Creato da scricciolo68lbr il 17/02/2007

Pensieri e parole...

Riflessioni, emozioni, musica, idee e sogni di un internauta alle prese con la vita... Porto con me sempre il mio quaderno degli appunti, mi fermo, scrivo, riprendo il cammino... verso la Luce

 

Messaggi di Luglio 2024

PERCHÈ IL MONDO È GOVERNATO DA RETTILIANI…

Post n°1885 pubblicato il 14 Luglio 2024 da scricciolo68lbr
 

Che il clima sia manipolato, credo sia una constatazione condivisa da molti, manipolato per scopi militari, cercando di rendere la ionosfera più ampia ed elettroconduttrice possibile. Le nuvole, e in genere i cumuli nuovlosi, sono di ostacolo alle trasmissioni radar dei satelliti militari. Le chemtrails a questo servono, potere controllare il clima e le precipitazioni, decidendo quando far piovere, quando mantenere un clima sereno, amplificare le precipitazioni, generandole di apposite a seconda degli scopi e via discorrendo.

Purtroppo oppure no, la manipolazione climatica, che si serve delle chemtrails come principale mezzo, fatta oramai da tutti gli stati, alcuni alla luce del sole, come l'Arabia Saudita ed altri come l'Italia, mantenendo un segreto, che oramai è divenuto il segreto di Pulcinella, visto che tutti, addetti ai lavori e non, ne parlano più o meno con cognizione di causa, dicevo appjnto che la geoigegneria, questo è il termine tecnico, comporta che il clima in quei luoghi sia particolarmente secco, con pochissima o assente percentuale di umidità, e le temperature particlarmente alte, vista l'assenza di copertura nuvolosa. E dire che d'estate ci sarebbero quelle nuvole cosiddette da bel tempo, con i classici acquazzoni estivi, il tutto parte della natura, ma cancellate dall'attività geoingegneristica.

Ora, mi domando: ma se il clima tenederà nei prossimi anni a diventare o mangenersi sempre così caldo, chi abiterà o potrà abitare questo pianeta nel futuro? Ve lo siete mai domandati? Si può passare tutti mesi estivi appicciati ad un ventilatore o un climatizzatore, senza potere mettere il naso fuori di casa? E queste persone, parlo dei piloti, sono consapevoli di tutto ciò? Non hanno famiglia, moglie, filgi? Ed infine non ultima per importanza, i capi oscuri che governano il mondo, chi sone, dei RETTILI, per vivere tranquillamente in un clima secco, caratterizzato da assenza di umidità, con elevate temperature?

"Il mondo è guidato da rettili malvagi, l'unico che si oppone è Putin".

Il mondo, qualcuno ha chiosato, è governato da "una cospirazione mondiale di rettili malvagi. L'unico che si oppone è Vladimir Putin". Parola dell'olandese Thierry Baudet, politico olandese di estrema destra, leader del Forum per la Democrazia (FvD, olandese: Forum voor Democratie) da quando lo ha fondato, nel 2016. Dal 2017 è membro della Camera dei Rappresentanti. È un politico controverso a causa delle sue opinioni e del suo uso di attacchi personali contro i suoi avversari. Un personaggio noto per le sue invettive contro migranti e musulmani, accusato più volte di razzismo, e non nuovo a teorie all'apparenza bizzarre, che poi peròmportano le persone a farsi domanda e a riflettere, teorie come quella secondo cui la pandemia da Co**d-19 è frutto di una macchinazione globale guidata da George Soros e Bill Gates, assieme a Big Pharma che ci ha messo la faccia ed apparati militari vari. Stavolta, però, Baudet si è superato.

"Sono un teorico della cospirazione - ha detto durante un'intervista rilasciata al sito americano Geopolitics and Empire - Credo che siamo governati da una cospirazione mondiale di RETTILI malvagi. L'unico che si oppone è Vladimir Putin. Sono un fan di Vladimir Putin. È il nostro cavaliere oscuro, il nostro eroe". Secondo Baudet, il presidente russo è l'ultimo baluardo contro l'imperialismo Usa: "Penso che vincerà Putin - ha proseguito, riferendosi al conflitto in Russo-Ucraino - Se vince, significherebbe la sconfitta del movimento globalista e dell'impero americano. Ecco perché trovo importante dirlo. Io sono l'unico che dice apertamente che Putin è un eroe e deve vincere. Dobbiamo fare tutto il possibile per sostenerlo".

La passione per Putin, a dirla tutta, non ha sorpreso più di tanto gli olandesi: già nel 2016, Baudet si era distinto per il suo sostegno al presidente russo, definito un "capo di Stato amico", e si era opposto al trattato di associazione tra l'Ucraina e l'Unione europea, altro oggetto privilegiato delle sue invettive da euroscettico.

A suscitare ampio dibattito è la visione 'rettiliana' del mondo, che deriva dalle teorie di David Icke, inglese, anch'esso autore di teorie particolari.

"Il punto di vista di Icke è che c'è una battaglia tra il bene e il male", spiega il professore di studi ebraici Bart Wallet a Nos. "Il male sono quei rettili che fingono di essere umani. Hanno ordito un grande complotto per prendere il controllo della politica, della scienza, delle banche e dell'economia. È, per non dire altro, una visione del mondo alternativa e molto curiosa, con lati molto pericolosi". Tra i lati pericolosi c'è l'antisemitismo: "Una delle dinastie più importanti tra quei rettili è la famiglia di banchieri ebrei Rothschild. Insieme a una cricca ebraica intorno a essa, si dice che siano pronti a governare il mondo. Si dice persino che la famiglia abbia causato l'Olocausto finanziando Hitler", spiega sempre Wallet. 

