La vita è un soffio

Ape


L’ape ha un valore simbolico ricollegato alla sua operosità. La capacità dell’ape di trasformare il polline in miele si può accomunare al lento lavoro iniziatico. Al frutto del suo lavoro è attribuito un grande valore esoterico, per via del miele che serve alla preparazione dell’ambrosia, bevanda sacra presso i Celti, i Germani e i Greci, o della cera, per la composizione dei ceri, oggetti rituali e sacri. È emblema dell’eterna rinascita e del rinnovarsi della natura a causa della sua sparizione nei mesi invernali e del ritorno in primavera. Nell’antico Egitto l’ape, paragonata all’anima, riportava in vita il defunto qualora entrasse dalla sua bocca. Per gli egizi la sua appartenenza divina era dovuta alla sua nascita dalle lacrime di Ra. Nella cultura greco-romana, le sacerdotesse di Eleusi erano chiamate “le api”. La statua della Diana di Efeso mostra la dea circondata da diversi animali tra cui le api, per esprimere la ricchezza della natura. Un'ape, simbolo egizio legato alla vita Egizi, perché in questa cultura l'ape è un animale sacro: gli alveari costruiti secondo precise leggi geometriche, la gerarchia sociale ferrea tesa al benessere collettivo e la produzione di oro liquido, il miele, secondo un procedimento non diverso da quello degli alchimisti rendeva l'ape un essere perfetto, un modello per l'Uomo. La sua reciproca dipendenza dai fiori rende l'ape un insetto indispensabile e il geroglifico che rappresenta il fiore significa "esistere". Senza le api, non ci sarebbe l'esistenza (come si evince dall'immagine della bambina con il fiore in mano); per questo il faraone veniva associato all'ape e la stessa parola che contraddistingueva l'ape, "bit", significava anche "buona azione". Come l'ape, anche il faraone era un alchimista obbediente alle leggi dell'universo e come un bodhisattva il suo scopo era quello di aiutare le anime a elevarsi e a "passare oltre" verso l'aldilà, il Duat, realizzando buone azioni. Sulla scia delle scoperte archeologiche nella terra del Nilo e del grande enigma che la cultura egizia porta in sé, la mummificazione ha sempre affascinato ogni tipo di mente, come arte-scienza del trapasso, tesa a predisporre il morto nel viaggio verso l'aldilà.
A quanto pare, la cera ha sempre costituito un elemento prezioso ed in stretto rapporto con le energie vitali. Il suo rilevante uso nei riti magici di vari Paesi sta a indicare certamente la grande considerazione ch'essa ebbe : "Il miele è fatto per l'uomo e la cera odorosa per rendere a Dio onore, in chiarezza odorosa" (B. Aneau). Statuette, ceri votivi, talismani sono alcuni dei prodotti realizzati con questa pasta d'api, purché vergine. La purezza del materiale è la condicio sine qua non per il successo del rituale : una purezza insita proprio nella cera, e dovuta al carattere asessuato dell'ape. Creatura divina, l'ape regola il suo sviluppo (parliamo della regina e delle preziose operaie) entro il periodo di rotazione del Sole su se stesso. Queste ed altre particolarità ne fanno un essere solare e sacro per eccellenza, così come l'uomo l'ha sempre considerata, sin dall'antico Egitto : segno dell'anima, nato dal pianto fecondatore di Ra (dio-Sole), e simbolo del rapporto tra l'anima e il divino. La similitudine uomo/ape, presente nelle tradizioni esoteriche di molte culture, è precisata ancora meglio da Steiner, che paragona - per identità e attività di ruolo/funzioni - il capo umano ad un alveare : cellule nervose come fuchi, sanguigne come api operaie, albuminiche come la regina. E la cera va comparata ad un elemento perfetto che l'uomo deve di continuo fabbricare in sé : "Ora le api operaie portano a casa quanto raccolgono dalle piante, ed entro il proprio corpo lo elaborano in cera; con questa conducono tutto quel meraviglioso processo di costruzione di celle. Ma lo fanno anche le cellule del sangue della testa umana : esse si irradiano dal capo in tutto il corpo ... La cera ne ha sottolineato, per le sue proprietà magiche, l'intrinseca capacità di conservazione, non disgiunta dalla sottintesa conoscenza che s'acquisisce una volta oltrepassata la soglia degli arcani ultraterreni. Per magia e con magia, in nome di Anubi, capo della divina sala di imbalsamazione, il bisturi egizio ricercava, sotto pelle, il mistero della vita e della resurrezione.
