Creato da el_desaparecido il 17/07/2009
Dalla parte di Dio, (se si scansa a farmi un po' di posto)

 

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Ciò che scrivo qui, poesie e testi, salvo dove specificatamente indicato, è opera mia. Non vale una sega, ma se qualcuno ritenesse che qualcosa possa interessare altrove mi piacerebbe se me lo facesse sapere.
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Italia, paese multirazziale o moltorazzista?

Post n°1077 pubblicato il 12 Gennaio 2014 da el_desaparecido

Lo ha detto soltanto il TG2 ieri pomeriggio : Da una ricerca effettuata sui campioni di DNA degli italiani risulta che siamo il popolo con la maggior commistione di geni di tutta Europa, nessun altro ha un DNA rimescolato come il nostro.

Rimescolato, variegato, dunque ricco perchè la diversità rende più forti e più adattabili.

A rivelarlo è uno studio tutto italiano, nato nel 2007 dalla collaborazione tra l’università Sapienza di Roma e gli atenei di Bologna, Cagliari e Pisa e, per essere più espliciti, la differenza del patrimonio genetico tra due sardi o due abitanti di paesi alpini distanti solo pochi km è decine di volte superiore alla differenza tra un portoghese ed un rumeno o un inglese ed un ungherese.

A me questa notizia è piaciuta, mi ha dato il senso di cosa siamo e da dove veniamo , terra di transito, terra di conquistati e conquistatori terra di integrazione che a volte appare forzata, ma che indubbiamente porta ricchezza in termini di salute ed in termini di cultura.

Pensiamo solo al nostro patrimonio artistico, il 70% del patrimonio mondiale e quello che c'è all'estero in buona parte è stato trafugato a noi.

Se scendiamo da Aosta a Siracusa, da Trento a Iglesias attraversiamo paesi diversi, per lingua, per tradizione, per cucina , influenze mitteleuropee, francesi, spagnole, arabe, tutto si trova da noi e mi fa sempre sentire felice ed orgoglioso di appartenere a questa terra splendida.

Poi mi capita di proseguire nella lettura dei giornali o di proseguire a vedere il telegiornale e vedo che invece la voce che sale sempre più forte è la voce di un razzismo a volte volgare ed ignorante come quello leghista, ma più spesso strisciante ed ipocrita di chi non si schiera apertamente, ma nei piccoli gesti quotidiani mostra tutto il suo disprezzo o il suo pregiudizio verso gli "altri".

Il razzismo è ignoranza del mondo e delle sue leggi ed è anche irrazionale. Prendiamo un senegalese e prendiamo Borghezio, secondo voi quale dei due è più avanti nella scala evolutiva?
Prendiamoli da un punto di vista fisico: possiamo accettare che Borgezio appartenga ad una razza superiore solo se il prossimo stadio dell'evoluzione fosse il comodino.
Prendiamoli da un punto di vista intellettivo, la capacità di espressione di un senegalese è due volte superiore a quella di Borghezio in quanto il primo parla correttamente almeno due lingue ed un dialetto mentre Borghezio , ma molti altri, si esprimono già male nella loro lingua natale.

E' ovvio, non sono tutti così, ma se nel nostro Dna abbiamo tracce di sassoni e normanni, merovingi e carolingi, arabi ed egiziani, indiani e mediorientali questo vorrà ben dire qualcosa no?

Si accusano gli immigrati di togliere il lavoro agli italiani, come se gli italiani volessero fare molti dei lavori che oggi fanno gli immigrati.
In un'azienda in cui lavoro tutti gli operai sono immigrati, Mustafà è laureato in economia e commercio qui in Italia eppure fa l'operaio, Hamzi è ingegnere dei materiali eppure fa l'operaio.

Accettano stipendi più bassi, sanno vivere con meno, ma questa non è colpa loro che comunque pagano le loro tasse.

Se l'Italia è in crisi non è a causa degli immigrati, non è èper colpa della Kyenge, ma per colpa di politici ignoranti, incapaci, arruffoni ed arraffoni e proprio la Lega che urlava Roma Ladrona, ha dimostrato di non essere seconda a nessuno in materia di ruberie di soldi pubblici.

