Creato da nina.monamour il 11/06/2010
 

Il Diavolo in Corpo

Di tutto e di piu'.....

 

 

Riconoscere che non si debba essere sante per esigere rispetto..

Post n°8584 pubblicato il 12 Dicembre 2018 da nina.monamour

 

 

Buongiorno a tutti, nella puritana America, una porno star è divenuta un idolo femminista, applaude Jill Filipovic sulle pagine del New York Times; parla di Stormy Daniels, pagata dall'ex legale di Trump per non rivelare la storia di sesso con quest'ultimo.
E dove sarebbe la bella notizia? Nel fatto che "un archetipo femminile, che storicamente non ha ottenuto molto rispetto, fiducia e simpatia, riesca a farsi ascoltare e a sottrarsi alla dicotomia per xui le donne sono o perfettamente buone o del tutto cattive".

Sarebbe bello se in Italia succedesse lo stesso, ma la strada è ancora lunga e tanto per fare un esempio, prendiamo Asia Argento che ha sicuramente mentito, ha pagato un ex minorenne per tacere, probabilmente fatto sesso con lui.

 


E scommetto che  queste non sono le cose peggiori che ha fatto nella sua vita. Ma tutto ciò le toglie il diritto di denunciare uno come Harvey Weinsten? Toglie credibilità e forza alla sua ribellione? No, io penso di no!
Se c'è un senso imprescindibile del femminismo di oggi è riconoscere che non si debba essere sante per esigere rispetto; tutti noi, una volta o l'altra, abbiamo calpestato la dignità di qualcuno, ma questo non ci toglie il diritto di ribellarci per difendere la nostra.
C'è chi, pur riconoscendo questo diritto, biasima il fatto che Asia Argento si sia messa alla testa un movimento, quello del #MeToo, senza avere la coscienza a posto, ma non è esattamente così.

Asia è divenuta simbolo del #MeToo dopo essere stata linciata in nome del suo curriculum non proprio parente di quello di Maria Goretti, è allora che è diventata testimonial della parte più bella del movimento, quella capace di dar voce ad ogni donna, persino ad una pornostar.
La parte più brutta del #MeToo, invece, è quella che oggi scarica Asia, è quello che finge di non sapere che molte donne (e probabilmente uomini) approfitteranno del clima di caccia all'orco (e alla strega) per fare false denunce, per vendicarsi, per rianimmare carriere un po' spente.
E' da tutto ciò che il #MeToo dovrebbe prendere le distanze, non da "peccatrice" come Asia Argento.


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Right or wrong my country..

Post n°8583 pubblicato il 11 Dicembre 2018 da nina.monamour



Bisogna sempre e soltanto parlare bene dell'Italia all'estero? Questo patriottismo è compatibile con il giornalismo? La risposta è semplice, un doppio no. Se ami il tuo Paese, anche se ami il Paese di un altro, si capisce e sei autorizzato a criticarlo per migliorarlo. Se lo racconti per mestiere, e non sei un diplomatico o un ministro, hai il dovere di farlo. "Right or wrong my country" (giusto o sbagliato è il mio Paese) suona bene, ma funziona male. Una delle frasi più irritanti del lessico nazionale è "non diciamolo, per carità di patria". Quale carità? Quale amore? Se ami qualcuno vuoi che si riprenda; non ti giri dall'altra parte facendo finta di niente.

Quasi peggio è l'espressione "i panni sporchi si lavano in famiglia!". Che ipocrisia, chi sostiene questo i panni sporchi non li lava proprio, e gira con gli indumenti che mandano cattivo odore; ogni tanto il bucato serve, e il bucato ha bisogno della luce del sole. Ho dovuto ripetere queste cose per restare calma, e devo restare calma dopo aver letto certi commenti in un giornale su un pezzo  che  ha per titolo "Why No One Goes to Naples", perché nessuno va a Napoli, e racconta l'allegra catastrofe del turismo meridionale. Mi dispiace? Molto. Devo far finta di niente? Manco per sogno, il pezzo inizia così, "E' primavera, nell'Italia del Sud il sole splende, il cielo è blu, il clima è mite e l'aria profuma di fiori. Il cibo è buono, il vino costa poco, la gente è cordiale e la bellezza è dovunque. Ma dove sono i turisti?".

I turisti, spiego, non ci sono, solo il 13% degli stranieri si spinge a sud di Roma, siamo passati dal primo al quinto posto nella classifica delle destinazioni turistiche; non abbiamo, di fatto, un Ministro del turismo; il portale Italia.it è stato un costoso, prevedibile disastro;

L'Ente Nazionale Italiano Turismo impiega la quasi totalità dei fondi, 17 milioni su 18, in stipendi e spese amministrative; la delega alle Regioni ha prodotto duplicazioni e sprechi, come la faraonica sede della Regione Campania a Manhattan (caritatevolmente chiusa nel 2009). 

Devo andare avanti? In una settimana, in una lontana Estate, dagli aeroporti tedeschi sono partiti 223 voli per le Baleari e 17 per l'Italia meridionale. So che alcune regioni (la Puglia) fanno meglio di altre (la Calabria), ma i numeri e i fatti sono quelli che ho riportato e non voglio passare per una nemica del Sud, perché davvero non lo sono. Non devo scrivere certe cose, altrimenti i turisti stranieri non arrivano?