 L’ape è da sempre simbolo di sovranità. Casate nobiliari di tutto il mondo e di tutte le epoche hanno questo simpatico e laborioso insetto raffigurato sui propri stemmi, anche se, per importanza, va sottolineato come simbolo della sovranità  merovingia. L’ape veniva anche usata come ornamento del mantello dei re francesi e basta pensare che sul mantello di Childerico I ne sono state contate addirittura 300, in oro. Anche Napoleone se ne fece cucire una sul mantello quando venne incoronato imperatore, ma l’ape, simbolo di saggezza, era stato anche un emblema dei re egiziani. Osservando bene poi, ci accorgiamo che l’ape ed il triangolo formano il sigillo di Salomone. Il tutto è racchiuso in un esagono che rappresenta l’alveolo. La leggenda narra che quando un’ape vola, un’anima ascende. E si credeva che la persona sarebbe stata accolta alla vita ultraterrena se un’ape fosse stata presente nel momento della morte. Ma è nella mitologia degli antichi greci che l’ape assurge al ruolo di dio. Nella religione ellenica infatti, talvolta Zeus viene chiamato Melisseo (uomo-ape): da piccolo era stato nutrito dalle api di Creta, a cui aveva poi donato il colore aureo. L’ape era sacra anche ad Artemide nel suo ruolo di ninfa orgiastica e il piccolo insetto, in quanto simbolo di produttività, era identificato poi con la dea ellenica Demetra e le romane Cerere e Opi. Dall’altro capo del mondo, secondo la religione indiana, Visnù, Krishna e Indra sono chiamati Madhava (nati dal nettare) e sono spesso raffigurati con un’ape posata su un fiore loto, mentre Karma ha una corda dell’arco fatta di api. Anche una grande religione monoteista come il cristianesimo adottò l’ape come simbolo: si dice che San Bernardo di Chiaravalle, fosse nato con uno sciame di api che gli volteggiava intorno alla bocca a simboleggiare la dolcezza della sua predicazione. La stessa leggenda viene riferita a Sant’Ambrogio e San Giovanni Crisostomo ("dalla bocca d’oro") entrambi famosi predicatori.
Simbologia apeDal latino apis Il lavoro , la sublimazione della materia , l'elevazione L'ape ha un valore altamente simbolico che deve principalmente alla sua operosità . Lavoratrice , produttiva , laboriosa , l'ape è paragonabile alla formica ma in forma trascesa in quanto l'ape ha le ali e perciò collegata al piano cosmico . Al di la del suo lavoro in singolo l'ape simboleggia anche il gruppo , il lavoro di squadra e il destino comune della comunità . D'altronde la capacità dell'ape di trasformare il polline in miele rappresenta un iniziazione a cui deve seguire lavoro nel tempo e meticoloso per giungere allo scopo finale . Gli egizi esprimevano la sua origine divina come nata dalle lacrime di Ra. Simboleggiando tutti questi aspetti positivi si dice che uccidere un ape porti sfortuna secondo una tradizione scozzese . L'aspetto negativo dell'ape è suggerito dal suo pungiglione . Tuttavia la sua puntura come ben si sa e difensiva e non offensiva , che simboleggia in caso di attacco coraggio e sacrificio per la causa . Nell'epoca greca e latina le api vennero studiate a lungo e per la prima volta. Aristotele fu il primo ad osservare il comportamento delle api bottinatrici che non volano da un fiore di una specie al fiore di un'altra ma da un fiore di una specie ad uno della specie stessa. Questo portò alla scoperta dell'impollinazione grazie alle api. L'ape è simbolo di nobiltà, appare su m0olti stemmi e anche Napoleone se ne fece costruire una sul mantello simboleggia anche purezza e dolcezza, evita infatti ogni impurità e vive di fiori: elementi delicati e profumati.Poteri:  Invocare l’ ape, significa chiamare una nuova vita, nei lavori, di gruppo, porta creatività e armonia. La persona ape, è creativa e concentrata, se interrotta nel suo compito, attacca con pungenti rimproveri . Le api vi sollecitano ad essere operosi, attivi, a organizzare per bene la vostra vita. Se vi pungono però, preparatevi a qualche noia, fastidio, proveniente forse da pettegolezzi e maldicenze. In qualche caso la puntura può pungolarvi, stimolarvi ad uscire dall'inerzia. (Jessica Dawn Palmer).  Caterina Kolosimo
 Liberamente tratto da Internet
Luli.11 Bianca ape ronzi Ecco la solitudine da dove sei assente.Piove. Il vento del mare caccia gabbiani erranti.L'acqua va scalza per le strade bagnate.Da quell'albero si lamentano...le foglie.Bianca ape,assente,ancora ronzi nella mia anima.Rivivi nel tempo,sottile e silenziosa.Ah silenziosa! 
Pablo Neruda