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Metamorfosi di una farfalla - Mindfulness & Love Coaching

 

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"Poi nasce un nuovo giorno. E il buio porta via con sé quel che non serve. Il resto spetta a noi. Che di questa metamorfosi abbiamo fatto uno stile di vita. Arabe fenici dalle mille rinascite. Questo siamo..." 

 

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Nessuno te, questo il tuo potere...

Post n°592 pubblicato il 10 Gennaio 2023 da irene.74

Ti sei mai chiesto quanto possano incidere sulle nostre vite i condizionamenti esterni? Da sempre ne siamo coinvolti. Pensiamo a quando sin da bambini cercavamo coi nostri comportamenti di non deludere le aspettative dei genitori. Spesso finivamo col diventare dei bravissimi robottini efficienti e quasi perfetti... agli occhi degli altri. Ma quanto cara poteva costarci la recita? Poi, crescendo, nel tentativo di imparare a gestire le umane fragilità ed insicurezze, abbiamo cominciato a lasciarci ispirare da quelle persone che sembravano sapere sempre quale fosse la cosa giusta da fare, quelle che sapevano muoversi con disinvoltura in ogni contesto. Tentando di imitarle acquisivamo anche noi, in qualche modo, parte di quella sicurezza. Salvo trovarci poi nuovamente con le spalle al muro ogni volta che tornavano a galla le nostre debolezze.

Alla base di tutte queste situazioni c'è la convinzione - più o meno consapevole - che ci manchi sempre qualcosa e che per poter superare questi vuoti esistenziali sia necessario attingere all'esterno, ad una fonte in grado di renderci quel che ci manca.

La verità però è un'altra. A noi non manca proprio un bel niente. Abbiamo tutto quel che occorre per portare avanti il nostro percorso esistenziale nel migliore dei modi. Non siamo sbagliati, non valiamo meno di quelli che ci vengono additati come modelli da imitare. Semmai a scarseggiare potrebbe essere la fiducia in noi stessi e nelle nostre potenzialità. O la consapevolezza del nostro pieno valore.

Vuoi per mancanza di autostima o per semplice insicurezza, succede che ci venga spontaneo spostare lo sguardo all'esterno. Cercare al di fuori di noi il tassello mancante. Ma che benefici potrà mai portarci la scelta di perseverare in questo atteggiamento?

Un nuovo anno è appena cominciato. Abbiamo ricevuto in dono un meraviglioso libro nuovo, da scrivere con entusiasmo, pagina dopo pagina. Pensa al miracolo che può accadere se lasciamo che i nostri passi vengano mossi dalla curiosità e non dalla paura. Che grandi cose potremo fare smettendo di adeguarci a prototipi e modelli esterni e cominciando ad essere semplicemente la migliore versione di noi stessi.

Nessuno è perfetto, ogni persona ha fragilità umane con cui deve necessariamente fare i conti, insicurezze che vengono fuori nei momenti di difficoltà. E che male c'è? La Vita ci vuole felici, non perfetti!

E se decidessimo di cambiare prospettiva? Se davvero per quest'anno imparassimo a metterci in ascolto di noi stessi più che degli altri?

Non dobbiamo compiacere proprio nessuno, ed è tempo di smetterla con quelle recite a cui ci sentiamo costretti per assumere le vesti che gli altri si aspettano da noi.

Nessuno è te, è questo il tuo potere...

Potrai scoprirlo cominciando ad osservare le situazioni dal tuo punto di vista, facendo le scelte che tu senti giuste, prendendo le decisioni che ai tuoi occhi sembrano migliori.

Lasciarsi ispirare da persone che ammiriamo e riteniamo degne di stima non è un problema in sé e per sé. Ma comunque amplifica la tendenza a considerarsi per certi versi inferiori.

La prossima volta che ti trovi a vivere una di queste situazioni, chiediti: "Come agirebbe l'uomo/la donna che sarei se riuscissi ad esprimere la migliore versione di me stesso/a?" Lasciati ispirare da lui/lei! Sei timido e la migliore versione di te stesso tirerebbe fuori il coraggio necessario a superare questa barriera? Agisci come se già fosse così!

