockingbird. Altro interprete presente nel cast è Ricky Schroder, attore statunitense che ha raggiunto la notorietà a soli 9 anni grazie al film Il campione, diretto da Franco Zeffirelli, aggiudicandosi un Golden Globe

Sarà proprio un cappotto di patchwork a rendere Dolly la donna coraggiosa che è oggi. Dalle aspirazioni ai desideri di rivalsa, lo sfavillante soprabito colorato -ricavato dalla copertina che era stata del fratellino, le insegnerà ad essere migliore dei bulli della scuola sempre pronti a prenderla in giro, trasformandola nella giovane donna destinata a cambiare la storia della musica country mondiale. Stoici, nonostante tutto, i Parton non cederanno al dolore, imparando cosa significhi davvero rialzarsi per trovare un'incredibile forza interiore.
Riassumendo il tutto,

I Parton sono una famiglia dalle umili origini che quotidianamente si danno molto da fare per mettere l’occorrente per sfamare tutti i vari componenti. Il capofamiglia sta cercando inoltre di trovare le risorse economiche necessarie per onorare il debito che ha contratto con sua moglie alla quale non ha mai comprato il suo anello nuziale.

Insomma, la situazione economica non è delle migliori ma nel corso delle festività natalizie si intravedono importanti opportunità per il futuro ed in particolar modo sta per esplodere tutto il talento artistico di cui è dotata la piccola Dolly Parton, destinata a diventare una diva di livello internazionale nonché vera icona del genere musicale country.

Consiglio la visione di questo film, abbiamo tutti da imparare..

 
 
 

Regole "vecchio stile"..

Post n°8827 pubblicato il 29 Gennaio 2020 da nina.monamour


Risultati immagini per nonne alla pari



Ieri sera stavo per spegnere le luci per andare a nanna dopo aver visto i quarti di finale di Coppa Italia con Milan-Torino, ad un certo punto squilla il telefono di casa, la cosa mi soprende, pochi hanno questo numero.
Guardo la sveglia, è mezzanotte, chi sarà mai a quest'ora?
Alzo la cornetta..."Pronto chi è? E un fiume di parole mi investe.."Sono io, Nora, non mi riconosci più? Sono a Londra..
"A Londra?" ripeto a me stessa.."E che ci fai a Londra?"E mi rendo conto che noi siamo 1 ora avanti rispetto al Regno Unito. E giù di lì a dirmi perchè si trova in questo posto e che cerca di dare una svolta ed un senso alla sua vita. Ecco, Nora ha tutte le carte in regola per diventare una nonna alla pari! Praticamente si scambia il proprio aiuto in famiglia con l'ospitalità, avendo quindi la possibilità di vivere, per un certo periodo, in una città diversa dalla propria, anche all'estero.

Il vantaggio è reciproco, la famiglia che ospita potrà contare sul fatto che una nonna alla pari ha sicuramente molta esperienza, essendo stata lei stessa madre e anche nonna.
Chi per anni ha gestito la propria casa e la propria famiglia ha molto saggezza da mettere a disposizione. Se un bambino fa capricci per vestirsi, per mangiare o per andare a letto, la nonna alla pari ne ha visti e sentiti tanti di capricci, sa come neutralizzarli riuscendo ad essere ferma e amorevole al tempo stesso.
Ci sono quindi buoni motivi di pensare che tutto, in casa, filerà liscio anche in assenza dei genitori.

In più, a differenza della classica "ragazza alla pari" che fa questo tipo di esperienza per studio, per conoscere gente nuova e che quindi ha delle "distrazioni", le nonne alla pari tutto questo lo hanno superato e sono più focalizzate sul condividere il loro tempo e le loro capacità con qualcuno che ne abbia bisogno, sentendosi utili e motivate. I bambini chr vengono affidati a loro diventano quasi dei nipotini e occuparsene diviene un piacere. Ultima cosa e non meno importante, queste nonne possono portare un po' di di regole "vecchio stile" nelle giovani famiglie cosa che a volte male non fa.

Ovviamente chi la ospita deve avere la possibilità di metterle a disposizione una stanza per sé e magari concordare un piccolo compenso in caso le si chieda di occuparsi, oltre che dei bambini, anche di cucinare o di qualche altro piccolo lavoro in casa.

Questa bella idea è partita da una Signora di Amburgo, da giovanissima il suo sogno era viaggiare, come in questo caso di Nora ma a 19anni si è sposata, a 20 ha avuto il primo figlio e i viaggi li ha messi nel cassetto.
Così, oggi che ha 55anni, ha deciso di provare a realizzare quel sogno; viaggiare, conoscere posti nuovi e, allo stesso tempo, dare affetto e guida a dei bambini, è davvero un mondo costruttivo di insegnare il tempo libero..

Care Signore nonne, secondo Voi Nora fa bene?
E se è sì, perchè ?