Del resto, il leader dell'estrema destra olandese, un tempo vicino a Giorgia Meloni (che lo invitò ad Atreju nel 2019) e oggi di fatto alleato della Lega Nord in Europa, ha più tempo a disposizione del solito. Il Parlamento olandese lo ha infatti sospeso dalla carica di deputato. La decisione è stata presa dopo che Baudet si è rifiutato di dichiarare il suo reddito e i suoi incarichi extra-parlamentari, in particolare quello di membro del consiglio di amministrazione di Amsterdam Media Group BV, che si occupa della "gestione di una casa editrice e di altre attività di gestione".

Baudet ha comunque rettificato la sua dichiarazione sui rettili, sostenendo che era una metafora: "Stavo parlando di una cospirazione dietro le quinte di globalisti, servizi segreti, psicopatici. Coloro che ci fanno questo sono disumani, rettili, macchine, insomma insensibili". Niente rettili, insomma.

Però la cospirazione sui malvagi che governerebbero il mondo, resta!

 
 
 

QUELLO CHE CI RACCONTANO NON È MAI LA VERITÀ!

Post n°1884 pubblicato il 14 Luglio 2024 da scricciolo68lbr
 

Ormai ho imparato una cosa, non credere più a quello che quotidiani e media mainstream ci raccontano. Vi domandate il perchè? Un esempio a caso. Sono anni che ci bombardano i maroni con il fatto che la produzione della carta è il motivo e la causa principale del disboscamento e della distruzione delle grandi foreste equatoriali.

Penso che inizialmente ci abbiamo creduto tutti e da quel momento, ciascuno nel proprio piccolo è divenuto più ecologista e risparmiatore di carta. I giornali? Nooo... meglio la versione digitale. Le riviste? Nooo... meglio il formato digitale... e potrei seguitare all'infinito.

Adesso vorrebbero eleiminare anche il contante! Pensate voi!

Morale della favola? In Italia nessuno legge più, neppure un libro all'anno, figuriamoci quotidiani o riviiste, che in parte almeno ultimamente, è diventato pure utile sotto un altro punto di vista, evitare di farsi imdottrinare dalle baggianate che scrivono oramai i quotidiani.

E le foreste come stanno? Malissimo... continuano a diminuire sempre più, nonostante gli sforzi delle persone. Ecco, in poche righe ho svelato i trucchi che le èlite che governano il mondo, adottano sistematicamente per manipolare e sottomettere il genere umano, gli individui, i goym, bestie parlanti, così come le famiglie sioniste padroni del mondo, amano definire in maniera disoregiativa, tutti coloro che non sono loro.

Loro che con l'ebraismo nulla c'entrano, che lo hanno abbracciato solo di recente, per ammantarsi della pietà e del rispetto che il momdo deve al popolo ebreo, vittima del genocidio. Ma questa è un'altra storia...

 

 
 
 

RIVOLUZIONANO IL NOSTRO VOCABOLARIO E IN TANTI, ABBOCCANO!

Post n°1883 pubblicato il 14 Luglio 2024 da scricciolo68lbr
 

Ogni giorno cambiano un significato ad un termine, tanto per testare la loro capacità di manipolare menti ed individui, e in molti ci cascano.

Un esempio? Lo hanno fatto con il termine complottista, che adesso significa tutt'altra cosa rispetto al significato originario. Eppure il suo significato è chiarissimo: complottista è colui che i complotti li vede e li smaschera.

Adesso tentano di nuovo di farlo con il termine patriarcato.

L’origine della società patriarcale non è ancora del tutto chiara, ma si pensa che abbia avuto origine durante la rivoluzione agricola, ovvero circa 4000 anni fa.

significati vengono cambiati senza farsi problemi, pur di adattarsi agli slogan di cui vogliono servirsi per modificare menti, individui e società. Ed allora “patriarcale” viene utilizzato come termine peggiorativo di “maschilista”. Dispregiativo del sesso maschile, tanto per portare avanti la loro agenda LGBTQ, con lo scopo neppure tanto vekato di cancellare la natura, i sessi maschile e femminile e creare un non sesso, il gender fluid! Per incidere più profondamente nella mentalità collettiva.

I più non dimenticheranno che la società patriarcale era quella dove, in famiglia, erano le "donne" a decidere e a reggere la famiglia. Ed il patriarca non era assolutamente il padre padrone violento, ma il "vecchio" capofamiglia, a cui si doveva rispetto. Che non consiste nel definirlo anziano invece di vecchio, ma nell’accettarlo nel suo inevitabile declino. Nell’ascoltare la sua "saggezza", basata sull’esperienza, anche se le mani tremano, anche si sporca quando mangia, oppure non sente quasi più e la memoria si indebolisce.

Famiglia patriarcale era quella in cui i vecchi potevano "crepare" nel proprio letto, e non parcheggiati e dimenticati in qualche Rsa, perchè ritenuti e considerati un peso. E i diritti delle donne? Qui si vede come l’imbecillità dei politicamente corretto sia dovuta non a carenze di intelligenza ma a crassa ignoranza. Perché costoro, ignorank la libertà sessuale che si erano conquistate le "mondine", accompagnata da una forte coscienza sociale. Ignorano i “matrimoni di prova” nelle campagne, dove ragazzine si sceglievano liberamente un compagno e lo “provavano” per il tempo necessario a capire se avrebbe funzionato anche in futuro. E solo a quel punto il matrimonio si faceva con le carte e con il prete.