Diventa la tua fonte di ispirazione, diventa la tua guida suprema, diventa esattamente ciò che sei da sempre e che, forse, hai dimenticato di essere.

Non esistono traguardi irraggiungibili: se credi con determinazione di potercela fare, ce la farai!

Sia questo l'anno giusto per riappropriarti di te stesso e dei sogni accantonati da troppo. Aggiusta il Focus, resta centrato. Hai in te tutto quel che occorre e non c'è limite che possa frenarti il passo. Sii coraggioso, preparati al meglio che meriti. Il resto verrà da sé.

 

 

 

 

 
 
 

Come intendi vivere ORA?

Post n°591 pubblicato il 20 Dicembre 2022 da irene.74

Tra 5 giorni è Natale. Stiamo vivendo il periodo più magico dell'anno. Alcuni di noi hanno il cuore in festa, stanno sperimentando piena gratitudine per quanto ricevuto nel corso di quest'ultimo anno e per tutte le lezioni di vita imparate. Stanno organizzando pranzi e cenoni che raccolgano attorno ad una tavola imbandita le persone che sentono famiglia.

Altri invece staranno facendo i conti con la solitudine, staranno rielaborando delusioni ed esperienze dolorose di cui avrebbero volentieri fatto a meno e che in questo contesto natalizio vengono percepiti in modo amplificato.

Non importa a quale schieramento tu possa ritenere di appartenere. Ho da farti una domanda importante...

Come intendi vivere ORA?

Che tu sia soddisfatto al 100% della tua vita o che invece non lo sia per niente, fatti un regalo di Natale, il più prezioso di tutti: scegli consapevolmente come continuare a vivere.

Non tutti, infatti, lo facciamo nel modo che riteniamo giusto per noi. Son tante le persone che si ritrovano piuttosto trascinate in ritmi di vita e situazioni che vengono gestite da altri ed imposte loro senza scrupolo alcuno.

E ci son pure quelli che hanno rinviato a momenti migliori la possibilità di scegliere consapevolmente come vivere. Da tempo immemore si lasciano guidare dagli eventi, vanno dove soffia il vento, convinti che, se e quando lo vorranno, saranno perfettamente in grado di correggere il tiro. E nel frattempo però - con maggiore o minore consapevolezza - certo non stanno vivendo da protagonisti...

Le pause di riflessione possono rivelarsi davvero preziose, dovremmo concedercene regolarmente ed imparare a farne buon uso. Soprattutto in periodi particolari come la fine dell'anno.

Fermati a capire quanto realmente ti appaga la vita che conduci. Ci sono cose che vorresti cambiare? Persone che non senti più nelle tue corde e che, forse, è arrivato il momento di allontanare? Chiediti quanto i tuoi passi siano condizionati da fattori esterni e se realmente il tuo percorso esistenziale proceda nella direzione che tu ritieni più giusta.

Sei felice del lavoro che svolgi? Vivi una relazione sentimentale soddisfacente? Hai amici che ti fanno star bene o piuttosto frequenti persone che ti gettano addosso le proprie inquietudini e tendono sistematicamente a tarparti le ali? Le tue giornate sono equilibrate? Hai tempo per te stesso? Coltivi hobby e passioni? Bilanci doveri e piaceri?

Sii brutalmente onesto con te stesso, è il regalo migliore che tu possa farti. Non importa quanto cruda possa essere la realtà che verrà fuori rispondendo a queste e ad altre domande che sentirai necessario porti. La buona notizia è che puoi cambiarla!

Da dove cominciare? Magari proprio dalla tua percezione della felicità. Che può essere inquadrata in piccole e grandi cose, scrivile tutte. Nota quali ostacoli, fino ad oggi, ti hanno impedito di raggiungerla. Individua nuove strade da percorrere per poter stare meglio! Cambia abitudini, se necessario, fai posto al bello che manca e che arriverà, se ci credi davvero. Migliora la tua routine quotidiana, bilancia le attività che ti svuotano con quelle che ti ricaricano, elimina ciò che non serve più o che non porta più nulla di buono nella tua vita.

