Creato da nina.monamour il 11/06/2010
 

Il Diavolo in Corpo

Di tutto e di piu'.....

 

 

Cosa si prova ad essere over?

Post n°8513 pubblicato il 17 Settembre 2018 da nina.monamour

 

L'altro giorno, una ragazza giovane mi ha chiesto:
"cosa provi nell'essere vecchia"?
Mi ha sorpreso molto la domanda, dato che non mi sono mai ritenuta vecchia.

Quando la ragazza ha visto la mia reazione, immediatamente si è dispiaciuta, ma le ho spiegato che era una domanda interessante.
E poi ho riflettuto, ho pensato che invecchiare è un regalo.
A volte mi sorprende la persona che vedo nel mio specchio.
Ma non mi preoccupo di lei da molto tempo. Io non cambierei nulla di quello che ho per qualche ruga in meno ed un ventre più piatto.

Non mi rimprovero più perché non mi piace riassettare il letto, o perché non mangio alcune "cose". Mi sento finalmente nel mio diritto di essere disordinata, stravagante e trascorrere le mie ore contemplando i fiori.
Ho visto alcuni cari amici andarsene da questo mondo, prima di aver goduto della libertà che viene con l'invecchiare.

A chi interessa se scelgo di leggere o giocare sul computer fino alle 4 del mattino e poi dormire fino a chi sa che ora?

A chi interessa se ballo da sola ascoltando la musica anni 60?
E se dopo voglio piangere per un amore perduto?
E se cammino sulla spiaggia in costume da bagno, portando a spasso il mio corpo e mi tuffo fra le onde lasciandomi da esse cullare, nonostante gli sguardi di quelle che indossano ancora il bikini, saranno vecchie anche loro se avranno fortuna.
È vero che attraverso gli anni il mio cuore ha sofferto per la perdita di una persona cara, ma è la sofferenza che ci dà forza e ci fa crescere.

Un cuore che non si è rotto, è sterile e non saprà mai della felicità di essere imperfetto.
Sono orgogliosa di aver vissuto abbastanza per far ingrigire i miei capelli e per conservare il sorriso della mia giovinezza, di quando ancora non c'erano solchi profondi sul mio viso.
Orbene, per rispondere alla domanda con sincerità, posso dire, mi piace essere vecchia, perché la vecchiaia mi rende più saggia, più libera!

So che non vivrò per sempre, ma mentre sono qui, voglio vivere secondo le mie leggi, quelle del mio cuore. Non voglio lamentarmi per ciò che non è stato, né preoccuparmi di quello che sarà. Nel tempo che rimane, semplicemente amerò la vita come ho fatto fino ad oggi, il resto lo lascio a Dio.

 
 
 

Ma che succede se ci si mette Cupido?

Post n°8512 pubblicato il 16 Settembre 2018 da nina.monamour

 

 

"Ma amici mai per chi si cerca come noi non è possibile…" canta Antonello Venditti. La strofa di una canzone del 1991 è ancora valida? Perché il sesso tra amici sta diventando una sorta di "must" in un mondo in cui le relazioni fisse diventano sempre meno diffuse e vincolanti. In America li chiamano "friends benefit", i benefici di essere amici di letto, ovvero quelle amicizie condite da solo sesso, niente amore.

Andare a letto con il proprio amico o amica è diventato un modo come un altro di vivere un rapporto di coppia che nasce dall’amicizia e si sviluppa in maniera differente rispetto ad una relazione amorosa. Manca l’impegno, il dovere nei confronti del partner. Molto spesso è una situazione di comodo oppure di pura coincidenza dovuta al fatto che a furia di condividere stati d’animo, segreti, interessi si finisce per sviluppare una intesa così forte che il rapporto sessuale diventa un ultimo step evolutivo dell’amicizia stessa.

In altri casi si finisce a letto per puro caso o per una forte attrazione che non ha necessariamente come base l’amore reciproco. In un'amicizia il sesso può essere grandioso proprio perché completamente libero da gelosie, ansie, risentimenti ed elucubrazioni mentali. Sono molte le persone, uomini e donne, soprattutto tra i più giovani e con un picco tra i 30/40, che decidono di fare sesso ma di non parlare d’amore.




Insomma tutto bene o almeno sembrerebbe addirittura, secondo studi e sondaggi almeno in metà dei casi, questa amicizia di fatto e di letto finisce col trasformarsi in un rapporto vero, in una relazione amorosa a tutti gli effetti. E quando questo non succede? Si può continuare a restare amici, oppure come dice in una maniera (molto) poco elegante l’orsetto Ted, nel film omonimo, trombamici.

Ma cosa succede quando è uno dei due amici a cominciare a provare sentimenti più affettuosi nei confronti dell’altro? I problemi cominciamo proprio qui. La regola del “vietato innamorarsi” va onorata come un mantra per non rovinare anni e anni di complicità e segreti condivisi. Perdere un amico è peggio che perdere un amante. Ecco perché è consigliabile sempre mettere in chiaro le cose sin dall’inizio, evitare coinvolgimenti amorosi.