Ma quella società patriarcale non aveva falsi pudori, non si scandalizzava per una cosa normale e fisiologica come il sesso. In compenso era una società che non tollerava torme di ragazzini nullafacenti impegnati ad assalire i vecchi indifesi. Ed anche i delinquenti erano più seri.

Ora, invece, in nome del cambiamento del significato, le violenze contro gli anziani (grande conquista, il nuovo termine.) servono solo per individuare nuovi capitoli di spesa per aiutare i più fragili. Le anziane vittime? Macché! I fragili, per i politicamente corretti, sono i giovani teppisti che, in 10 contro 1, picchiano una donna di 80 anni, per derubarla della borsetta.

Ma ora Farinetti, sì proprio quello che invita a dimezzare i pasti per poter pagare il doppio i prodotti alimentari che lui vende, ha deciso che “naturale” è un termine fascista. Inizia la nuova guerra contro tutto ciò che ha a che fare con la natura. E non è una guerra di poco conto se si pensa, ad esempio, che naturale è il vino fatto con l’uva, il formaggio a base di latte, il cioccolato realizzato con il cacao.

E che vorrebbero farci credere che la natura sia così arretrata da aver previsto solo maschi e femmine, senza infinite variazioni sul tema.

No, grazie!

 

 
 
 

IL PROBLEMA DELLA CENSURA.

Post n°1882 pubblicato il 13 Luglio 2024 da scricciolo68lbr

È facile interpretare le recenti iniziative governative dell’UE contro le false notizie come un’operazione di “creazione di un consenso popolare” attraverso la manipolazione delle menti, che consenta l’abolizione di qualsivoglia reazione alla censura della Rete e della libertà di espressione dei comuni cittadini. È davvero così? Può anche darsi si… che l’intento sia davvero questo. Purtroppo il problema delle false notizie non sono un problema soltanto di Internet in generale, poiché spesso e volentieri i principali disseminatori di “false notizie” sono proprio i media mainstream, e le testate giornalistiche regolarmente registrate, asservite al potere precostituito. Dovrebbero tutti, quindi anche loro, attenersi alle norme sulla stampa e alla deontologia professionale, che include la diligente verifica delle fonti e dei fatti: quello che adesso si chiama pomposamente fact-checking.

 

 

Certo, un post di un utente comune, con una foto falsa, può fare trecentomila condivisioni, ma è nulla in confronto ai milioni di telespettatori di un servile “dibattito” televisivo sul fatto del giorno, oppure rispetto alla tiratura quotidiana di un giornale o infine, alle visite al sito Web di una testata giornalistica. Per fare un esempio, il Daily Mail britannico, fabbrica incessante di bufale mediche e di false notizie razziste, alle quali il giornalismo in lingua italiana si abbevera costantemente, tira un milione e mezzo in media di copie giornaliere, che vengono lette da sei milioni e mezzo di persone, e quattordici milioni di visitatori giornalieri tramite PC.

 

 

Rispetto alla potenza di fuoco di testate come queste, una condivisione di un cittadino comune sui social è una goccia nel mare. In altre parole, se qualcuno pensa e vuole far credere alla pubblica opinione, che il problema delle false notizie sia colpa dei singoli cittadini e che la soluzione sia porre un bavaglio e rimettere la comunicazione unicamente in mano alle testate giornalistiche registrate, sta sbagliando di grosso.

 

Faccio un piccolo esempio di questo concetto prendendo un caso sul quale vado a colpo sicuro e al riparo da ogni dubbio sulla mia competenza sulla materia trattata.

 

Russia, le sanzioni non funzionano: lo conferma uno studio finlandese. Nel corpo di questi ultimi anni testo questo è stato affermato dalle maggiori, se non totalità, delle testate giornalistiche europee. In questo vecchio articolo invece, l’anonimo autore riporta che il quotidiano Manager magazine ha citato uno studio dell’organizzazione finlandese Crea (Centre for Research on Energy and Clean Air) nel quale vengono sottolineati gli enormi guadagni fatti dalla Russia in questi mesi vendendo – principalmente a noi – le sue materie prime, ma non solo, anche a Cina, India. In questi anni il governo russo avrebbe incassato moltissimi miliardi di euro a fronte di un costo della guerra di circa 100 miliardi di euro (le stime sono sempre di Crea).