In questo Natale il mio augurio per te è di avere il coraggio di rivoluzionare tutto e di tornare a credere alla bellezza dei sogni più belli. Ti auguro di trasformarli in realtà. Ti auguro di ricordare che il più bello di tutti sei tu, unico e vero custode della tua felicità più vera. Il nuovo anno è alle porte, inserisciti tra le priorità. E prendi l'impegno di metterti costantemente in ascolto delle tue emozioni: sapranno rivelarti sempre la strada migliore per te.

 

 

 
 
 

Sai fidarti della Vita?

Post n°590 pubblicato il 13 Dicembre 2022 da irene.74

Credo che fidarsi sia diventato a tutti gli effetti un atto eroico. Richiede un coraggio che non sempre è facile trovare. Una sfida vera e propria per chi nella vita ha dovuto fare i conti con le inevitabili delusioni e pugnalate alle spalle...

Ogni giorno entriamo in contatto con svariate persone che ci mettono in condizioni di testare la nostra capacità di fidarci. Pensa al datore di lavoro, ai colleghi, al partner, ai figli, ai genitori, ma ancor più banalmente al giornalaio che ti garantisce che ti terrà da parte la tua rivista preferita o al salumiere che ti consiglia le mozzarelle appena arrivate perché freschissime.

Se fidarsi delle persone è tutt'altro che automatico, poche volte ci fermiamo a chiederci se siamo realmente in grado di fidarci della Vita.

Ma che vuol dire fidarsi della Vita?

Siamo reduci da un periodo buio che ha messo a dura prova tutte le nostre certezze. Ne stiamo pagando ancora il prezzo. Ci stiamo rendendo conto che niente più può essere dato per scontato come prima.

Le nostre fragilità si sono accentuate così come il timore che il pericolo possa star sempre dietro l'angolo. Ecco che anche occasioni che prima inquadravamo come totalmente spensierate ora appaiono ai nostri occhi come situazioni da maneggiare con cautela!

Il punto è che tutto questo disastro non può essere imputato che all'uomo. Alle scelte sconsiderate che ha fatto, alla leggerezza con cui non ha saputo prevedere eventi che avrebbero potuto essere gestiti meglio. E ci fermiamo qui perché il discorso potrebbe diventare complicato.

Dell'incompetenza degli uomini, della loro brama di potere, potremmo avere legittimamente timore. Ma in tutto questo, la Vita cosa c'entra?

Viviamo in un Universo d'abbondanza che ci vuole felici. Ma proiettando sulle nostre giornate le continue paure che ci agitano il cuore, quante occasioni finiamo col non vedere neppure?

"Ciò che temo mi accade..." affermò un giorno qualcuno... Come dargli torto? I pensieri sono profezie che si auto-avverano. Anche se presi dalle frenetiche corse quotidiane molto spesso non dedichiamo loro la giusta attenzione.

Siamo alla fine dell'anno. Tempo di bilanci per tutti. Sarebbe bello riuscire a trovare il tempo necessario per chiedersi quali cambiamenti potremmo mettere in piedi perché il nuovo anno cominci col piede giusto. E se cominciassimo dal fidarci della Vita?

Cosa accadrebbe se scegliessimo di dare il meglio di noi in ogni cosa che facciamo ma affiancassimo a questo impegno la capacità di credere che non tutto spetti a noi? Che arriveranno occasioni da cogliere, persone preziose entreranno nella nostra vita e poi capiremo perché...

Approfittiamo della magia del Natale per tornare a credere nella bellezza della Vita! Nonostante tutto e nonostante tutti. Un po' come i bambini che si fermano sotto l'albero di Natale a contemplare le luci che si rincorrono e a fantasticare sui doni che riceveranno. Non hanno paura che il Natale li deluda, sanno per certo che Babbo Natale esaudirà i loro desideri. E vivono l'attesa stessa come dono.

