I'll be...

"Non stare davanti al computer. Esci, fatti degli amici..."


Ieri si parlava del "cambiare" per essere "più felici" (agli occhi di chi ti consiglia di farlo, ovvio)Come si dovrebbe intuire dai post precedenti e soprattutto dai commenti, ho passato qualche anno post-adolescenziale in una condizione di chiusura daglialtri, di riflessione interiore, con il computer come oggetto principale di contatto col mondo. Il perchè è il solito: ci si chiude in sè stessi e si gode della facilità di trovare conoscenze via internet. Questo porta ad unuso maggiore della chat & co e quindi ci si chiude sempre più...un cane che si morde la coda.Aggiungiamo un corollario: quante volte avrò riflettuto su me stesso, capito che non potevo andare avanti in quel modo e provato ad uscire fuori dal mio guscio, ritrovandomi quasi "spiato" da chi ormai mi vedeva indissolubilmente legato ad un PC? Questo mi faceva paura, mi facevano paura i commenti degli altri, mi faceva paura il fatto che più io provassi a staccarmi dall'immagine pubblica di me davanti al computer per ore e ore ogni giorno, più venivo descritto come "quello davanti al computer TUTTO il giorno" (e più mi auto-convincevo di non poter essere altro). C'erano anche periodi in cui quella frase non usciva mai fuori ed io ero felice. Poi però capitava che qualcuno avesse bisogno di una mano per problemi hardware/software, iomi rendevo disponibile per cortesia ad aiutarli e...BAM! Rieccoci qua! Uno sa usare il computer = Uno ci passa ogni minuto della sua giornata = Uno non ha una vita sociale = Uno è uno sfigato psicotico e sociopatico (pensiero medio di chi ignora cosa sia un computer o dell'uomo della strada)Aggiungiamo a questo la frase ormai storica, che penso un pò tutti quelli che hanno passato una fase simile a quella qua sopra si saranno sentiti dire più e più volte..."Non stare sempre davanti al computer. Esci, conosci gente, fatti degli amici."Certo. Fare tutto questo è come andare al supermercato. Metti nel portafogli qualche banconota di simpatia, un paio di monete di estroversione e qualche spicciolo di intraprendenza e socievolezza e sei pronto a comprarti delle conoscenze...se spendi di più, potresti anche avere degli AMICI....Uao, AMICI...fino ad ora gli unici AMICI che conoscevo erano quelli di Maria De Filippi (e solo come nome della trasmissione, per fortuna)...Uao, cheemozione, esco subit....Ehi, un momento, ma io non so dove sta il supermercato! Allora che faccio? Mmm...vabbè, faccio un giro, magari lo trovo... [tre ore dopo] No, ho cercato dappertutto e non ho trovato nemmeno un negozio che esponesse gente con la quale potrei relazionarmi anche senza un PC...E ora? Torno a casa e dico che non ho trovato il supermercato? Nonmi crederanno, sicuramente penseranno che non voglio cambiare...mi rivedranno davanti al computer e si tornerà alla vita di tutti i giorni. Sono destinato a stare solo. Anche perchè mi piace essere così. Nessuno mi può tangere se tra noi ci sono chilometri di distanza e una tastiera come arma, scudo e strumento di comunicazione...E così sono passati dei mesi, sempre dicendo a sè stessi "E' vero, dovrei conoscere altra gente...ma come? Sono timido, insicuro, non ho l'esperienza degli altri e quindi parto molto svantaggiato...farò delle brutte figure...Cosadovrei fare? Uscire da solo? Andare in discoteca, pur odiandola, sperando che qualcuna attacchi bottone? Passeggiare per strada, sperando che, invece di trovarmi tutta gente che mi scansa perchè in ritardo sulla tua tabella di marcia, qualcuno o qualcuna si fermi, miriconosca e cominci a volermi bene? Mi dicono di andare all'università, è lì che si conosce gente. Si, certo. Tutti gruppetti formati, tutti stressati per gli esami e le lezioni, tutti diffidenti davanti ad una faccia nuova mai vista..."Oggi rivedo quei TANTI mesi in una duplice ottica:- negativa, perchè mi son precluso quello che il 90% degli adolescenti medi hanno in quel periodo della loro vita nella loro vita (essendo più o meno felici, quello dipende dai casi...quantomeno non sono caduto nella spirale della droga o del fumo...)- positiva, perchè soffrendo ho imparato a conoscermi, ho accumulato energie ed ora ne ho serbatoi pieni...L'autostima. E' tutto racchiuso in una parola...Trovarsi nella  condizione suddetta equivale a finire la benzina mentre si è in viaggio giusto quando stai attraversando una palude. Non si pensa di andare a cercare altra benzina per riempire il serbatoio, si preferisce adattarsialla palude. Una landa disabitata che, per questo, ci fa sentire sicuri perchè nessuno può giudicarci. Lì siamo qualcuno, siamo i padroni. Poi si arriva a pensare che la fine della benzina giusto arrivati in un posto delgenere è un segnale divino, una punizione per dei peccati che DOBBIAMO aver commesso, anche se non sappiamo come, dove e quando (questa non èun'invenzione mia. Me lo disse...vabbè, ve ne parlerò in un'altra occasione). E così accettiamo la situazione...Io non so cosa mi abbia portato a cambiare, non so individuare un punto chiave della mia vita, se non sotto-punti simili a scogli immersi in un oceano di incertezze e paure. Però ora...ora è una goduria!!...essì...E' bello cambiare giorno dopo giorno, migliorarsi perchè tu stesso trovi punti deboli in te, FREGARSENE di quanto dicono gli altri contro te ed il tuo stile di vita...è troppp bello...E l'autostima che c'entra in questo?Tizio/a: "Sai, secondo me sei troppo magro/grasso, troppo silenzioso/casinaro, troppo alto/basso, troppo questo/quello...cambia!"Io: "Io so come sono e mi piaccio. Non piaccio a te e vorresti ti assomigliassi perchè credi che la felicità equivalga ad essere come te? Non mi frega. Anzi, vogliamo proprio scoprire chi di noi due sia più felice con sè stesso e lo conosca meglio? Non ti conviene, mi sa..."