“Hai mai abbracciato un albero?”“Un albero?”“Si, un albero”“No, non ho mai abbracciato un albero. E tu?”“Si, tanto tempo fa”“E cosa si prova?”“Difficile da spiegare. Devi stare attento, perchè se lo stringi troppo forte rischi di farti male. Di contro se lo sfiori appena non riesci a sentire la linfa vitale che vi scorre dentro”“E quindi come si fa?”“Prima di tutto non bisogna avere fretta. Bisogna iniziare accarezzandolo, per poter capire quali sono le zone più nodulose. Poi lo abbracci avvicinando il corpo e cercando di contenerlo allargando bene le braccia. Quando tu e il tuo albero avete raggiunto il giusto equilibrio puoi avvicinare anche il viso. A quel punto basta chiudere gli occhi e lasciarsi attraversare”“Lasciarsi attraversare da cosa?”“Dalla vita”“Beata te che hai il tempo di abbracciare gli alberi”“Adesso non più purtroppo. Da bambina invece avevo una vera passione per gli alberi. Ricordo che quando andavo a villeggiare nella campagna dei miei nonni avevo il mio albero preferito. Era un bell'albero d'ulivo, nodoso, ricurvo, ma forte e maestoso, con quelle sue fronde cariche di frutti. Quando volevo restare da sola lui era il mio rifugio. Mi arrampicavo su quel tronco bitorzoluto fino a raggiungere il ramo più confortevole e solido, sul quale mi accovacciavo al riparo da tutti. E da lì, sospesa tra cielo e terra, osservavo il mio mondo”
Tra cielo e terra
“Hai mai abbracciato un albero?”“Un albero?”“Si, un albero”“No, non ho mai abbracciato un albero. E tu?”“Si, tanto tempo fa”“E cosa si prova?”“Difficile da spiegare. Devi stare attento, perchè se lo stringi troppo forte rischi di farti male. Di contro se lo sfiori appena non riesci a sentire la linfa vitale che vi scorre dentro”“E quindi come si fa?”“Prima di tutto non bisogna avere fretta. Bisogna iniziare accarezzandolo, per poter capire quali sono le zone più nodulose. Poi lo abbracci avvicinando il corpo e cercando di contenerlo allargando bene le braccia. Quando tu e il tuo albero avete raggiunto il giusto equilibrio puoi avvicinare anche il viso. A quel punto basta chiudere gli occhi e lasciarsi attraversare”“Lasciarsi attraversare da cosa?”“Dalla vita”“Beata te che hai il tempo di abbracciare gli alberi”“Adesso non più purtroppo. Da bambina invece avevo una vera passione per gli alberi. Ricordo che quando andavo a villeggiare nella campagna dei miei nonni avevo il mio albero preferito. Era un bell'albero d'ulivo, nodoso, ricurvo, ma forte e maestoso, con quelle sue fronde cariche di frutti. Quando volevo restare da sola lui era il mio rifugio. Mi arrampicavo su quel tronco bitorzoluto fino a raggiungere il ramo più confortevole e solido, sul quale mi accovacciavo al riparo da tutti. E da lì, sospesa tra cielo e terra, osservavo il mio mondo”