(Puntate precedenti: 1 - 2 - 3 - 4 - 5 - 6 - 7 - 8 - 9 - 10 - 11 - 12 - 13 - 14 - 15 - 16) Riassunto delle puntate precedenti: dopo essere stato preso per il culo durante il colloquio, il nostro eroe, novello volontario del servizio civile, viene spedito ad un istituto di non vedenti, dove scopre una vocazione vera. Inguaiato nelle più disparate avventure (diventendosi un mondo), a luglio e agosto eccolo nel bel mezzo di una delle più grandi e belle esperienze della sua vita, a tu per tu (tu al quadrato) con i bimbi saharawi e le attività quotidiane con loro... I BIMBI SAHARAWI - #7 Attività quotidiane: mare, profumo di mare...Eh, le epiche gite a Mondello... Tutto cominciava in auto... Alla guida di una punto bianca che aveva visto tempi (e carrozzerie) migliori, i possibili scenari erano due: avere in macchina le bambine o i bambini. Nel primo caso, il viaggio era molto tranquillo e persino divertente quando loro ti incitavano per raggiungere gli altri. Nel secondo caso, ehm... C'era il vantaggio che loro sapevano la strada meglio di me, ma passare un'oretta totale con cinque o sei bimbi che ti cantano in arabo canzoni su matrimoni vari (tra i quali quello di una ragazza omonima di colei che sarebbe diventata il centro del mio universo pochi mesi dopo...è strano, ho ancora in mente ciò che stavo guardando mentre loro intonavano quella canzone per la prima volta...) ad una tonalità ed un volume lesivo per i timpani, rincoglioniva alquanto. Considerato poi che ogni canzone non era altro che un ritornello ripetuto n+1 volte, è facile immaginare quanto fossi già sufficientemente in tilt dopo una decina di minuti. Ed era allora, con le mie difese calate, che attaccavano. Bimbo #1: "Tu...fidanzato?" (coltellata)Io: "No..."Bimbo #2: "Si, tu fidanzato!" (coltellata-bis)Io: "None..."Bimbo #1: "Si, si (sorrisone), tu fidanzato con [inserire nome di una ragazza che mi piaceva]"Io: "UH?!?!? CHE NE SAPETE VO...come? Nah...Toh, un gatto...bianco! Uao!" Vabbè, questi erano particolari. Arrivati a destinazione e non desiderando altro che del sano e comprensibile rock sparato nelle orecchie, la scelta dipendeva da com'eri vestito. Se avevi il costume, allora andavi per una mezz'oretta in acqua con loro, cercando in tutti i modi di uscirne dopo tre minuti, ossia al primo tentativo di annegamento. Se non avevi il costume, stavi seduto (vestito...) in spiaggia, risultando una specie di pugno in un occhio rispetto all'ambiente e ammirando il folklore (...) delle famiglie in vacanze, tra pannolini cambiati in pubblico, palloni che ti inondavano di sabbia, l'eleganza oxfordiana delle loro parole ("Tanuuuuuuuuuzzooooo, chi min*** faaaaaai, nun ci rumpere a miiiin****.... Sangu miiiiiiiiu, aaaaaah, maaaaaaaanciaaaa, aaaaaaah.... SUUUUUUUSATE!!!" e robe del genere) e radio che trasmettevano roba che ti faceva rimpiangere i vari matrimoni arabi. L'alternativa era restare in prossimità delle auto, contrassegnate col nome dell'istituto e derise regolarmente da premi Nobel di età mentale attorno ai "meno tre" anni meritevoli di rompersi una gamba che si chiedevano, ridendo a crepapelle, se anche il guidatore fosse non vedente. Il ritorno era simile all'andata, canzoni sui matrimoni compresi...In compenso, pur essendo rimasto vestito, avevi la sabbia nelle mutande. Che bello! [continua]
Il Servizio Civile... (puntata 17)
(Puntate precedenti: 1 - 2 - 3 - 4 - 5 - 6 - 7 - 8 - 9 - 10 - 11 - 12 - 13 - 14 - 15 - 16) Riassunto delle puntate precedenti: dopo essere stato preso per il culo durante il colloquio, il nostro eroe, novello volontario del servizio civile, viene spedito ad un istituto di non vedenti, dove scopre una vocazione vera. Inguaiato nelle più disparate avventure (diventendosi un mondo), a luglio e agosto eccolo nel bel mezzo di una delle più grandi e belle esperienze della sua vita, a tu per tu (tu al quadrato) con i bimbi saharawi e le attività quotidiane con loro... I BIMBI SAHARAWI - #7 Attività quotidiane: mare, profumo di mare...Eh, le epiche gite a Mondello... Tutto cominciava in auto... Alla guida di una punto bianca che aveva visto tempi (e carrozzerie) migliori, i possibili scenari erano due: avere in macchina le bambine o i bambini. Nel primo caso, il viaggio era molto tranquillo e persino divertente quando loro ti incitavano per raggiungere gli altri. Nel secondo caso, ehm... C'era il vantaggio che loro sapevano la strada meglio di me, ma passare un'oretta totale con cinque o sei bimbi che ti cantano in arabo canzoni su matrimoni vari (tra i quali quello di una ragazza omonima di colei che sarebbe diventata il centro del mio universo pochi mesi dopo...è strano, ho ancora in mente ciò che stavo guardando mentre loro intonavano quella canzone per la prima volta...) ad una tonalità ed un volume lesivo per i timpani, rincoglioniva alquanto. Considerato poi che ogni canzone non era altro che un ritornello ripetuto n+1 volte, è facile immaginare quanto fossi già sufficientemente in tilt dopo una decina di minuti. Ed era allora, con le mie difese calate, che attaccavano. Bimbo #1: "Tu...fidanzato?" (coltellata)Io: "No..."Bimbo #2: "Si, tu fidanzato!" (coltellata-bis)Io: "None..."Bimbo #1: "Si, si (sorrisone), tu fidanzato con [inserire nome di una ragazza che mi piaceva]"Io: "UH?!?!? CHE NE SAPETE VO...come? Nah...Toh, un gatto...bianco! Uao!" Vabbè, questi erano particolari. Arrivati a destinazione e non desiderando altro che del sano e comprensibile rock sparato nelle orecchie, la scelta dipendeva da com'eri vestito. Se avevi il costume, allora andavi per una mezz'oretta in acqua con loro, cercando in tutti i modi di uscirne dopo tre minuti, ossia al primo tentativo di annegamento. Se non avevi il costume, stavi seduto (vestito...) in spiaggia, risultando una specie di pugno in un occhio rispetto all'ambiente e ammirando il folklore (...) delle famiglie in vacanze, tra pannolini cambiati in pubblico, palloni che ti inondavano di sabbia, l'eleganza oxfordiana delle loro parole ("Tanuuuuuuuuuzzooooo, chi min*** faaaaaai, nun ci rumpere a miiiin****.... Sangu miiiiiiiiu, aaaaaah, maaaaaaaanciaaaa, aaaaaaah.... SUUUUUUUSATE!!!" e robe del genere) e radio che trasmettevano roba che ti faceva rimpiangere i vari matrimoni arabi. L'alternativa era restare in prossimità delle auto, contrassegnate col nome dell'istituto e derise regolarmente da premi Nobel di età mentale attorno ai "meno tre" anni meritevoli di rompersi una gamba che si chiedevano, ridendo a crepapelle, se anche il guidatore fosse non vedente. Il ritorno era simile all'andata, canzoni sui matrimoni compresi...In compenso, pur essendo rimasto vestito, avevi la sabbia nelle mutande. Che bello! [continua]