Somewhere in time...

La nobile "arte" dell'insulto ( sarà?!?!)


Liang Shiqiu scrisse nel 1926 questo piccolo trattato, ora e per la prima volta in traduzione integrale in una lingua europea. "L'intento di questa breve trattazione, - come scrive l'autore, - è quello di offrire un generale aiuto a tutti coloro che vogliano trarre vantaggio in una disputa, illustrando in modo sintetico come sia possibile sviluppare la tecnica dell'invettiva nei suoi vari aspetti". Un libro che affonda le radici nella conoscenza disingannata della vita e nell'arte di stare al mondo di chi ne ha viste di tutti i colori. Una piccola perla dal tagliente sarcasmo, pressoché ignota al di fuori della Cina.
Commenti dei lettori:"L’insulto si fonda sul principio etico per cui ci si dovrebbe rendere conto se una persona meriti o meno di essere insultata. Per tale ragione si rifletta almeno un istante prima di insultare qualcuno. Questo è il principio generale. Parimenti, la consapevolezza del principio etico dell’insulto, rende necessario offrirgli spazio». Interessante libello che, con andatura tutt’altro che aggressiva ma ironicamente tagliente, condensa alcune antiche regole retoriche mescolate alla migliore filosofia taoista. Il risultato è godibilissimo e direi anche di pratica utilità!.""Potessi permetterlo, regalerei questo libro a tutta quella schiera di rozzi urloni e prepotenti che popolano la tv nostrana. Ne beneficerebbero tutti, spettatori compresi." (concordo!)«Senz’ombra di dubbio» - recita la quinta regola della Nobile arte dell’insulto - «l’esperto nell’insulto possiede un contegno pacato e composto. Il modo di comportarsi di chi appare serenamente distaccato dalle circostanze». Un trattatelo di arte marziale della parola che dovrebbero far studiare anche ai nostri uomini politici nostrani. Una settantina di pagine che fanno meditare (con un leggero sorriso sadico che aleggia sulle labbra). ***********Lessi questi libricino qualche tempo fa sinceramente incuriosita dall'unione paradossale dei tre vocaboli "nobile" "arte" "insulto". Apparentemente non c'entrano un fico l'uno con l'altro e può dare adito a incompresioni sul messaggio che in realtà voglia trasmettere questo manuale. Dopo una attenta lettura, e appurato che "la parola è più affilata della spada", ho capito la chiave ironica e provocatoria del titolo. Innazitutto non è nobile insultare (a ragione o a torto che sia), men che meno uno che non ha argomenti per controbattere. Quello è infierire con saccenza e meschinità. E' cattiveria e ignoranza pura. E' arte se intesa come "una presa per i fondelli" arguta e sagace, mai lesiva e mai scadente nel personale, ma giudicando il momento in sè. La verità detta ridendo si assorbe meglio in taluni casi ;)E l'insulto è un atto istintivo e incontrollabile, nasce il più delle volte da una situazione di stress e disagio emotivo, una ingiustizia subita, oppure a causa di una persona indisponente, di un fatto che ci fa andare il sangue al cervello togliendoci la razionalità e l'amor proprio. Tant'è che poi diciamo "scusa, ma io non sono così di solito". Agli insulti non c'è scusante e giustificazione che regga. La considero maleducazione bella e buona, un atteggiamento usato da chi non collega il cervello prima di dare fiato alla bocca, un essere gretti dentro che cozza contro l'apparente civiltà e istruzione raggiunta dall'uomo. E chi ha questo vizio oltre ad avere dei grossi problemi mentali nè ha (molti di più) a livello relazionale e sociale. Fateci caso.Kiss, Eva