I'll be...

Non so che fare...


...non mi serve il perdono perchè alla fine continuerei a stare male con me stesso... ...mi pare patetico farvi la telecronaca del mio stato mentale di giorno in giorno e comunque non vi interesserebbe... ...mi pare grottesco continuare la serie di aneddoti, con tutto che ce n'erano ancora moltissimi, peraltro già scritti, ora che questo posto è diventato la causa del mio malessere, dopo essere stato quello della mia pseudo-autoterapia...e comunque, tanto per farvi capire la gravità del mio stato, anche l'idea di strappare un sorriso a quelle 3-4 persone che leggono le mie storie mi pesa come un macigno, come se davvero mi sembrasse di prendere tutti in giro pur raccontando cose realmente vissute, come ho sempre fatto... ...mi pare un incubo essere passato dalla gioia assoluta, alla tristezza realista, all'orrore più assoluto in tre giorni.......penso a cosa significhi avere una coscienza... a quanto sia bello quando ce l'hai pulita, a quanto sia assurdo soffrirne così quando ce l'hai sporca e non sai come rimediare... penso a chi (non farò nomi ma direi che è palese) dice una roba vergognosa, idiota e gratuita, mostrando pure una maglietta, e per causa sua almeno una dozzina di persone dall'altra parte del mondo vengono uccise perchè manifestavano il loro disappunto... Se io mi sento così, lui come dovrebbe sentirsi? Poi penso a come magari non gli freghi nulla e mi sento ancora peggio......non riesco più a prendere in mano il cellulare, sul cui display ho letto certe frasi, come per paura che potesse farmele riapparire, rievocando così tutto del momento in cui le lessi...dove mi trovavo...il freddo dell'aria...una relativa tranquillità interiore presto dilaniata...ciò che stavo guardando prima di abbassare gli occhi.... ...non riesco ad immaginare nulla grazie alla quale potere espiare i miei peccati. L'ho detto, è come avere ucciso qualcuno. Un solo gesto sbagliato in una vita che reputi retta, che ti brucia quanto di buono accumulato prima. Non puoi riportarlo in vita e qualunque cosa tu faccia per la sua famiglia è inutile e palliativo, se non offensivo. Devo farmene una ragione? Come faccio a vivere così? ...le parole di conforto mi aiutano ma solo per pochi secondi, come se si versasse del liquido dentro un bicchiere pieno di buchi. So che quel liquido è buono e salutare, mi rendo perfettamente conto di alcune spiegazioni o supposizioni sul mio comportamento che un giorno realizzerò essere la verità, ma in questo momento è come se me le vedessi circolare attorno, senza la possibilità di afferrarle e farle mie. Non ho la forza di alzare il braccio ed allungare una mano...o forse non voglio, non lo so.... Tutto sto giro di parole è per dire che non so se e quando aggiornerò di nuovo il blog, scusate. In questo momento ho addirittura paura ad esternare le mie emozioni, sia qui che a voce...L'ho fatto una volta, ne ho pagato le conseguenze. E ora mi pare la cosa più sbagliata da fare, quando ho sempre vissuto con l'idea che dire ciò che uno sente di dire, quando e come vuole, è sintomo di libertà, sicurezza e giustizia. E' stupido, lo so, ma sono come un bambino che ha messo la mano sotto l'acqua bollente e ora ha paura di riavvicinarsi al lavandino.  Mentre dormo, il tempo scorre velocemente e quantomeno non sento i crampi che mi perseguitano da ieri, in un circolo vizioso di nervosismo e assenza di fame. Il dormiveglia è la parte più brutta, perchè mi ritrovo a rivivere parole scritte e parole lette che non scorderò mai, sentimenti provati e sentimenti subiti, massimizzati all'ennesima potenza.  Voglio solo dormire.