Arte, ultima frontiera: la webcam umanaCi sono artisti che si immedesimano così tanto con le loro opera al punto da diventare tutt’uno con esse. Ma non solo in senso figurato, anche fisicamente. Tra questi Wafaa Bilal, 45 anni, appassionato di tecnologia e docente di arte all'Università di New York. Fuggito negli USA dall’Iraq a soli 20 anni, Bilaal ha spesso rimpianto ciò che si è lasciato alle spalle, ma da vero artista è riuscito a trasformare questo suo disagio in una forma espressiva. Lo scorso 15 dicembre l'illustre accademico si è fatto impiantare nella nuca una videocamera: da allora l’apparecchio scatta una fotografia ogni minuto e la invia in tempo reale al sito www.3rdi.me. Il passato di Bilaal diventa così opera d’arte nel momento stesso in cui scorre. (Body painting: il corpo come tavolozza)La piccola videocamera è attaccata con 3 perni in titanio a una placca metallica posizionata qualche millimetro sotto la pelle della sua nuca. L’intervento, piuttosto doloroso perchè Bilaal ha rifiutato l’anestesia, è durato più di due ore. La cam è collegata tramite USB a un mini laptop che Wafaa porta sempre con sè. Un telefono cellulare con connessione 3G permette l’invio e la pubblicazione delle immagini in tempo reale sul web. Fonte: Focus.it
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Arte, ultima frontiera: la webcam umanaCi sono artisti che si immedesimano così tanto con le loro opera al punto da diventare tutt’uno con esse. Ma non solo in senso figurato, anche fisicamente. Tra questi Wafaa Bilal, 45 anni, appassionato di tecnologia e docente di arte all'Università di New York. Fuggito negli USA dall’Iraq a soli 20 anni, Bilaal ha spesso rimpianto ciò che si è lasciato alle spalle, ma da vero artista è riuscito a trasformare questo suo disagio in una forma espressiva. Lo scorso 15 dicembre l'illustre accademico si è fatto impiantare nella nuca una videocamera: da allora l’apparecchio scatta una fotografia ogni minuto e la invia in tempo reale al sito www.3rdi.me. Il passato di Bilaal diventa così opera d’arte nel momento stesso in cui scorre. (Body painting: il corpo come tavolozza)La piccola videocamera è attaccata con 3 perni in titanio a una placca metallica posizionata qualche millimetro sotto la pelle della sua nuca. L’intervento, piuttosto doloroso perchè Bilaal ha rifiutato l’anestesia, è durato più di due ore. La cam è collegata tramite USB a un mini laptop che Wafaa porta sempre con sè. Un telefono cellulare con connessione 3G permette l’invio e la pubblicazione delle immagini in tempo reale sul web. Fonte: Focus.it