Fin qui quasi tutto bene, anche se l’articolo non è dello Spiegel bensì di Manager magazine. Comunque anche altre testate hanno scritto articoli simili, vedasi Panorama. Nel suo articolo, il settimanale scrive come a due anni dall’invasione russa dell’ucraina e dall’applicazione di pesanti sanzioni nei confronti di Mosca è lecito chiedersi come mai questi provvedimenti non funzionino come previsto. Nella classifica dei Paesi più sanzionati al mondo il podio è infatti riservato proprio alla Russia, dietro la quale ci sono Siria, Corea del Nord e Iran. La memoria digitale del web ritrova facilmente titoli e dichiarazioni fatte nel momento della loro applicazione, come quella di Biden: “Il rublo è stato quasi immediatamente ridotto in macerie, l’economia russa è sulla buona strada per essere dimezzata”. Il ministro delle Finanze francese Bruno Le Maire prevedeva “il collasso dell’economia russa”. Certo, Il 2024 sarà un esame severo per il sistema economico russo dopo due anni (2022 e 2023) salvati grazie alle riserve accumulate prima della guerra e alle entrate extra ottenute all’inizio dell’invasione con lo shock sul mercato internazionale del gas e del petrolio provocati dall’offensiva. Eppure, il Financial Time, in un recente articolo, osserva che nel 2023 la Russia è cresciuta più velocemente di tutte le economie del G7 e il Fondo monetario internazionale prevede che ciò accadrà anche nel 2024. Quindi non soltanto l’economia russa non è crollata, ma sta crescendo a un ritmo costante, ovvero del 2,6% nel 2023, rispetto allo 0,8% della Francia, allo 0,5% della Gran Bretagna, allo 0,1 italiano e soprattutto nei confronti del –0,3% tedesco. L'errore principale degli esperti e dei politici occidentali è stato quello di inventare favole secondo cui l'intera economia russa è gestita dallo Stato; le sanzioni sono state applicate partendo dal presupposto che si trattasse di un’economia statale, non flessibile e quindi destinata a crollare rapidamente, mentre invece è in gran parte un’economia di mercato. Nonostante internet abbia reso il mondo più piccolo e interconnesso, la geografia insegna che in realtà è ancora abbastanza grande per garantire a Putin abbastanza clienti per ciò che vende, principalmente petrolio e gas, merci che nessuna nazione che non li abbia nel proprio sottosuolo può fare a meno di acquistare. Tanto che, tra agosto e ottobre 2023, la Russia rappresentava ancora il 12% delle importazioni di gas naturale dell’Unione e oltre il 20% delle importazioni di fertilizzanti. E ad oggi risulta che le importazioni dei Paesi Ue di Gas naturale liquefatto siano russe. A parte noi italiani, che siamo stati capaci di distruggere tre miliardi di export verso Mosca grazie a sanzioni precedenti alla guerra, ben poche nazioni possono quindi fare a meno di ciò che Putin vende. Le aziende private russe hanno trovato il modo di sopravvivere nonostante le sanzioni creando nuovi canali di vendita e catene d’approvvigionamento alternative. Inoltre, se la Russia non cresce di più è, semmai, a causa dell'incapacità di trovare lavoratori, non a caso la disoccupazione è al 2,4% anche a causa della mobilitazione militare e dell'esodo di russi e immigrati a causa della guerra, non a caso la manodopera è spesso irachena, iraniana, pachistana e cinese. Un altro motivo è l’inflazione con gli alti tassi di interesse delle banche centrali, fino al 16%. Il secondo grande limite all’efficacia delle sanzioni è il fatto che la Russia ha un forte alleato commerciale nella Cina, il secondo paese più potente del mondo e il principale rivale geopolitico degli Stati Uniti. Seppure Pechino non abbia ancora fornito armi letali ai russi per ovvie ragioni strategiche, il regime vuole assolutamente evitare uno scenario in cui lo Stato russo sia sconfitto, ma certo approfitterebbero del suo indebolimento a livello commerciale, come già avviene. Dall’inizio della guerra, le esportazioni cinesi verso la Russia sono cresciute del 40% e quelle russe verso i paesi vicini sono aumentate ancora di più il 63% in più di beni e servizi viene venduto al Kazakistan e le esportazioni verso Bielorussia e Georgia sono più che raddoppiate. Poco dopo l’inizio dell’invasione russa il valore totale delle merci vendute a Kirghizistan, Armenia, Georgia e Kazakistan è quasi triplicato. Quanto agli acquisti russi, i cittadini vogliono ancora determinati prodotti e sono disposti a pagarli in valuta forte, che nonostante sia il rublo è più robusto di quelle locali di chi i prodotti li vende, quindi, i venditori trovano un modo per aggirare le sanzioni. Ma mentre questa mitigazione delle sanzioni è molto efficace, quella occidentale lo è meno, soprattutto per le esportazioni, e la politica fin qui applicata ha danneggiato non soltanto l’Unione europea, ma anche la Gran Bretagna. Una situazione pessima per l’Europa politica: costretta a sostenere Kiev per non giocarsi la credibilità, ma incapace di rinunciare ai beni di Mosca.

Alla luce di queste considerazioni, non mi si venga a raccontare quindi, che il problema delle false notizie sia solo un problema di Internet o dei social network, escludendo media e testate mainstream, è un discorso che non regge.

 
 
 

MARK… QUANTA CONFUSIONE…

Post n°1881 pubblicato il 11 Luglio 2024 da scricciolo68lbr

La reazione è arrivata e questo è un buon segno. Le solite malelingue alle quali noi non vogliamo credere, raccontano di come siano quelli come lui, a voler depopolare il mondo, utilizzando qualsiasi mezzo, lecito e non, ma non è questo l’argomento del post, magari un’altra volta. E così Mark Zuckerberg dall’alto del suo yacht dorato, sentenzia: “Via da Facebook e Instagram i post che usano la parola sionista in modo spregiativo”. 

Come al solito Zuck fa un po’ di confusione e in quella sua testolina, purtroppo di confusione deve essercene molta. La decisione dicevo arriva direttamente da Mark Zuckerberg. Meta ha ha deciso che rimuoverà da Facebook e Instagram i post che usano il termine sionista se utilizzato insieme a metafore antisemite. La decisione arriva a seguito di una indagine, commissionata da Meta, durata mesi su come il termine è stato storicamente utilizzato e su come viene usato attualmente sui social media, in particolare nello sfondo della guerra a Gaza.

