I'll be...

SAVATAGE - "DEAD WINTER DEAD" (1996)


No life's so short that it never learnsNessuna vita è così breve da non imparare nullaNo flame so small that it never burnsNessuna fiamma è così piccola da non bruciare maiNo page so sure that it never turnsNessuna pagina è così sicura che non verrà mai girata Tre righe tratte da "Not what you see", splendida canzone dei Savatage inserita nell'altrettanto splendido concept album "Dead Winter Dead" (1996), di certo uno dei dieci migliori CD che possiedo. Le 13 canzoni che lo compongono ruotano attorno alla guerra (nello specifico quella in Yugoslavia) ed a come un evento del genere possa cambiare le persone e la loro percezione del mondo. E' semplicemente meraviglioso, sia dal punto di vista musicale (che si alterna di strumentali -alcune delle quali rielaborano pezzi classici di Mozart- ballate e canzoni heavy, volute rappresentanti rispettivamente dei momenti riflessivi e quelli di pura guerra) che dei testi. Per esempio, ecco come spiegare in sei righe metaforiche la nascita di una guerra: I see a little man sitting and he's wonderingVedo un ometto seduto che sta pensandoIf over his little plot he might be kingSe oltre la sua misera vita potrebbe mai essere un re And he finds his present world a little boringE pensa che il suo mondo attuale sia un pò noiosoThere's no land that is so small that it cannot divideNon c'è terra così piccola da non potere essere divisaSo come, I'll draw the line and you just pick your sideSu, forza, traccerò una riga e tu prenderai la tua parteIgnoring anyone who gives a warningIgnorando gli avvertimenti di chiunque(da "I am") ...oppure l'intera "This isn't what we meant", che ruota attorno a questo concetto: "Chiedevamo di cambiare la nostra vita e pregavamo Dio affinchè ci accontentasse...ma non intendevamo in questo modo" Chiudo la mini-recensione (una più completa e davvero bella la trovate qua) con una frase riportata nel booklet, secondo me tanto realista quanto terrificante: "La morte di un singolo uomo è una tragedia, la morte di un milione di persone una statistica" (Josef Stalin)