Creato da nina.monamour il 11/06/2010
 

Il Diavolo in Corpo

Di tutto e di piu'.....

 

 

Una morte sconvolgente e confusa..

Post n°8404 pubblicato il 24 Maggio 2018 da nina.monamour

 

 

Ringrazio commossa per il calore dimostrato in questo doloroso momento, ringrazio per l’affetto e la vicinanza ricevuti.

Spesso chi vive un lutto si chiede se sia “normale” stare male a lungo, a volte la morte di una persona cara è devastante, e ritrovare l’amore per la vita pare un’impresa impossibile. Forse però dobbiamo smettere di pensare con ansia a quanto tempo è passato, per riflettere sulle modalità del nostro lutto. 

Anche i ricordi non sono consolanti ma minacciosi e volti ad accrescere la sofferenza. Ci si volta spesso indietro, con senso di colpa, e si rimpiange di non essersi comportati in modo diverso in alcune situazioni

L’enorme solitudine di chi si trova prigioniero di un lutto senza uscita è difficile da comprendere e tollerare dagli altri, famiglia o amici, che vorrebbero aiutare il dolente a recuperare una vita piena, ma che sono sovente respinti e frustrati.

Spesso così essi cominciano ad allontanarsi, inasprendo il senso di solitudine.

 Nei popoli antichissimi la morte era vissuta come una festa, la celebrazione di un passaggio di un’entrata verso una soglia di rinascita, verso un universo che si poteva dispiegare solo quando questo corpo avvizzito poteva lasciare andare la sua essenza.

Una crisalide, questo è il nostro corpo, allora, ricucire lo strappo culturale con quell’universo è il senso che voglio dare a questo mio post, sempre che ne siate d’accordo. Spero di incontrare persone che hanno questa consapevolezza e lasciano andare il senso di abbandono e di colpa che erroneamente contraddistingue questa esperienza.

Un grazie a tutti Voi...

 



 
 
 

Ricordi sbiaditi...

Post n°8402 pubblicato il 16 Maggio 2018 da nina.monamour





Quelli che se ne vanno prima ci prendono alla sprovvista, non erano poi così vecchi, nessuno di noi è così vecchio, non ancora.

Li abbiamo visti sempre, e non ci sembrava che.... o forse si, ma non pensavamo o non volevamo credere che sarebbe successo.

Quelli che se ne vanno prima ci lasciano con un mucchio di ricordi disordinati, senza cronologia, con i colori sbiaditi delle vecchie foto e restiamo qui, come se avessimo in mano un libro che ci hanno imprestato e che non potremo più restituire. Un giorno qualunque davanti a scuola, le domenica a sciare, i pomeriggi al cinema, una sera a un concerto, le pinete del mare, i picnic in montagna, le risate, una chiacchierata sui gradini, un lavoro ben fatto, una giacchina, una festa. 

Quelli che se ne vanno prima hanno avuto le loro buone ragioni, come le avevano per restare, d’altronde, ma non è concesso decidere quali siano le migliori.

E ci lasciano soli, a riempire di significato la frase "il resto della vita" incominciando dalla loro assenza.

Addio sorellina..

 


 

A presto..


 

 
 
 

Il tempo che passa..

Post n°8401 pubblicato il 14 Maggio 2018 da nina.monamour

 

 

Se pensate che il problema siano le vampate state sbagliando, non le maniche corte anche in inverno e un continuo metti-il golfino-togli-il-golfino il disagio è risolto anche se tre donne sopra i cinquanta nello spazio di una cena riescono a spogliarsi e rivestirsi almeno quattro volte a testa esibendosi in un balletto che fa venire il mal di mare (e non parliamo se per caso si beve vino).

Bhé adesso faccio la seria, non che io non lo sia, tra gli inconvenienti dell’età quello è nulla, in confronto all’acidità. E non sto parlando del reflusso gastroesofageo, quel disturbo da stress con cui abbiamo molto prosaicamente sostituito le farfalle nello stomaco, che tanto non le sentivamo più da secoli, ma proprio di quel tipico atteggiamento che sta dietro l’angolo in ogni situazione quotidiana, soprattutto in presenza di altre donne non necessariamente più giovani.

Insomma, pensieri del tipo, "Svestita così si prende un raffreddore, garantito. E poi questa mania di non mettere le calze, Oddio! I pantaloni larghi alla caviglia! Ma pensa di stare bene conciata in quel modo?" .. "Sempre con questo cellulare, sai che concentrazione.." “Noooooo, io su Facebook?Mai! Sono solo esibizioniste che mettono foto ritoccate" per restare in un ambito ancora abbastanza soft.

Pensieri che arrivano prima della considerazione che anche noi qualche anno fa indossavamo cappottini leggeri con temperature vicine allo zero, che abbiamo seguito mode anche più improponibili e che le foto ritoccate al limite sono quelle delle ragazze perchè quelle della nostra età non sanno nemmeno da che parte incominciare a farlo, il ritocco.

Finchè però restano pensieri siamo nel territorio di una sana, umanissima invidia, ma quando questo reflusso di perfidia varca le labbra, e se ci fate caso sono frasi che si portano dietro sempre, immancabilmente, una mimica da "bocca a culo di gallina", è come se avessimo dichiarato in un sol colpo tutti gli anni che faticosamente cerchiamo di cancellare a colpi di creme, massaggi e ginnastica.