Non è il termine in sè che viene adoperato in maniera spregevole, a me pare di capire, per quel poco che ho letto. La sua razza è quella sionista, khazara, ashkenazita… e temo lui non possa farci nulla, neppure negandola, quella resta la sua appartenenza. Poi che le persone insultino determinate persone, spero circoscrivendone situazioni e fatti, e tenendo fuori il popolo ebraico, è un altro dato di fatto: sono due razze differenti, e anche su questo sfido chiunque ad affermare il contrario. Zuckerberg e molti della sua razza, si sono macchiati in questi anni di storia così caotici, di gravi reati e meno gravi. A febbraio 2024 i senatori americani sferrarono un durissimo attacco verso gli amministratori delegati di Meta (Facebook, Instagram), X, TikTok, Snap e Discord torchiandoli in un’audizione alla commissione giustizia sui rischi delle piattaforme social per i bambini e gli adolescenti, che si è svolta mercoledì 31 gennaio 2024. «I vostri prodotti uccidono», «avete le mani sporche di sangue», «Stanno distruggendo vite umane e minacciando la democrazia. Queste aziende vanno domate e il peggio deve ancora venire», hanno detto i politici Usa. Il fondatore di Meta Mark Zuckerberg si è scusato pubblicamente con le famiglie presenti all'audizione in Senato in cui si è discusso dei danni provocati dalle piattaforme social sui minorenni. "Mi dispiace - ha dichiarato, imbarazzato - per tutto quello che avete dovuto passare", mentre lui e i suoi fact cecker, pensavano a censurare le verità sui sieri magici, anche questo ammesso direttamente da Zuck, su richiesta diretta dell’amministrazione di Washington. 

Scrive Meta sul suo blog: “Abbiamo stabilito che le attuali linee guida non affrontano in modo sufficiente i modi in cui le persone usano il termine sionista online e offline. In futuro, rimuoveremo i contenuti che attaccano i sionisti quando non riguardano esplicitamente il movimento politico, ma utilizzano invece stereotipi antisemiti o minacciano altri tipi di danni. Questo è secondo me un criterio troppo generico, che apre la strada ad una nuova ondata di censura, immotivata. Credo, dovrà prepararsi ad essere citato in giudizio ancora molte volte, questa però è solo la mia impressione. Meta continua: “La parola a volte è usata come un sostituto per le parole ebreo o israeliano, in particolare in una connotazione negativa”.

Per arrivare a questa decisione Meta ha interpellato più di 145 storici, gruppi per i diritti civili, esperti legali e di diritti umani e sostenitori della libertà di parola provenienti da tutto il mondo per giungere alla sua decisione. Per il colosso americano, l’uso del termine sionista potrebbe violare i termini se inserito in relazione ad affermazioni antisemite sugli ebrei che governano il mondo, parallelismi che tracciano paragoni tra ebrei e animali, inviti a danneggiare o a negare la loro esistenza.

Bravo Zuck. Quando un antisemita afferma di essere anti sionista, e di non avercela con gli ebrei, mente spudoratamente. Si sa da tempo. Il sionismo è la radice da estirpare dell’ebraismo, è il centro dell’anima. Fortunatamente non tutti gli ebrei sono sionisti, il popolo ebraico è un popolo come un a,tro, mentre i sionisti si sono appropriati di ciò che non è loro, avendo aderito all’ebraismo, ma essendo di origini non ebraiche. 

 
 
 

SMETTETE DI DELEGARE LA VITA ED IL FUTURO DEI VOSTRI FIGLI A QUESTI SQUALLIDI INDIVIDUI!

Post n°1880 pubblicato il 08 Luglio 2024 da scricciolo68lbr

Nei Paesi privi di obblighi, i dati raccolti su quanti bimbi si ammalano, sul numero dei bimbi che contraggono il morbillo e sui decessi, sono nettamente migliori rispetto ai nostri dati, Paese in cui sussiste l'obbligo, secondo un'ampia letteratura scientifica. Come possono negare l'evidenza ed ostinarsi?

IL METODO È SEMPRE LO STESSO: DITE NO E NON ISCRIVETE I BIMBI ALL'ASILO. AVETE ANCORA FIDUCIA NELLA LORENZIN?

Davvero credevate alle bugie dal naso lungo e dalle gambe corte del senatore Borghi? Non avete compreso che si tratta del solito giochino maggioranza ed opposizione all'interno della nedesima coalizione, al fine di non perdere voti? Non vi rendete infine, ancora conto che non c'è più in Parlamento nessun partito politico degno di attenzione da parte degli elettori italiani? Sono tutti corrotti, tutti al soldo di Big Pharma!

Cari genitori i figli sono i vostri, difendeveli da soli, con un Grandissimo NO!,!

"Inammissibile". Nessuna discussione sull'emendamento per lo stop ai vaccini obbligatori

L'emendamento presentato dal senatore Claudio Borghi per la sospensione dell'obbligatorietà delle 12 vaccinazioni obbligatorie per i bambini, non verrà discussiono in Commissione al Senato. L'Italia resta l'unico Paese al mondo in chi vige un simile obbligo!

E così secondo fonti parlamentari interpellate dall'Adnkronos, l'emendamento della Lega, a firma di Claudio Borghi, per lo stop alle 12 vaccinazioni obbligatorie, non verrà discusso.

Le stesse fonti rendono noto che il tema dei vaccini sarà valutato "inammissibile" per estraneità al decreto sulle liste d'attesa, decreto in discussione in Commissione Affari sociali di Palazzo Madama. La decisione, con lo stop al ritorno alla norma sui vaccini precedente alla legge Lorenzin, verrà presa martedì prossimo, nel pomeriggio, a Palazzo Madama.

Solite malelingue, alle quali non vogliamo credere, dicono che l'emendamento di Borghi non ha trovato accoglimento totale nei partiti del centrodestra. Dal partito di Matteo Salvini, hanno reso noto fonti parlamentari interpellate dalle agenzie, non ci sono state indicazioni di voto sull'emendamento. Come accaduto altre volte su temi sensibili, nella Lega si è lasciata la libertà di scelta ed è stato lo stesso Borghi a sttolinearlo, aggiungendo e precisando che l'emendamento sia esclusivamente "farina del suo sacco".