 
 
 

World Leprosy Day..

Post n°8826 pubblicato il 27 Gennaio 2020 da nina.monamour


Risultati immagini per malati di lebbra



Oggi mi dissoccio da fare post che tutti scrivono in una ricorrenza come questa, la giornata della memoria, una ricorrenza internazionale celebrata il 27 gennaio di ogni anno e soprattutto per non dimenticare, ne scriverò qualcosa in seguito..

Nel mondo ogni due minuti, forse parcecchi disconoscono che una persona viene colpita dalla lebbra nonostante sia possibile curarla. La celebrazione della Giornata è per ricordare l’approvazione dell’Onu, nel 2010, dei “Principi e linee guida per l’eliminazione della discriminazione contro i malati di lebbra e i loro familiari”

Nel 1954, si celebrava la prima Giornata mondiale dedicata ai malati di lebbra. L’aveva ideata Raoul Follereau, giornalista e scrittore francese, ma soprattutto instancabile apostolo dei lebbrosi e “ambasciatore dei poveri presso i poveri”. Fu infatti fu Lui a risvegliare l’opinione pubblica internazionale sulla disumana condizione di milioni di malati del morbo di Hansen, ancora relegati nei ghetti dei lebbrosari nonostante esistessero già cure efficaci e di basso costo.

Proprio Lui, vero "vagabondo della carità", andò a visitare instancabilmente i lazzaretti in cui erano confinati i lebbrosi, abbracciandoli per dimostrare anche visivamente che la malattia non era così contagiosa e che poteva essere sconfitta.

Ideò clamorose iniziative, come la richiesta alle superpotenze Usa e Urss dell’equivalente di due bombardieri atomici per sconfiggere definitivamente la malattia, e a lanciare slogan contro la "lebbra peggiore di tutti", l'egoismo, perché "La civiltà è amarsi, nessuno ha il diritto di essere felice da solo".

Risultati immagini per malati di lebbra

 

L'immagine è dura, ma serve a scuotere un po' gli animi!

A lui si debbono in grandissima parte i risultati ottenuti nel secolo scorso nella lotta contro una malattia che era (e lo è tutt'ora) considerata più infamante della peste. Follereau è morto nel 1977 ma la sua eredità vive sotto la bandiera di numerose Fondazioni a lui ispirate, poiché i nuovi casi di lebbra sono tutt'ora 200.000 all’anno, la battaglia continua.


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Questo è il grande messaggio che Follereau ha trasmesso alle generazioni future e questo è anche il grande messaggio che Papa Francesco non smette di seminare ovunque nel mondo, ovunque vada, come è stato anche nel viaggio anche in America Latina.

(Le trésor que je vous laisse, c’est le bien que je n’ai pas fait, que j’aurais voulu faire, et que vous ferez après moi).
"Il tesoro che vi lascio, è il bene che io non ho fatto, che avrei voluto fare e che voi farete dopo di me".

 
 
 

A suon di tango..

Post n°8825 pubblicato il 24 Gennaio 2020 da nina.monamour


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Ieri sera non riuscivo a dormire e come sempre ho acceso la tv e collegandomi a Neflix ho iniziato a seguire un film mai visto ma che richiede attenzione, dal titolo “Ti va di ballare?” che racconta la vera storia di Pierre Dulaine, un uomo che rivolse gran parte del suo tempo per insegnare danza a ragazzi disadattati di una malfamata scuola pubblica. Il suo progetto ebbe un grandissimo successo, tanto che oggi i suoi corsi sono seguiti da più di 1200 scuole negli Stati Uniti.

Un ballerino di Manhattan che nel tempo libero si dedicava all'insegnamento della danza a ragazzi socialmente disadattati, il film di Liz Friedlander è sicuramente una favola. Il tentativo è quello di mettere a confronto due realtà, la bella e facoltosa Manhattan il cui problema principale è il ballo delle debuttanti e i bassifondi della città, dove si lotta ogni giorno per non morire di fame. Impossibile prendere sul serio l'intreccio del film che fa sfiorare i due mondi senza farli mai realmente scontrare, fa entrare Banderas in frac in una scuola pubblica, fa ballare il fox-troat a un gruppo di ragazzi violenti che parlano a suon di rap, li fa appassionare alla danza e infine li fa gareggiare a fianco di ballerini professionisti in una gara di ballo ufficiale. E' il genere fiabesco quindi, quello che va tenuto presente durante la visione del film e gli ingredienti della favola ci sono tutti, banalmente riciclati ma presenti.

Il protagonista Pierre Dulaine (Antonio Banderas) impeccabile, ricco e solo che un giorno, dopo aver assistito ad un atto di vandalismo, non si reca alla polizia ma decide di mettere la sua passione per la danza al servizio di coloro che vanno in giro di notte a sfasciare le auto parcheggiate e si presenta in una scuola pubblica popolata per lo più da afroamericani e ispanici, proponendosi come insegnante di danza (idea quanto meno bizzarra).