Tornare bambini non fa mai male. Scrolliamoci di dosso i pesi, facciamo spazio al meglio che verrà, portiamo ordine nella nostra vita sbarazzandoci di situazioni e persone che non possono realmente darci niente più di buono.

Torniamo a sognare, a creare, a progettare. Guardiamo alle cose di sempre con occhi curiosi. La Vita è una madre che protegge con dolcezza i nostri passi, un padre che vuole solo il nostro bene. Ma tu sei pronto a crederci?

 

 

 

 
 
 

Fatti, non parole...

Post n°589 pubblicato il 29 Novembre 2022 da irene.74

"Io per te ci sarò sempre". Quante volte ti sei sentito dire questa frase, salvo poi, nei momenti più complicati della tua vita, ritrovarti solo alle prese con problemi più grandi di te? Si fa presto a parlare d'amicizia. A parole tutti siamo amici di tutti. I ti voglio bene si spargono come volantini senza valore all'ingresso dei centri commerciali. Poi ci stupiamo del profondo senso di solitudine che ci gela il cuore...

Anche nell'ambito della famiglia, spesso il discorso non cambia. Abbiamo un albero genealogico generoso e pieno. Quando ci son rogne e gatte da pelare, in molti si ricordano di noi, vantando assurdi diritti acquisiti sulla nostra innata bontà d'animo. I fratelli e le sorelle confondono il legame di sangue con uno di quei guinzagli allungabili che si lascia andare e si richiama a sé come più conviene. I cugini, ad ogni necessità, sbucano dai tombini peggio del pagliaccio di IT...

E in amore? "Sei tutta la mia vita... senza di te non potrei immaginarmi... sarò sempre al tuo fianco!" E puntualmente ti ritrovi a dover gestire, a tutti gli effetti, una vita da single. I tuoi problemi? Sono cose tue. Come anche i momenti di sconforto, le difficoltà esistenziali e le scelte più complicate... Eh già, in fondo, se ci pensi bene, avete condiviso i suoi, dovresti farteli bastare...

Perchè succede tutto ciò? Com'è possibile che le persone che ricevono da noi del bene non sentano l'urgenza di contraccambiarlo quando in difficoltà ci siamo noi? Con quale coraggio ignorano il nostro bisogno d'aiuto? E con quanta ipocrisia si ripresentano quando vedono in noi la soluzione ai loro problemi?

La verità è che in mezzo a tutto questo squallido scenario, se vogliamo uscirne vincenti, dobbiamo distogliere l'attenzione dagli altri e spostarla su di noi. Dobbiamo piuttosto chiederci perché, dopo esserci ritrovati soli, siam tornati a farci carico delle difficoltà di persone immeritevoli della nostra disponibilità. Perchè, a fronte di gesti e situazioni eclatanti che ci dimostrano quanto falsi siano i sentimenti che vengono sbandierati con leggerezza a destra e a manca, ci ostiniamo a dare valore a parole realmente prive di significato?

Una volta può succedere che io ci creda. Ma se i gesti mi rivelano una totale incoerenza, stop. Non ci credo più. Una volta posso farmi carico dei problemi degli altri e donarmi, anima e cuore, per tentare di risolverli. Ma se quando è il mio turno di aver bisogno d'aiuto mi riscopro puntualmente sola, faccio tesoro dell'esperienza e scelgo che quelle mie risorse preziose non le sprecherò più con chi non le merita.

Siamo arrivati ad un degrado tale da far sentire le persone autorizzate a disporre degli altri a proprio piacimento, senza scrupolo alcuno. Come si trattasse di oggetti, da prendere e riporre quando non servono più. Fa venire i brividi il sol pensarci. Ma se ci fermiamo a riflettere che tutto questo siamo noi a permetterlo, beh... la situazione si complica ulteriormente...