E allora, cerchiamo di aprire gli occhi, vedere quali sono le risorse e le zavorre , valutiamo le prime anche se hanno tradizioni diverse dalle nostre, mal che ci vada avremo ogni tanto il cous cous come piatto della festa e buttiamo a mare le zavorre, mal che ci vada avremo un po' di verde inteso come camicie e mutande, in meno... verde come quello delle nostre tasche dopo che hanno conquistato il potere.

Che ha a che fare coi perdenti
Della civiltà globale
Vincitori della gara

A chi è più meridionale.

 

 
 
 

Un signore di ...anni fa

Post n°1076 pubblicato il 11 Gennaio 2014 da el_desaparecido

La giornata non è per nulla luminosa, anzi direi che è proprio grigina, nella penombra della stanza il crocchiare della puntina di un vecchio microsolco, riprodotta fedelmente da youtube, spande nell'aria le note di "Solo per te Lucia" di Beniamino Gigli e prima c'era stato "Ti voglio tanto bene".

E' da ieri, da quando sono tornato dal mio viaggio di lavoro a Luino che mi sto facendo delle flebo di canzoni anni '40 e '50, Beniamino Gigli, Achille Togliani, Claudio Villa, Sergio Bruni e compagnia cantante, (è proprio il caso di dirlo).

Che ci posso fare? Questo tempo così bislacco mi porta a 'ramate' di nostalgia , dolce nostalgia se devo essere sincero con canzoni che suonavano in casa quando ero bimbo e le succhiate insieme al latte, le prime pappine e le pastasciutte da mia mamma.

La cucina in penombra, la stufa a legna e una vecchia radio a valvole  creavano l'atmosfera quel mondo incantato e perfetto della mia infanzia, punti saldi, terra solida sui cui puntare i piedi e crescere.

Il tempo passa inesorabile si cresce dentro e fuori e , inevitabilmente le impalcature che ci avevano costruito intorno quanto eravamo innocenti devono cadere ed allora si capisce se siamo in grado di stare in piedi da soli.

Insomma, sono giorni di retrospettiva e se devo scandagliare bene il motivo che mi ha portato qui mi scopro , con sorpresa, a pensare che il "La" viene da mio padre che a quanto pare ha iniziato a predisporre tutto per l'ultima gita.

Ligio agli schemi della sua gioventù che volevano una rigida divisione dei ruoli, alla madre i sentimenti e le emozioni, al padre la programmazione meticolosa per la sicurezza , la protezione, il benessere della famiglia non è stato mai troppo un padre affettuoso, ma sicuramente mi ha dato la capacità di prevedere, organizzare, gestire.

Sono vissuto in quella cucina dove, senza che me ne rendessi conto, un paese nel boom ecomino, nella ripresa del secondo dopoguerra iniziava a guardarsi intorno con la voglia di divertirsi finalmentee ad organizzare le prime feste, a mettere in piedi il gruppo folcloristico e le majorette c'era sempre lui testa, cuore e motore , capace di smuovere centinaia di persone organizzarle, indirizzarle, dare ad ognuno il suo compito.

Poi però, quando la politica lo ha chiamato ha respinto l'offerta, aderire ad un partito, ad una lista, nella politica italiana degli anni '70 significava legarsi le mani, prendere posizioni a prescindere dal buon senso e questo lui non lo voleva, lui voleva avere le mani libere e fare le cose che servissero davvero al nostro paese.

Non ha neppure battuto ciglio quando gli hanno sfilato di mano le cose che aveva creato, quando la pro Loco è stata lottizzata dai partiti, ha creato un'associazione no profit e con quella ha continuato autofinaziandola e facendola crescere.
Di anno in anno nuove cose si aggiungevano unendo cultura, divertimento, gioco, turismo, (quando la parrocchia doveva organizzare le gite a lourdes si rivolgeva a lui ed a mia madre che è sempre stata compagna in queste avventure mettendo appunto la parte emozionale a fianco di quella organizzativa).