L'acidità è più rivelatrice di una ruga, più impietosa di un culo poco tonico, più fuori moda di una scarpa con la punta dalla forma sbagliata, è una definitiva dichiarazione di mezz’età senza attenuanti.

Basta poco, per esempio tacendo e barattando un istante di meschina soddisfazione, con il piacere di non darla vinta a entrambi, alla tipa senza le calze e al tempo che passa. Vedrete che è più efficace del Gaviscon e del filler.


 
 
 

Auguri alle mamme, dolci creature..

Post n°8400 pubblicato il 13 Maggio 2018 da nina.monamour

 

 

A volte mi perdo nei ricordi,
quei ricordi che ammalano la mia
anima, quei ricordi, sì,
quelli che vorrei riabbracciare un solo
attimo,
uno solo, per poter guarire da questa
stupida malattia che si chiama..
ricordo.

Auguri alla mia mamma e

a tutte le mamme del mondo..


   

 
 
 

Non posso vivere senza di te?

Post n°8399 pubblicato il 12 Maggio 2018 da nina.monamour

 

 

La cosa drammatica è che non pesano le tue lacrime e la sofferenza che puoi provare nell’attesa di uno che non arriva mai. Per lui è molto più importante di qualsiasi calvario il fatidico addio di un momento.

Perché quella è una decisione finale che non lascia speranza. Chi dice addio ha deciso per due e lui proprio non se la sente. E per fare questo, cioè per provocare il vostro Addio al posto del suo, è spesso disposto a mettere in atto crudeltà di coppia che potrebbe tranquillamente risparmiarvi.

Che dire in questi casi? Dovete avere il coraggio di lasciare da parte tutto il bagaglio di cose belle che avete raccolto in questi anni nei quali avete fatto l’amante.

Può avervi detto che siete la donna più importante del mondo, che non può vivere senza di voi, ma se lui non è disposto a tutto pur di vivere con voi, non solo non lo farà mai ma non è l’uomo della vostra vita, per quanto vi piaccia e per quanto voi siate innamorate di lui.

Quindi inutile recriminare, peggio ancora tentare di vendicarsi, o sperare nell’insperabile. fate come vuole lui, lasciatelo; mettete una pietra tombale su chi non deciderà mai.

Qualcuna di voi pensa ogni tanto di dirlo all’altra. Pensateci bene, volete davvero delegare a un’altra una decisione che lui non vuole prendere, a prescindere dal fatto che non è detto che lei lo lasci e lui, probabilmente, vi odierà e ripudierà?

Siate superiori, voi potete ancora guardarvi allo specchio senza schifarvi.

Lo fate per vendicarvi? Di che? Di promesse mancate? Di bugie dette per tirare avanti? Non dategli la soddisfazione di dire e di dirsi “Vedi? Era la donna sbagliata”. E poi, se proprio dovete sfogare la vostra rabbia, la miglior vendetta è scxxxxre con uno che non sia lui.

Ma non è la vendetta che vi renderà felici, anzi, vi sentirete in colpa, dopo, non aggiungete la gogna al peso del dolore.

Domanda finale, e se fosse solo questione di “altro” tempo? Se dopo tutti questi miei sforzi lui è a tanto così dal decidersi?

Dentro di voi avete già la risposta, avete fatto una maratona aspettando che lui si decidesse. È sembrato che fosse così diverse volte, troppe volte. Se le volte che lui ha promesso e non ha deciso sono troppe, se sono passati davvero anni con il tira e molla, provate a lasciarlo davvero. I casi sono due, o impazzisce e corre da voi o sparisce.

Attenzione, lasciarlo significa lasciarlo davvero, niente messaggi, niente telefonate, niente social o caffè. Sparite, solo così toccherà con mano che cosa significa non avervi. Basta una telefonata, invece, per capire che siete lì ad aspettarlo, per rassicurarlo. No, sparite. Deve venirvi a cercare per il mondo. Istruite gli amici, nessuna notizia deve trasparire, a parte quella che avete iniziato a uscire. Occhio alla gestione dei social, dovete sparire dalla sua bacheca, e lui vedere solo quello che volete fargli vedere.

Di solito questo provoca un silenzio tombale di due settimane. Poi i casi sono due: o era davvero finita o lui si rifarà vivo. Attente, è inutile un ritorno che ripropone lo stesso stand by. È inutile vedersi un’ultima volta perché non è bello lasciarsi così. Non confondete la sua voglia/speranza/bisogno di scoxxrvi l’ultima volta con l’amore.

 

 

Non esiste amore che non riesce a vivere con voi, quindi non prolungate la vostra agonia buttando nel cesso i vostri sforzi di silenzio, se lui non ha davvero lasciato, una volta per tutte, la sua vita precedente per voi.

Mentre decidete se regalargli qualche mese in più di prova o lasciarlo pensate bene a una cosa, tutto questo per voi è un costo. Che non è solo la sofferenza dell’attesa e della disattesa, è soprattutto quello del tempo che passa.

Tempo perduto a rincorrerlo e non destinato a un altro uomo che magari vi aspetta dietro l’angolo. A voi sembra impossibile che sia così, un mondo senza di lui ma, come diceva Montanelli, i cimiteri sono pieni di gente indispensabile.

L’uomo della tua vita non è quello che dice non posso vivere senza di te, ma che poi non può stare con te…

Buon fine settimana

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