I'll be...

Come farsi odiare...


Semplice: basta arrivare alle 21.59 al seggio elettorale (che chiude alle 22) per votare. Ma partiamo dall'inizio. Scendo da casa alle 21.45, tanto il seggio è a 300 metri in linea d'aria.  Ora, non so cosa sia successo, ma per uno sbalzo temporale stile Star Trek o un vuoto di memoria alla The Butterfly Effect, sono arrivato là 14 minuti dopo. Solo che non lo sapevo! Ero certo fossero massimo le dieci meno dieci! Mi avvicino al seggio (che fu la mia scuola elementare...una delle tante...) e non c'era nessuno. A pochi passi, comincio a sentire un vociferare feroce, che poteva benissimo essere frutto di felicità come di una rissa in corso.  Nemmeno entro e le quaranta persone che stavano là dentro smettono di ridere e mi guardano, in totale silenzio. Io: "..." Mi dirigo imperterrito verso l'aula dove voto di solito e, come nemmeno Fantozzi che deve scartare gli uscieri in pieno stile partita di football, evito gente che prova a fermarmi. Ad un certo punto, si avvicina una ragazza molto carina che, con sguardo omicida e la voce di Linda Blair ne "L'esorcista", mi chiede quale fosse il mio numero. Avesse avuto una voce normale e lo sguardo meno omicida, sarei già partito col 328... Non possedendo tali requisiti, deduco volesse sapere il numero della sezione. Una volta saputolo, si rilassa: non era la sua. Io e le mie gonadi eravamo salvi. Ne scarto un altro paio e sono alle porte dell'aula, con i presenti che avrebbero gradito maggiormente la visita di un dirottatore di aerei (che, ok, sarebbe stato strano vedere dentro una scuola, ma ormai chi si stupisce più di nulla?) piuttosto che la mia.  Nel momento in cui, sudato da far paura, poggio scheda e carta d'identità sul tavolo, suona la campanella, seguita da un "OLEEEEEE'!!!!!" delle quaranta persone suddette come nemmeno ad un gol dell'Italia...o quando si andava a scuola, alla fine della giornata. Il tizio del seggio mi guarda, sconsolato. Lui: "E' qua per votare?"Io (guardando la scheda e la carta d'identità): "..." Mi stava scappando un "No, per la lezione serale. Si sbrighi che è già suonata la campanella, che poi il maestro mi picchia" ma non era decisamente il momento. Vi risparmio il racconto delle emozioni provate guardando i poveri sventurati che, non solo sarebbero arrivati a casa dieci minuti in ritardo, dopo 17 ore di due-palle-generale (visto che avranno votato quattro gatti), ma avevano già messo tutto da parte, matite comprese....non trovandole più (...). E ti voglio, domani, quando l'allegria regnerà sovrana, visto che lo spoglio è contemporaneo alla partita della Nazionale... E così, mentre uscivo e guardavo la mia bella scheda con un bel timbro in più, mi chiedevo: ma quando la tessera è completa, cosa si vince? ;)