Non si dovrebbero mai leggere le carte a noi stessi. Questo è ciò che ho sempre saputo. Quando leggiamo le carte a qualcuno non prevediamo il futuro, non esattamente, diciamo che apriamo una finestra su quella persona.La realtà è come una grande ragnatela con moltissimi fili e ogni essere è una goccia di rugiada su quella ragnatela. Una goccia che si sposta lungo i fili, che incontra altre gocce. Possiamo anche dover arrivare in un punto, ma le vie per arrivarci sono tantissime. Comunque. Leggendo le carte apriamo una finestra su questa ragnatela, sulla goccia di rugiada che è la persona a cui le stiamo facendo. Possiamo perciò vedere una parte dell'inconscio di questa persona, una parte dei fili che ha percorso, delle persone che ha incontrato e che hanno lasciato un'impronta su di lei, perchè ogni incontra lascia una traccia, la situazione in cui si trova ora e alcune delle scelte, dei fili che ha davanti e che può decidere di seguire.Quindi usando le carte come un mezzo, un catalizzatore vediamo all'interno.Però non possiamo fare lo stesso con noi stessi. Per vedere dentro quella finestra che si apre, la nostra finestra dovremmo essere fuori da noi stessi, vederci dall'esterno, completamente dall'esterno. E questo non è possibile.Una cosa però è saperlo, l'altra è sperimentarlo. Ho provato diverse volte a leggere le carte per me stessa, e ogni volta il risultato è stato sempre lo stesso. Niente. Quelle carte che di solito mi parlano, dentro le quali riesco a vedere, di cui conosco il linguaggio, se provo a farle a me diventano mute. Eì come se all'improvviso non fossi più in grado di leggerle. Come se d'un tratto le parole di un libro non mi si presentassero altro che come simboli senza alcun significato. Se provo a leggere le carte a me stessa esse parlano una lingua sconosciuta.
Leggere le carte
Non si dovrebbero mai leggere le carte a noi stessi. Questo è ciò che ho sempre saputo. Quando leggiamo le carte a qualcuno non prevediamo il futuro, non esattamente, diciamo che apriamo una finestra su quella persona.La realtà è come una grande ragnatela con moltissimi fili e ogni essere è una goccia di rugiada su quella ragnatela. Una goccia che si sposta lungo i fili, che incontra altre gocce. Possiamo anche dover arrivare in un punto, ma le vie per arrivarci sono tantissime. Comunque. Leggendo le carte apriamo una finestra su questa ragnatela, sulla goccia di rugiada che è la persona a cui le stiamo facendo. Possiamo perciò vedere una parte dell'inconscio di questa persona, una parte dei fili che ha percorso, delle persone che ha incontrato e che hanno lasciato un'impronta su di lei, perchè ogni incontra lascia una traccia, la situazione in cui si trova ora e alcune delle scelte, dei fili che ha davanti e che può decidere di seguire.Quindi usando le carte come un mezzo, un catalizzatore vediamo all'interno.Però non possiamo fare lo stesso con noi stessi. Per vedere dentro quella finestra che si apre, la nostra finestra dovremmo essere fuori da noi stessi, vederci dall'esterno, completamente dall'esterno. E questo non è possibile.Una cosa però è saperlo, l'altra è sperimentarlo. Ho provato diverse volte a leggere le carte per me stessa, e ogni volta il risultato è stato sempre lo stesso. Niente. Quelle carte che di solito mi parlano, dentro le quali riesco a vedere, di cui conosco il linguaggio, se provo a farle a me diventano mute. Eì come se all'improvviso non fossi più in grado di leggerle. Come se d'un tratto le parole di un libro non mi si presentassero altro che come simboli senza alcun significato. Se provo a leggere le carte a me stessa esse parlano una lingua sconosciuta.