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Creato da: irene.74 il 30/09/2013
Metamorfosi di una farfalla - Mindfulness & Love Coaching
Post n°631 pubblicato il 15 Aprile 2025 da irene.74
Quante volte ti è capitato di imbatterti in esperienze da cui sei uscita devastata? "Se lo avessi potuto immaginare prima, col cavolo che ci sarei caduta!" "Ma ancora non mi voglio rassegnare all'idea di finirla col credere ostinatamente ad illusioni tutte mie, destinate in breve tempo a trasformarsi nell'ennesima delusione??" "Basta, questa è l'ultima fregatura che prendo, non ci cascherò mai più!" Ti ci ritrovi in questi pensieri? Il punto in realtà non è la delusione in sé e per sé. Sicuramente impedirsi di vivere liberamente le esperienze non è la scelta giusta. Ma una cosa è necessario decidersi a farla: tracciare un sottile confine invalicabile. Rappresentato da cosa? Dall'amore per te stessa. Un confine che solo tu puoi misurare. Perchè solo tu conosci la profondità delle tue ferite. Solo tu sai quanto ti è costato permettere alle persone sbagliate di andare oltre. Ed una cosa è certa: non devi permetterlo più. Lo abbiamo detto tante volte, il sangue attrae gli squali. Ma questo non vuol dire che le persone ferite debbano mettere in standby la vita fino a completa guarigione delle stesse. Se da un lato potremmo banalmente dire che, imparando a riconoscere gli squali, è possibile evitarli, dall'altro è pur vero che smascherarli non è così semplice. Il problema non siamo certo noi e neppure le nostre ferite. Semmai un problema può diventarlo il fatto che qualcuno si senta autorizzato a vedere nelle stesse l'occasione giusta da sfruttare per un proprio tornaconto personale... Ogni esperienza che viviamo ci serve a comprendere parti di Verità necessarie alla nostra evoluzione personale. Ma questo non significa che possiamo rassegnarci ad incrementare ad oltranza la nostra già notevole collezione di ferite... Piuttosto è tempo di far scendere in campo, ancora una volta, la saggezza. E deciderci a fare questo passo importante. Il confine che non dovrai permettere a nessuno di valicare corrisponderà alla perfezione col tuo margine massimo di sopportazione tanto del rischio quanto del dolore che potrebbe conseguirne se permettessi a qualcuno di andare oltre. La prudenza può essere davvero un'ottima compagna di viaggio. Ed offrirci la possibilità di continuare a sperimentare, ad imparare lezioni di vita, senza mai votarci al martirio. Siamo al mondo per evolvere in Amore, non mi stancherò mai di ripeterlo. Ma la base di tutto dev'essere prioritariamente rappresentata dalla nostra capacità di amare incondizionatamente noi stesse. Solo così sapremo accarezzare consapevolmente le nostre fragilità, permettendoci di essere esattamente ciò che siamo, senza falsi miti da supereroi da incarnare per compiacere chissà chi... Solo così sapremo relazionarci con gli altri senza sentire il bisogno che qualcuno venga dall'esterno ad integrare ciò che manca in noi. Perchè la verità è che non ci manca niente. Tutto è perfetto così com'è. Dobbiamo semplicemente imparare a proteggerci con le stesse cure che vanno sapientemente riservate a tutto ciò che è prezioso. E non c'è nulla, credimi, che possa esserlo più di noi stesse.