Rispondendo alle critiche piovute dopo aver reso noto il suo emendamento, il senatore Borghi ha dichiarato: "Non è una proposta No vax e non è 'follia antiscientificà o 'ritorno al Medioevò anzi, è adeguarsi alle migliori pratiche internazionali. Ho letto commenti vergognosi alla mia proposta di legge sull'abolizione della legge Lorenzin, legge che impone l'obbligo di 12 vaccini per iscriversi all'asilo. Ma se fosse una proposta no vax avrei proposto l'abolizione dei vaccini, mentre io propongo di abolire l'obbligo vaccinale che, secondo una ampia letteratura scientifica, porta al rifiuto del vaccino". Ed ha aggiunto Borghi, "a chi definisce questa mia idea come follia antiscientifica dico che solo noi e la Francia in Europa abbiamo l'obbligo vaccinale, ma negli altri Paesi le cose vanno meglio".

 

Da Forza Italia, Maurizio Gasparri intervistato dal Tg3 ha dichiarato: "Non cediamo alle suggestioni No vax. I vaccini sono utili. Affidiamoci alla scienza, sia per i bambini che per tutta la popolazione. Questo pensa Forza Italia". Ricordiamoci di questa affermazione in futuro.

 

Il presidente di Noi Moderati, Maurizio Lupi, ha aggiunto: "Lo stop all’obbligo vaccinale per i bambini è una sciocchezza scientifica . Ed è da irresponsabili da un punto di vista politico. La salute dei bambini non può essere messa in discussione per un pugno di voti o per rincorrere i no-vax". Anche questa affermazione va riportata sul libretto degli appunti.

 
 
 

AI MASSIMI LIVELLI SERPEGGIA LA VOGLIA DI FARLA FINITA.

Post n°1879 pubblicato il 08 Luglio 2024 da scricciolo68lbr

Ai piani alti c'è voglia di suicidio? Questo sembrerebbe risultare dalla serie di suicidi eccellenti, di cui in molti casi nulla si è venuto a sapere circa l'esito degli esami autoptici.

Che sia una nuova moda? Un virus? 

 

03 marzo 2023

Senato, morto senatore Dem Bruno Astorre a Palazzo Cenci. La Procura apre fascicolo per istigazione al suicidio.

Il presidente del Senato La Russa: «Notizia terribile». La segretaria del Pd Schlein: «sconvolti e addolorati».

Il senatore del Pd Bruno Astorre è stato trovato morto in uno degli uffici del Senato a palazzo Cenci. Aveva 59 anni. La Procura di Roma ha avviato, come atto dovuto, un fascicolo di indagine. Il procedimento, come avviene in questi casi, è rubricato come istigazione al suicidio. Secondo quanto si apprende dopo il sopralluogo la Procura, esaminate le risultanze dell’atto istruttorio, valuterà se disporre l’autopsia. L’esame autoptico viene comunque preceduto da una prima verifica sul posto del medico legale.

Sono in corso i rilievi della scientifica all’interno del palazzo. All’esterno - in piazza Sant’Eustachio, a pochi metri dall’ingresso principale di Palazzo Madama - si sono radunati parlamentari e consiglieri comunali. Numerosi gli esponenti del Pd romano così come senatori e deputati che lo conoscevano, oltre a giornalisti e fotografi e alcuni passanti.

Il 6 marzo doveva essere effettuata l’autopsia. Sono trascorsi più di tre mesi dalla morte di Astorre e ad oggi ancora non si è capito cosa è accaduto. L'autopsia è stata fatta ma i risultati non sono stati diramati. Testimoni del presunto suicidio non risultano esserci.

Il silenzio dei media al riguardo è assordante.

 

 

venerdì 24 maggio 2024

Franco Anelli morto suicida, la ricostruzione delle ultime ore del rettore

Milano, la serata con la compagna e il messaggio ad alcuni amici prima di lanciarsi nel vuoto: “Game over”. Lunedì messe nei campus. Disposto il lutto e la sospensione delle attività accademiche nel giorno dei funerali. Mentre colleghi, amici e conoscenti si interrogano sulla tragica scomparsa di Franco Anelli, rettore dell'Università Cattolica morto suicida a 61 anni, gli inquirenti stanno cercando di fare luce sui motivi che possono aver indotto il giurista a lanciarsi dal sesto piano della sua abitazione, in centro a Milano. Tragico epilogo di una serata costellata di particolari ora al vaglio degli investigatori: in primis l’sms inviato agli amici: “Game over”, prima di lanciarsi nel vuoto. Ed è da questo punto che partono gli accertamenti per capire cosa sia successo nella notte tra giovedì 23 e venerdì 24 maggio, quando, dopo aver risposto ad alcune telefonate, il rettore ha inviato il sibillino messaggio e si è lanciato dal sesto piano. 

La ricostruzione delle ultime ore

Sono le ore 20 quando Franco Anelli e la compagna rientrano nell’abitazione su due livelli di via Illica. Bevono qualcosa insieme, poi Anelli risponde ad alcune telefonate e si sposta secondo piano, mentre la donna resta al primo. Dopo qualche minuto, la donna sale al piano superiore. Ma è già successo l’irreparabile: Anelli non è più lì. In un primo momento non si preoccupa, pensa che magari sia uscito dall’altra porta, dimenticando di avvisarla. Poi la chiamata al cellulare del rettore, che squilla a vuoto e l’ansia che sale. Fino alla tragica scoperta quando arriva il 112, chiamato da un vicino.