C'è una difficile storia d'amore tra due ragazzi della scuola che vengono finalmente uniti dalla musica tradizionale di Dulaine, la redenzione degli insegnanti disillusi e rassegnati nonché della perfida ballerina ricca che se all'inizio ostacola e schernisce i ragazzi, alla fine li aiuta arrivando addirittura a proporre la condivisione del suo premio con loro (epilogo piuttosto inverosimile come inverosimili sono le performance artistiche di questi ragazzi nella gara finale).

Filo conduttore per eccellenza una colonna sonora molto coinvolgente, complice perfetta delle gag sullo schermo, che strappa spesso i sorrisi del pubblico creando un'atmosfera di puro, allegro, intrattenimento. Si pensa ad una favola perché i personaggi sono tutti appena accennati, a cominciare dallo stesso Dulaine, di lui non si sa niente, lo si vede solo ballare ed è impossibile comprendere le ragioni della sua improvvisa devozione verso questo gruppo di ragazzi così lontani dal suo mondo. Protagoniste sono la danza e le piste da ballo attorno alle quali ruotano non solo personaggi, ma storie appena tracciate.

Un po' banali la sceneggiatura e la fotografia, buono il cast, dove primeggia un convincente Antonio Banderas nei panni del perfetto gentiluomo un po' retrò. Da non scartare e sottovalutare però questo film che rimane ancorato ai vecchi schemi del cinema americano proponendo una chiave di lettura della società, per una volta, positiva, contro un'attuale tendenza a rappresentare il peggio delle culture e dei rapporti interpersonali, questo film può mettere d'accordo adulti e ragazzi alla ricerca di una piacevole e spensierata visione.

 

 
 
 

Domani toccherà ancora ad altri animali, altri ecosistemi, altri uomini, e forse anche a noi...

Post n°8824 pubblicato il 22 Gennaio 2020 da nina.monamour


Risultati immagini per koala in australia incendi



Non solo centinaia di uomini dei vigili del fuoco e dei servizi di emergenza, nella durissima battaglia contro i roghi che da mesi ormai stanno devastando l’Australia facendo morti sia tra uomini che tra gli animali, ci sono anche dei cani coraggiosi che, sfidando il fuoco e i roghi, stanno cercando di salvare la fauna locale ormai decimata dalle fiamme come i koala. Sono diverse infatti le associazioni e gli enti che in queste settimane hanno deciso si scendere in campo mettendo a disposizione i propri cani addestrati nella ricerca di animali e poter così individuare e portare in salvo quanti più koala è possibile individuare.

Come ben sappiamo tutti gli incendi persistenti nelle aree verdi australiane stanno minacciando la specie dei koala, in 30 anni potrebbero estinguersi del tutto. Le temperature calde mai viste, dovute al riscaldamento globale e l’eccessivo disboscamento stanno mettendo a dura prova la sopravvivenza delle foreste australiane, ovvero l’habitat naturale dei koala Australia.

Non tutti sanno che la specie dei koala nel mondo si è già estinta per il 95%, la gran parte degli animali rimanenti vive nella zona australiana del “Triangolo dei koala”, che in questo momento è messa in seria difficoltà da temperature altissime e incendi giornalieri.

 La salvezza di questa specie dipende totalmente dagli alberi, che forniscono ai koala cibo, riparo e sicurezza. Senza foreste, i koala sono anche più esposti al rischio di essere investiti sulle strade o attaccati dai cani e maggiormente stressati e vulnerabili alle malattie. Perdere le foreste, significa perdere l’habitat primario dei koala, e mettere a serio rischio la sopravvivenza della specie nel prossimo futuro.

Quando gli incendi si fermeranno, sarà necessario ripristinare l'habitat dei koala che è andato perduto, oltre agli incendi, infatti, le foreste esistenti sono oggi messe in serio pericolo dall’uso dei bulldozer per il disboscamento industriale. Diventa sempre più importante dunque fermare la distruzione di questo habitat, al quale gli ultimi drammatici incendi contribuiscono in modo preoccupante.

Per fermare tutto questo, il Wwf lavora sul campo nei centri di recupero in Australia per soccorrere e curare i koala feriti e a livello politico e sociale per fermare le pratiche di disboscamento eccessivo.

Salviamo il salvabile perchè, per chi vive a contatto con un bosco, informarsi sul pericolo di incendio e sulle pratiche di autoprotezione necessarie a minimizzare il rischio alla proprietà, gli incendi colpiranno di nuovo anche in Italia, con sempre più intensità, e possibilmente in luoghi in cui non ve li aspettereste mai...

Sapersi proteggere è estremamente importante.

 

 
 
 

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