Post n°630 pubblicato il 08 Aprile 2025 da irene.74
Son molteplici le circostanze in cui ci ritroviamo a prendere decisioni senza prestare attenzione ad una domanda che invece può realmente fare la differenza. Se ci viene spontaneo sottoporre ai raggi X la situazione, valutare tutte le chances possibili, passare in rassegna ogni eventualità e le conseguenza che ciascuna ipotesi arriverebbe a comportare, molto più raramente ci soffermiamo a chiederci: questa scelta è giusta per me? Accade spesso, infatti, che prendiamo le decisioni in base a quello che gli altri ci hanno detto essere giusto per noi. Oppure relazionandoci con le aspettative delle persone che non vorremmo deludere. O, ancora, anteponendo il bene degli altri a noi. O ripetiamo le scelte fatte prima di noi dal parente o dall'amico del cuore che c'è già passato. Il punto è che ogni storia ed ogni situazione è caso a sè. Non si può generalizzare. In linea di massima possiamo propendere per un'ipotesi piuttosto che per un'altra basandoci su ciò che riteniamo maggiormente in linea coi nostri valori. E non è sicuramente una cosa sbagliata. Ma c'è un altro elemento che dobbiamo imparare a tenere in debita considerazione: la nostra coscienza. Non abbiamo mai, in nessun caso, la certezza di fare la cosa giusta. La possibilità di sbagliare va sempre e comunque messa in preventivo. Ma se avremo agito nel modo che ci permetta di sentirci in pace con noi stessi, la serenità che accompagnerà il nostro cammino diventerà una risorsa preziosa che ci consentirà di superare la situazione (per quanto complicata e ingarbugliata possa essere). Chiedere consiglio alle persone che ci vogliono bene può rivelarsi a volte un'arma a doppio taglio. Perchè nessuno al mondo, oltre noi, può sapere il peso delle conseguenze delle azioni che decidiamo di intraprendere. Nessuno è in grado di misurare la nostra forza. Nessuno. Ciò che può essere giusto per gli altri può non andar bene per noi. Ecco perchè dobbiamo sempre avere il coraggio necessario a chiederci: questa scelta è giusta per me? Può darsi che tu faccia una scelta diametralmente opposta a quella di una persona che ti è cara e che in quella stessa situazione si è ritrovata prima di te. Non vuol dire che uno di voi due sia in errore. Nè che uno è migliore e l'altro peggiore. La cosa più importante di tutte è che ciascuno abbia fatto una scelta SUA. La prossima volta che ti ritroverai ad un bivio e non saprai quale delle alternative preferire, prova a ragionare in questo modo: chiediti quale sia la scelta giusta per te, quella che comporta le conseguenze che sei in grado di gestire senza rischiare di crollare o di sentirti inquieto. Siamo al mondo per evolvere in Amore, non per dare spiegazioni, non per omologarci, non per assecondare le aspettative altrui, non per delegare il nostro potere decisionale. La nostra storia è solo nostra. Le nostre ferite le conosciamo solo noi. Il nostro vissuto è comprensibile solo a noi. Ripartiamo da qui. Sempre.
Post n°629 pubblicato il 11 Marzo 2025 da irene.74
Hai aggrottato la fronte leggendo il titolo di questo post, ammettilo... Avrai pensato qualcosa tipo: "Ma quando mai... Che strana idea è questa?" Perchè a tutti gli effetti suona strano arrivare a credere che possa essere persino l'idea della nostra felicità a spaventarci.
Può succedere che si preferisca rimanere ancorati ad una condizione di apatia che si trascina avanti per forza di inerzia piuttosto che andare a cercare di conquistare la felicità. Spesso finiamo realmente con l'evitare le occasioni di gioia. Svolgiamo un lavoro che non ci piace per niente, che per certi versi ci mortifica pure ma ce lo facciamo andare bene così piuttosto che deciderci a cambiarlo. Incontriamo per caso una bella persona con cui ci troviamo bene ma preferiamo non approfondire la conoscenza per paura di restare delusi. Ma perchè agiamo in questo modo assurdo?
Post n°628 pubblicato il 05 Marzo 2025 da irene.74
Dovremmo chiedercelo tutte quelle volte che restiamo impantanati nella stessa fastidiosa situazione da cui vorremmo scappare ma, per una ragione o per un'altra, non lo facciamo mai.
Inizialmente ci anima la speranza che qualcosa cambi e le condizioni migliorino. Successivamente sembra che andiamo avanti per forza di inerzia: sappiamo di essere infelici ed insoddisfatti ma non agiamo. Alla fine sembra che nel tunnel in fondo al quale non riusciamo a vedere la luce, abbiamo fissato la residenza!
Appena possibile prenditi il tempo necessario a comprendere dov'è che stai sprecando il tuo tempo in una direzione lontana dalla tua felicità. E chiediti:
Post n°627 pubblicato il 25 Febbraio 2025 da irene.74
Hai presente quei periodi in cui hai la netta sensazione che niente vada come dovrebbe? Provi a passare in rassegna i vari ambiti della tua vita e ti assale un radicato senso di insoddisfazione.
Potresti, erroneamente, ritenere che sì, sei prontissimo. Ma è realmente così? Molti di noi, per quanto si lamentino della vita che conducono, non fanno concretamente nulla per cambiarla e migliorarla. E, persino se all'orizzonte si profila un'opportunità di cambiamento, evitano di confrontarsi con la possibilità di correggere il tiro.
Molte persone hanno ereditato la mentalità secondo cui la vita di nessuno è felice e contenta. Tutti devono inevitabilmente fare i conti con la sofferenza e l'insoddisfazione. Ma è davvero così?
Tu sei pronto?
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Inviato da: irene.74
il 29/01/2025 alle 19:06
Inviato da: ilgenio_1
il 29/01/2025 alle 18:57
Inviato da: irene.74
il 19/06/2024 alle 14:24
Inviato da: Anonimo11dgl
il 19/06/2024 alle 14:09
Inviato da: irene.74
il 17/06/2024 alle 22:58