E' tempo di imparare che le parole valgono quanto le persone che le dicono. Quelle preziose son dette da persone pronte e testimoniarle nella coerenza dei gesti. Quelle vuote son pronunciate da esseri insignificanti, pronti a vivere i rapporti con gli altri all'insegna del più sfrenato opportunismo....

Cosa dobbiamo far scendere in campo? L'amore per noi stessi. Cominciamo a guardarci dal di fuori, chiediamoci: è giusto essere trattati così? E' giusto, in queste condizioni, ostinarsi a credere di non essere soli perché sommersi da bellissime frasi ad effetto che però non trovano rispondenza nella coerenza dei fatti? "La solitudine va vissuta come risorsa" mi diceva un'amica la scorsa settimana. Ed è realmente così.

Dobbiamo imparare a preferirla alle false compagnie. Questo non vuol dire necessariamente rifugiarsi in eremo lontano da tutti e da tutto. Ma sicuramente significa cominciare a prestare attenzione. I rapporti vanno bilanciati. Posso investire 100 in una relazione ma se mi ritrovo a constatare che in cambio ricevo 50, poi 30, poi 10 e poi niente... devo necessariamente correggere il tiro. Per amore di me stessa, innanzitutto. E perché ogni rapporto che viviamo ha bisogno di un unico passo, quindi se sto investendo troppo rispetto al poco dell'altro (che non intende dare di più) devo essere io a ridimensionarmi. O corro il rischio di ritrovarmi, da qui ad un tempo X, a constatare che quel cammino lo sto facendo da sola! Con l'altro appollaiato pesantemente sulle mie spalle...

Diamo un nome alle cose. Pretendiamo FATTI. Che non ha senso accontentarsi delle briciole (quando ci sono...) Meritiamo molto di più. 

 

 

 

 
 
 

Il decluttering che ti salva la vita!

Post n°588 pubblicato il 22 Novembre 2022 da irene.74

Hai mai sentito parlare di decluttering? Letteralmente significa "rimuovere oggetti non necessari" al fine di ottenere nuovo spazio libero.

Riordinare gli ambienti in cui viviamo non può che farci bene. Ricordo ancora la prima volta che mi dedicai al magico potere del riordino! Era estate, faceva un caldo terribile... La mia vita era in una fase di profondo cambiamento. Decisi che ogni pomeriggio avrei dedicato un'ora del mio tempo al riordino della casa.

Una stanza alla volta, senza creare confusione. Aprivo un mobile, ne svuotavo integralmente le mensole, una dopo l'altra, le ripulivo e, prima di risistemare all'interno gli oggetti, li passavo in rassegna, scegliendo di conservare solo quelli che effettivamente meritavano ancora di essere tenuti.

Gli altri li smistavo: alcuni erano da riporre in cantina, altri potevano essere donati, altri ancora andavano definitivamente eliminati.

Feci questo riordino in tutti i mobili di casa, ispezionando ogni stanza, cabina armadio inclusa. Non puoi immaginare il senso di benessere che ne ricavai.

Molti degli oggetti (ma anche dei vestiti) che ci ostiniamo a conservare pur non utilizzandoli più, son legati a ricordi, sensazioni che ci suscitano... Li teniamo, più o meno consapevolmente, solo per questo motivo. Non per altro.

E quando svuoti un ripiano, una mensola, la scrivania... osservarla nella sua interezza, ci fa attribuire a quel "vuoto" l'idea delle tante cose nuove che potrebbe accogliere!

Solo così ci rendiamo conto di quante cose inutili sottraggono spazio ad altre che magari ci priviamo di acquistare proprio perché non sapremmo dove metterle.

A conclusione di quell'esperienza, decisi di lasciare un'intera mensola del ripostiglio completamente vuota. L'avrei utilizzata per riporre tutte quelle cose che, nel corso della settimana, a causa dei ritmi serrati delle giornate frenetiche, non avevo il tempo di sistemare opportunamente. Con l'intenzione di ricollocarle nei posti giusti durante il fine settimana.

