Il post di oggi non è il seguito degli aneddoti qui sotto, ma qualcosa che sento dentro. Nella vita si fanno tanti errori. Si dice addirittura che l'esperienza sia la somma degli errori stessi. E la vita è esperienza. Un sillogismo più o meno giusto porta a pensare che la vita sia la somma degli errori. Si può sbagliare, ma a fin di bene. Ed allora si cresce. Ma quando sbagli e sai di aver sbagliato a fare tutto ciò che hai fatto, più o meno cosciente delle ripercussioni negative che le tue azioni avrebbero avuto, allora regredisci, perchè ti fai schifo da solo. Io sono cresciuto ed ho impostato la mia vita su un insegnamento dei miei genitori: "Se hai la coscienza pulita, nulla ti può tangere, nulla ti deve preoccupare". Questo è forse la cosa più grande che mi hanno trasmesso e per la quale li ringrazio. E ora, alle due di notte, mi ritrovo dopo più o meno quindici anni ad avere la coscienza più che sporca. Lurida, nera, oscura come la notte senza luna. Ho tradito la fiducia della persona alla quale avevo donato tutto me stesso. Ho tradito i miei principi morali e gli insegnamenti dei miei genitori. Ho tradito lei e me stesso, due dei giudici più implacabili che possa trovare nella mia vita. E mi sento male. Male come non sono mai stato a memoria mia, male con me stesso. Ancora peggio che se avessi tradito lei per un'altra. Non posso rimediare a quanto ho fatto e l'idea di aver fatto (per dirla tutta, scritto) delle cose anche se in un momento di sconforto, come per esorcizzare il dolore che avevo dentro, non serve a nulla. A nulla. A nulla. E' inutile chiedere perdono, è inutile fare qualcosa, è inutile cancellare quanto scritto. Io sto male. Tanto.
Post N° 24
Il post di oggi non è il seguito degli aneddoti qui sotto, ma qualcosa che sento dentro. Nella vita si fanno tanti errori. Si dice addirittura che l'esperienza sia la somma degli errori stessi. E la vita è esperienza. Un sillogismo più o meno giusto porta a pensare che la vita sia la somma degli errori. Si può sbagliare, ma a fin di bene. Ed allora si cresce. Ma quando sbagli e sai di aver sbagliato a fare tutto ciò che hai fatto, più o meno cosciente delle ripercussioni negative che le tue azioni avrebbero avuto, allora regredisci, perchè ti fai schifo da solo. Io sono cresciuto ed ho impostato la mia vita su un insegnamento dei miei genitori: "Se hai la coscienza pulita, nulla ti può tangere, nulla ti deve preoccupare". Questo è forse la cosa più grande che mi hanno trasmesso e per la quale li ringrazio. E ora, alle due di notte, mi ritrovo dopo più o meno quindici anni ad avere la coscienza più che sporca. Lurida, nera, oscura come la notte senza luna. Ho tradito la fiducia della persona alla quale avevo donato tutto me stesso. Ho tradito i miei principi morali e gli insegnamenti dei miei genitori. Ho tradito lei e me stesso, due dei giudici più implacabili che possa trovare nella mia vita. E mi sento male. Male come non sono mai stato a memoria mia, male con me stesso. Ancora peggio che se avessi tradito lei per un'altra. Non posso rimediare a quanto ho fatto e l'idea di aver fatto (per dirla tutta, scritto) delle cose anche se in un momento di sconforto, come per esorcizzare il dolore che avevo dentro, non serve a nulla. A nulla. A nulla. E' inutile chiedere perdono, è inutile fare qualcosa, è inutile cancellare quanto scritto. Io sto male. Tanto.