Adesso sta facendo i conti con l'età e da uomo prudente, capace di organizzare ogni cosa per tempo affinchè non ci siano intoppi ha iniziato a mettere a posto quelli che , pensa, debbano essere gli ultimi impegni anche nei miei confronti.

E' un po' questo, la sensazione che un'altra età della mia vita si stia chiudendo che mi porta a rifugiarmi in quell'utero caldo di ricordi accompagnato da vecchie canzoni, tanto dolci, tanto ingenue, tanto care.

 
 
 

Al buio si fa solo l'amore

Post n°1075 pubblicato il 04 Gennaio 2014 da el_desaparecido

Non mi ero mai reso conto del mio comportamento, ma paragonandolo ad altri mi scopro a pensare di amare particolarmente il buio ed il silenzio.

Che poi non è neppure vero, amo il silenzio è vero, ma al tempo stesso mi piace la musica, diciamo che odio il rumore, la caciara, il casino.
Ed anche nei confronti della luce posso dire di amare la luce naturale a totale scapito di quella artificiale, per cui la mattina o la sera, se non ho esigenze particolari, sfrutto il crepuscolo fino a che si può.

Ad esempio, mi alzo al mattino quando inizia a far chiaro, prendo la roba che ho preparato la sera e mi vesto con quel fioco chiarore che filtra dalle finestre, in fondo so benissimo a memoria dove infilare nutande, calzini, maglie e pantaloni, faccio scorrere il dito sulle cuciture per capire se gli indumenti sono dritti o a rovescio e qual è il senso corretto, poi vado a lavarmi e pettinarmi.


Anche qui, conosco la mia faccia a memoria, non ho bisogno di vedermi , mi pettino da decine di anni sempre allo stesso modo, con gli stessi gesti, (e qualcuno potrebbe dire che si vede), per cui non ho bisogno della luce.

Alla luce di quanto detto potrei passare per uno tirchio, che vuol risparmiare su tutto, eppure non è così, se dovessi definirmi economicamente non sono nè tirchio nè parsimonioso, non ho le mani bucate, (forse), ma sicuramente sono molto traspiranti in fatto di denaro e l'unico modo per riuscire a volte a risparmiare qualcosa è di guadagnare più di quello che riesco a spendere.

E' proprio questione di un modo di essere e di agire che è connaturato in me, con la mia natura e si scontra con chi invece ha bisogno di avere sempre un'illuminazione da stadio.
Amo il silenzio, la quiete, la tranquillità e la penombra in cui mi muovo e faccio le mie cose è parte di questo modo di essere, che scopro poi Matteo ha ereditato.

Giulia no, a Giulia ho sempre rimproverato di non avere il ditino per accendere le luci, ma non quello per spegnerle, invece , quando sono stato a casa di Matteo e della sua fidanzata, ci siamo a trovati io e lui a parlare con la luce delle finestre di un piovoso giorno di dicembre fino a che non è arrivata la fidanzata che ha acceso la luce "Ma cosa fate qui al buio? la mi' nonna dice al buio si fa solo l'amore".

azz... e invece li a me piace avere la luce accesa!!!

 
 
 

Ben arrivato 2014 (per favore non ci deludere)

Post n°1074 pubblicato il 01 Gennaio 2014 da el_desaparecido

Il primo giorno dell'anno è un tempo fuori del tempo.

Nell'antichità, quando il calcolo del tempo si basava sul ciclo lunare e le donne , con il loro ciclo mestruale, erano le sacerdotesse preferite della Dea, dopo 13 mesi di 28 giorni, c'era un giorno considerato sacro, che non apparteneva a nessuno.

Era il giorno in cui il Re veniva ucciso, più o meno metaforicamente, si eleggeva il muovo re e si ripartiva.

Anche oggi è così, questo è un giorno strano, silenzioso! Dopo i botti ed il fragore della notte, le strade ora  sono deserte, solo qua e là giacciono i relitti di una notte folle che ha voluto scacciare con il rumore dei botti l'atavica paura del tempo che passa e del futuro che incombe.