Errore, forse ne arriveranno di più e chissà che qualcuno, al governo e dintorni, decida di occuparsi della questione, invece di scattare selfie alle fiere del turismo.


 




 
 
 

Una notte di terrore..

Post n°8582 pubblicato il 09 Dicembre 2018 da nina.monamour

 

 

Spray urticanti spruzzati per farsi largo tra la gente, incendi causati da fuochi d’artificio, uscite d’emergenza bloccate, sono solo alcune delle cause scatenanti di incidenti avvenuti quando la folla si è radunata a concerti, festival, cerimonie religiose ed eventi sportivi. Discoteche e locali notturni sono tra i luoghi più colpiti da queste tragedie.

L'ultimo caso in ordine di tempo è quello accaduto prima del concerto del trapper Sfera Ebbasta, 8 Dicembre 2018, nell’Anconetano. Un improvviso odore acre, probabilmente diffuso da uno spray urticante, ha dato il via a una fuga generale in cui diverse persone sono state travolte. Il bilancio è di sei morti e decine di feriti. Prima di questo caso, però, circostanze simili si sono verificate in diverse parti del mondo. 2017 Torino, 2015 Romania, 2013 Brasile, 2010 Germania, 2009 Marocco, 2004 Argentina, 2003 Stati Uniti, 2000 Danimarca.


È una tragedia assurda, sei vittime, di cui cinque giovanissimi, e numerosi feriti in una serata che doveva essere di svago e divertimento. Non deve accadere, mi sento vicina alle famiglie che hanno perso i loro cari e auguro pronta guarigione ai feriti. Chiediamo però che rapidamente sia fatta piena luce sulle responsabilità.

Trauma cranico e trauma toracico sono le lesioni riportate dai 7 giovani pazienti ricoverati in Rianimazione e Terapia intensiva di Cardiochirurgia dell’ospedale di Ancona. Sono tutti in pericolo di vita e in prognosi riservata, sono tenuti in coma farmacologico. Hanno riportato anche lesioni da asfissia, ma è presto per dire se ci sono anche lesioni cerebrali.


Un biglietto per il concerto di Sfera Ebbasta vicino ad Ancona



È incredibile nel 2018 morire per un mix di incoscienza, di stupidità e avidità, qui evidentemente qualcuno ha sbagliato. Quel che accaduto ieri servirà per aver più regole e controlli poi ognuno ha una coscienza, io nelle coscienze non entro. Mi affido al buon senso degli italiani, ma non posso mettere un poliziotto in ogni scuola e in ogni giardino, qualcuno ha sbagliato. Non occorre un luminare per capire che probabilmente con una capienza inferiore il danno sarebbe stato più limitato.

In sala c’erano 469 posti e sono stati venduti circa 1.300 biglietti, non penso che sia stata solo fatalità. E se qualcuno ha sbagliato deve pagare e se qualcuno pensa di fare uno scherzo è giusto che capisca che ci si diverte in altra maniera, non si fanno ipotesi, gli inquirenti stanno lavorando da stanotte. Ma non credo che sia stata solo fatalità, è una tragedia, qualcosa di sconvolgente. È difficile trovare le parole per quello che si è visto nella nottata, l’obiettivo è far chiarezza su questa brutta vicenda non solo per Corinaldo ma per l'intera nazione.

 

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Questo bambino non avrebbe diritto come tutti gli altri?

Post n°8581 pubblicato il 08 Dicembre 2018 da nina.monamour



Questo voglio, quello prendo,questo bambino non avrebbe diritto come tutti gli altri?


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Brasile, la bellezza dietro le sbarre..

Post n°8580 pubblicato il 06 Dicembre 2018 da nina.monamour


Diapositiva 3 di 11: Veronica Verone, 25 anni, una delle partecipanti al concorso di bellezza presso il penitenziario Talavera Bruce di Rio de Janeiro (AP Photo / Silvia Izquierdo)


Hanno sfilato davanti ai Giudici, in palio la corona di Miss Talavera Bruce, un concorso di bellezza intitolato a questa prigione femminile nella parte occidentale di Rio, a vincere è stata Veronica Verone una detenuta di 25 anni.

Per queste donne il concorso è un momento di svago e anche un'occasione per rivedere le famiglie che possono entrare per assistere allo spettacolo e per poter indossare abiti diversi dal solito, un travestimento che consente loro di dimenticare almeno per un po' di tempo la durezza della vita dietro le sbarre.



Raquel Rodrigues, 28 anni condannata per traffico di droga e rapina, era felicissima perché ha potuto rivedere sua figlia di 5 anni, quando è finita dentro, la figlia aveva solo 9 mesi. Le prigioni del più grande Paese dell'America Latina sono notoriamente sovraffollate e spesso mancano servizi igienico-sanitari minimi.

La settimana scorsa, nel cortile del carcere dove si teneva il concorso, era impossibile non avvertire il pungente odore di fogna che impregna l'aria.

La direzione dice di organizzare questo concorso, che attira l'attenzione dei media, per aiutare le detenute a mantenere la loro autostima e ad integrarsi meglio fra loro. Fare attività qui è un modo per ri-socializzare per farle pensare al cambiamento, dice la coordinatrice delle Carceri femminili e LGBT di Rio de Janeiro.



Sarà vero?


 
 
 
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