Quelle cose che, solitamente, si ripongono, nella fretta, nel primo angolo libero, ripromettendosi di trovargli successivamente una collocazione migliore salvo poi ritrovarsi a constare il caos più totale, dopo un tempo imprecisato in cui ci si rende conto di averne accumulate decisamente troppe...

Ma quando ho pensato di scrivere questo post, non avevo intenzione di farti venir voglia di riordinare casa!

Ho fatto questa lunga premessa solo ed esclusivamente per catapultarti in qualcosa di molto, molto più interessante...

Perchè sicuramente riordinare i mobili e gli spazi di casa può far bene. Ma non ti salva certo la vita. E allora... a quale decluttering pensavo mentre progettavo questo post? Te lo spiego subito...

La qualità della nostra vita dipende da diversi fattori importanti. Dalle attività che svolgiamo, dai luoghi in cui ci muoviamo, dalle persone che frequentiamo... Tanto che qualcuno ha affermato che: "Siamo la media delle 5 persone che frequentiamo di più". Ed è realmente così!

Quali sono le 5 persone che frequenti di più? Mi dirai... Il partner, il figlio, un genitore, l'amico del cuore, il datore di lavoro... Se nei vari ambiti della tua vita sei sufficientemente appagato, bene. Ma se così non fosse?

Cosa constateresti se, ad esempio, tu vivessi una relazione infelice con un partner che, pur essendo fisicamente accanto a te, senti distante anni luce? Se con tuo figlio avessi un rapporto conflittuale che ti porta a furibonde litigate quotidiane? Se il genitore mosso da un Ego smisurato si rivelasse bravissimo a complicarti la vita facendoti passare in secondo piano tutte le tue necessità (logicamente meno importanti delle sue)? Se quello che inquadri come migliore amico nella realtà dei fatti non lo fosse? Se il datore di lavoro ti sottoponesse a condizioni pesantissime costringendoti a lavorare sempre sotto stress? Beh... indubbiamente lo scenario cambierebbe considerevolmente...

Logicamente c'è una casistica abbastanza ampia tra la condizione ottimale in cui le 5 persone son davvero una migliore dell'altra e quella peggiore in cui ti ritrovi a dover fare i conti con un po' di persone e situazioni che proprio bene non ti fanno...

La verità è che spesso trasciniamo realtà che andrebbero corrette senza troppi ripensamenti, solo per abitudine, perché la nostra vita va avanti esattamente in quel modo da sempre!

E se ci decidessimo a correggere il tiro?

Passa in rassegna le 5 persone che frequenti maggiormente. Che rapporto hai con loro? Sei soddisfatto? Appagato? Son persone che rendono la tua vita più bella? Migliore? O, al contrario, te la complicano?

Una volta che avrai individuato quali sono le aree in cui non tutto sembra andare nella direzione giusta, fai decluttering! Armati di coraggio e fallo sul serio. Elimina ciò che non merita più di far parte della tua vita e fai spazio al meglio che verrà!

Se ti ostini a portare avanti una relazione che non ti fa star bene, che manca di progettualità, che rappresenta un peso nel tuo percorso sentimentale, che tu ne sia consapevole o meno, ti stai precludendo la possibilità di vivertene un'altra migliore.

Se continui a chiamare amico chi ti frequenta solo per opportunismo, a dare il cuore a chi senza troppi scrupoli da te pretende di tutto e di più ma quando ad avere un momento di sconforto sei tu, ti fa constatare intorno solo il vuoto... Dove troverai il tempo necessario a coltivare rapporti migliori che possano davvero essere inquadrati come Amicizia?

Accontentarsi è uno degli errori più grandi che possiamo commettere. Ci fa fare la fine di un bruco ostinato che potrebbe trasformarsi in farfalla ma preferisce limitarsi a strisciare!

Quanto tempo sprechiamo accontentandoci? E quanto più leggera potrebbe diventare la nostra vita se riuscissimo a liberarci delle inutili zavorre? Pensaci...

 

 

 

 

 
 
 
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Un blog di: irene.74
Data di creazione: 30/09/2013