E così sono sospeso in questa mattina avvolto nel silenzio della mia casa con l'unica luce  a far chiaro sui tasti mentre fuori si stende un mare di tetti bianchi di brina.
Sono sospeso su questo nuovo anno, quaderno bianco ed intonso su cui iniziare a scrivere parole sempre nuove, per raccontare le stesse vecchie cose perchè la meraviglia è sempre negli occhi di chi guarda e spero di conservare, anche in questo nuovo anno, i miei occhi da bambino che vedono poco fuori, ma riescono a scorgere qualcosa dentro.

Poi, piano piano, mi lascerò andare come il saltatore che abbandona il sedile ed inizia a scivolare lungo il trampolino, veloce, sempre più veloce fino a tendere tutti i muscoli nel balzo.. ed un altro anno sarà passato.

Ma per questo ci vogliono 12 mesi da percorrere passo , passo e siamo a Gennaio.

Gennaio è il mese più freddo dell'anno, forse il mese peggiore, dopo le feste e le luminarie del Natale resta solo il grigio dei crepuscoli rapidi, il bianco del gelo.
Eppure già è germogliato il seme che spingerà il sole alto nel cielo che aprirà le porte alla primavera, come sempre si deve morire per poter rinascere ed il passaggio che abbiamo appena compiuto altro non è se non una piccola morte che perpetuiamo anno doipo anno... per imparare.

Imparare che nulla finisce, imparare che tutto ritorna e questa è più che una speranza.

Buon anno nuovo a tutti, addio 2013, benarrivato 2014, non ci deludere .

E per cominciare un piccolo gesto di solidarietà, cliccate il titolo del video qui sotto, andate sulla pagina Youtube, per ogni visualizzazione, verrà devoluto un centesimo.
Con un milione di visualizzazione sarà possibile aiutare i bambini minatori del Benin


 
 
 

26 Dicembre

Post n°1073 pubblicato il 26 Dicembre 2013 da el_desaparecido

55 anni fa , a quest'ora i miei occhi si erano aperti sul mondo. Occhi che non avrebebro mai visto bene, ma che sono stati sufficienti a farmi percorrere le vie del mondo costringendomi a guardare le cose con gli occhi iteriori.

Se dovessi fare un bilancio di questo preciso istante del mio transito terreno e dovessi condensare l'esame in una sola parola direi che sono sereno.

Stamattina, invogliato da un'aria mite e da un vento gentile che scostava le nubi sulla mia testa regalandomi un pozzo d'azzurro, ho fatto una lunga passeggiata riflettendo su me, su ci che c'è dietro di me e permettendomi di sognare la strada futura.

Se mi guardo dietro scopro di aver fatto tante cose, molte di cui sono orgoglioso, altre di cui lo sono meno, ma che comunque, mi rendo conto, sono state importanti per farmi arrivare qui.

Ho scoperto da tempo che la morte è qualcosa che riguarda chi rimane, non chi se ne va, ma per il mio tipo di sensibilità sento di non poter lasciare un lavoro senza averlo portato a termine, senza aver fatto il mio dovere e stamattina, grazie al cielo, posso sentirmi soddisfatto di ci che ho costruito fino ad ora, se dovessi fermarmi qui sento che il mio bilancio è positivo.

Mi sento sereno, che è qualcosa di diverso dall'essere felice, la serenità è un po' come un altipiano che ti tiene al sicuro da nebbia ed umidità, ti regala pioggia e sole e permette di ottenere raccolti che serviranno ad altri.
La felicità sono i momenti di vita che passano come un'acquazzone in un giorno afoso o come il mio pozzo di azzurro tra le nuvole di stamattina.

Non so se dopo le lacerazioni e gli sconquassi della decina tra i 40 ed i 50 ho raggiunto l'altra riva, so che ho ancora strada da fare e voglio farla, per il tempo che mi resta cercando di regalare serenità a chi incrocio sul cammino perchè la vita è bella comunque e vale la pena di essere vissuta