La procura apre un fascicolo

L’ispezione del medico legale accerta subito che si è trattato di un gesto volontario. Sul corpo del rettore non vengono riscontrati segni compatibili con l’intervento di altre persone. Ma la procura decide ugualmente di aprire un fascicolo per ipotesi, solo tecniche, di istigazione al suicidio o omicidio colposo, per condurre gli esami autoptici e completare gli accertamenti, che si focalizzeranno su pc e smartphone del rettore. Anelli non ha lasciato alcun testo scritto per spiegare il suo gesto. E tanto meno emergono piste alternative a quella dei motivi personali: sembra che il rettore non avesse problemi di salute e nemmeno professionali. Anche la prossima scadenza del suo mandato non era per lui motivo di preoccupazione.

Lutto in ateneo nel giorno dei funerali

La scomparsa di Anelli ha lasciato sgomento non solo il mondo accademico e i suoi studenti, ma anche chi lo aveva conosciuto e apprezzato in questi anni per il suo lavoro e per il carattere gentile e riservato. Lunedì tutte le celebrazioni eucaristiche previste nei diversi campus dell'Università Cattolica si terranno in suffragio di Anelli. Nella sede di Milano, la messa delle 12.30 sarà celebrata nell'aula magna di Largo Gemelli 1, per consentire una più ampia partecipazione. In occasione del funerale di Anelli, la cui data è in corso di definizione, sarà proclamata una giornata di lutto. Quel giorno saranno sospese tutte le attività didattiche, accademiche e istituzionali, mentre sarà garantita l'apertura delle sedi e dei campus. Le notizie relative a tempi e modi delle esequie, viene spiegato in una comunicazione inviata agli studenti dalla Cattolica, saranno comunicate non appena possibile. “Nel frattempo –  si legge nella nota –  l'intera comunità universitaria si stringe nel cordoglio e nella preghiera, in memoria del rettore e con la volontà di affrontare nella speranza uno dei momenti più drammatici della storia dell'ateneo”.

 

29 maggio 2024

La morte di Angelo Onorato, la famiglia: "Se non è stato ucciso, qualcuno l'ha spinto a farla finita".

Mentre gli elementi raccolti finora dalla Procura portano tutti verso il suicidio, i parenti del marito dell'eurodeputata Francesca Donato restano convinti che l'imprenditore non abbia potuto compiere un gesto simile. Indicano un contesto di non meglio precisate minacce e preoccupazioni, senza nomi e moventi chiari. Domani i funerali in Cattedrale.

La famiglia dell'imprenditore Angelo Onorato, trovato senza vita con una fascetta stretta al collo nel suo Suv, lungo la bretella di viale Regione Siciliana sabato pomeriggio, non crede all'ipotesi che, giorno dopo giorno, prende invece sempre più corpo, cioè quella del suicidio. Per la moglie, l'eurodeputata Francesca Donato, che si è affidata all'avvocato Vincenzo Lo Re, l'uomo non può essersi ucciso. E se non è stato un omicidio, la pista - secondo i parenti - potrebbe essere quella di un'istigazione al suicidio: Onorato sarebbe stato quindi comunque spinto da qualcuno a togliersi la vita, gesto che altrimenti non avrebbe avuto motivo di compiere.

Ad alimentare questa tesi non sono però elementi chiari e nitidi, ma piuttosto un contesto di preoccupazioni che l'imprenditore avrebbe avuto, legate a non meglio precisate minacce. La famiglia non è in grado di indicare nessuno nello specifico come ipotetico responsabile (ma si scarterebbe comunque la pista della criminalità organizzata) e neppure di definire meglio un movente, ma vuole che - senza speculazioni su una tragedia - vengano fatti tutti gli accertamenti per arrivare ad una risposta certa su un gesto apparentemente inspiegabile. 

Gli elementi raccolti finora dal procuratore Maurizio De Lucia e dall'aggiunto Ennio Petrigni, che coordinano le indagini della squadra mobile, vanno però in una direzione diversa rispetto a quella indicata dalla famiglia. Le telecamere vicine al luogo in cui è stato ritrovato il cadavere di Onorato, negli orari compatibili con un ipotetico omicidio, non hanno ripreso nessun mezzo accostarsi al suo né tantomeno persone allontanarsi a piedi. Come è emerso poi dall'autopsia, non ci sarebbe alcun segno di violenza sul corpo di Onorato né di resistenza e, obiettivamente, è difficile pensare che - se si è trattato di un'aggressione - l'imprenditore si sia lasciato stringere una fascetta al collo e strangolare senza provare a difendersi per semplice istinto di sopravvivenza. Si attende comunque l'esito degli esami tossicologici e anche quelli sulla stessa fascetta per verificare le impronte e le tracce di dna. C'è poi la lettera di cui si è tanto parlato, consegnata qualche mese fa a un avvocato da Onorato, ma che conterrebbe soltanto manifestazioni di amore per la moglie. Senza riferimenti ad altre persone.

"L’espletamento dell’esame autoptico - precisa in una nota l'avvocato Lo Re - non rappresenta una conclusione delle indagini che certamente dovrà tenere conto di diversi elementi non ancora chiariti. I primi dati emersi non consentono di orientare in maniera decisa l’indagine”.  