 


Ma si sa, al cuor non si comanda, e allora come comportarsi quando succede? In un solo modo, essere sinceri. Non bisogna tenersi tutto dentro col rischio di mettere in serio pericolo il futuro dell’amicizia. Ma vivere male l’amicizia perché uno dei due ama l’altro, e non è corrisposto, è una pena troppo forte che non va vissuta fino in fondo.

Tanto vale provare a dirlo, e magari anche l'altro sta nascondendo i propri sentimenti. E se ci è andata male, separarsi sarà sempre meno doloroso di stare insieme e sentire l'altro confidarci che un'altra persona gli piace tanto. Magari proprio dopo che ha appena finito di fare sesso con noi.


 

Buona Domenica

 
 
 

A Maddalena..

Post n°8511 pubblicato il 15 Settembre 2018 da nina.monamour

 

 

 "Mi piace pensare che un soffio di vento

sia la carezza di chi non c'è più.."


Buon Sabato

 

 

 
 
 

L'identikit del traditore...

Post n°8509 pubblicato il 14 Settembre 2018 da nina.monamour

 

 

Italiani popolo di santi, navigatori e...traditori. Almeno stando all'ultimo sondaggio fatto da un portale di incontri extraconiugali che conferma il primato dello scorso anno, i cittadini del Bel Paese sono i più fedifraghi d'Europa, davanti a spagnoli e francesi che si aggiudicano il secondo e terzo posto del podio.

Indipendentemente dal sesso, oltre la metà della popolazione italiana (67%) ha ammesso di aver ceduto ad una scappatella, almeno una volta all'interno della stessa relazione. C'è anche una "sottoclassifica" dove, tra le città con i tradimenti più frequenti, in testa a tutte c'è Roma, seguita da Milano, Napoli, Genova e Palermo.

Ecco l'identikit 2018 del traditore tipo profilo socioeconomico tendenzialmente medio alto, con una sensibile presenza di liberi professionisti (15%), imprenditori (12%) e dirigenti (9%). La maggior parte organizza il tradimento al mattino (47%) o durante la pausa pranzo (30%). Uno su tre possiede un animale. Perché si tradisce? I motivi continuano ad essere più o meno gli stessi, uscire dalla routine e dalla noia (38%), scarsa attenzione dei partner ufficiali (33%), insoddisfazione per la propria vita sessuale (29%).

 
 
 

Penna o tastiera?

Post n°8508 pubblicato il 13 Settembre 2018 da nina.monamour

 

 

Forse in un futuro non troppo lontano la penna diventerà un oggetto da museo, sconosciuta dalle giovani generazioni; in quarant'anni il modo di scrivere ha fatto passi da gigante! Adesso vi faccio ridere, io in prima elementare ho imparato a scrivere con la penna dal pennino staccabile che si intingeva nell'inchiostro del calamaio; la mia è stata probabilmente l'ultima generazione ad averlo fatto.

 


E vi ricordate quando si usava la macchina per scrivere e se si sbagliava altro non si poteva fare che cestinare il foglio e rassegnarsi a cominciare da capo? Poi è arrivata la macchina elettronica, aveva un piccolo display dove si poteva vedere la parola che era stata digitata e, nel caso, correggerla prima che venisse stampata.



E con l'avvento del computer la scrittura ha subìto un'altra accelerazione in termini di rapidità e per la possibilità di vedere gli errori immediatamente e automaticamente. Ma l'ultima frontiera della scrittura è senz'altro la dettatura vocale, che oggi ci permette di srivere un testo anche se siamo alla guida della macchina. E così, al'Università come al Liceo, chi si sogna più di prendere appunti con carta e penna?

Eppure sembra proprio che la penna sia lo strumento più utile all'apprendimento, proviamo a rifletterci. Quando si prendono appunti a mano, non potendo trascrivere tutto, si è costretti a prestare attenzione al concetto, e dunque già un po' ad impararlo, per poi fare una rapida sintesi scritta. In pratica a questo punto la fatica di apprendere è già ridotta della metà, perchè il concetto, già compreso e sintetizzato, necessità solo di essere ripetuto e memorizzato.
Se invece si prendono appunti al computer le opzioni diventano due; se si è molto veloci a digitare, si finirà per trascrivere tutto quello che si sente in maniera meccanica, senza la partecipazione selettiva del cervello.
In caso contrario tutta l'attenzione sarà posta sulla digitazione e la comprensione finirà così in secondo piano. In entrambi i casi alla fine avremmo delle note che andranno imparate cominciando da zero.

Ciò detto, al di là di queste riflessioni di buon senso, sono proprio le neuroscienze a dimostrare che annotare a mano è un'attività che si lega strettamente a quella creativa e di comprensione del nostro cervello.
D'altra parte, se carta e penna hanno avuto vita così lunga, ci sarà pure un perché, no? A proposito anche questo pezzo l'ho scritto a mano e solo successivamente l'ho passato sul pc!

 
 
 
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