Ciò che è comune alle due ipotesi, quella degli inquirenti e quella della famiglia, è al momento la mancanza di un movente: se l'imprenditore è stato ucciso, perché? Se si è tolto la vita, perché? La Procura tende ad escludere comunque la pista economica perché le aziende di Onorato sarebbero state sane e non sarebbero stati evidenziati gravi problemi legati a debiti o crediti. Si stanno vagliando telefonate e contatti dell'uomo prima di morire, ma finora non sarebbe emerso nulla di decisivo per le indagini. Intanto, dopo l'autopsia, la salma è stata restituita alla famiglia e domani a mezzogiorno in Cattedrale si terranno i funerali.

 

 

02 giugno 2024

Stefano Bontempelli si è tolto la vita nella sua casa a Mestre: il manager lavorava nel private equity.

L’uomo, 53 anni, aveva problemi di salute. Lascia la moglie e due figlie piccole. Lavorava nel settore del private equity come managing director di Neuberger Berman e  co-founder di Nb Renaissance.

Stefano Bontempelli si è tolto la vita a soli 53 anni. Il manager veneto del settore del private equity ha compiuto il gesto estremo mentre si trovava nella sua abitazione in via Filiasi, a Mestre. La notizia è stata appresa con sgomento dai colleghi di Neuberger Berman, la società di investimento privata dove Bontempelli rivestiva il ruolo di managing director, e anche negli uffici milanesi di Nb Renaissance, dove Bontempelli era co-founder e senior partner. Il manager, che sedeva anche nel consiglio di amministrazione della startup italiana Bending Spoons (quella che lanciò durante la pandemia l’app Immuni), lascia la moglie Patrizia Pol e due figlie. 

Il gesto estremo avvenuto il 2 giugno

Secondo quanto riportato da vari media, tra cui il Gazzettino, che hanno sentito i colleghi di Bontempelli, di recente il manager aveva manifestato problemi di salute e per questo non era più andato in ufficio. L’uomo ha posto fine alla sua vita intorno a mezzogiorno di martedì 2 luglio, ma la notizia è stata resa nota dai colleghi solo nella serata del giorno dopo. La conferma ufficiale è poi arrivata il 4 luglio, quando il team di Nb Renaissance e Neuberger Berman ha comunicato con una nota «la prematura ed inaspettata scomparsa di Stefano Bontempelli». I colleghi hanno voluto ricordare il manager come una persona «dalle grandi doti umane e professionali, stimato e apprezzato dal team Nb Renaissance, dai suoi partner internazionali e dalla business community. Una mente lucida e lungimirante», si legge ancora nella nota, «un grande motivatore, sempre disponibile al confronto e pronto con entusiasmo alle sfide professionali e personali, una persona generosa che lascia un vuoto profondo nella nostra community». Molti i necrologi apparsi il 5 luglio sul Corriere da parte di amici, ma anche del mondo della finanza: da Goldman Sachs a Jp Morgan, da Barclays a Gaetano Miccichè, presidente della divisione Imi del gruppo Intesa Sanpaolo.

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La carriera di Bontempelli

Stefano Bontempelli si era laureato con lode in Economia Aziendale all'Università Ca' Foscari di Venezia. Uno dei suoi ultimi successi, che lui stesso aveva annunciato sul social network LinkedIn, era stato il lancio due mesi fa di una super piattaforma made in Italy per gli investimenti privati. Solo il febbraio scorso, Bontempelli aveva rilasciato un’intervista alla testata economico-finanziaria digitale Dealflower, nella quale aveva parlato di Bending Spoons, l’azienda italiana che aveva chiuso un nuovo round di finanziamento del valore complessivo di 155 milioni di dollari, arrivando a valere 2,5 miliardi di dollari. Bontempelli aveva dichiarato con entusiasmo che il 2023 era stato un anno «molto attivo, sia come nuovi investimenti che come exit», per poi aggiungere che Nb Renaissance aveva  «molte belle storie di aziende da raccontare ai nostri investitori e siamo pertanto ottimisti». Quell’ottimismo che a un certo punto deve essere scomparso dall’orizzonte del manager, schiacciato dal peso della malattia. 

 

 

17 giugno 2024

Lutto nel mondo della difesa: morto il generale Graziano, presidente di Fincantieri

Il generale Claudio Graziano, ex Capo di stato maggiore della Difesa e presidente di Fincantieri, è morto improvvisamente.

È morto il generale Claudio Graziano, presidente di Fincantieri. Era nato a Torino nel 1953. Ex Capo di Stato maggiore della Difesa e presidente del Comitato militare dell’Unione europea, era a capo di Fincantieri dal 2022.

Graziano, che di recente aveva perso la moglie, sarebbe stato trovato morto questa mattina. Molte le ipotesi sulle cause, tra le quali quella del suicidio.

L’indagine non è nemmeno iniziata, ammesso che mai realmente inizierà, ma qualcuno sembra aver già chiuso il caso.

Non sono stati nemmeno condotti gli esami di rito sul palmo della mano con la quale Graziano si sarebbe sparato per capire se effettivamente ci sono tracce di polvere da sparo su quel palmo oppure se qualcuno ha messo l’arma in mano al generale dopo che questo era già morto.

Non erano note apparentemente nemmeno condizioni depressive particolari del militare, salvo quelle non confermate e riportate dai media sulla morte della moglie, ma ovviamente anche su questo aspetto di voglia di capire cosa è realmente accaduto se ne vede ben poca.

Nel biglietto trovato il riferimento alla coniuge scomparsa: senza mia moglie «ho perso la strada»

Secondo quanto riportato dall’agenzia Radiocor, è stato ritrovato un biglietto. «Dopo la morte di Marisa ho perso la strada»: è il contenuto del breve biglietto trovato accanto al corpo del generale Graziano. L’ipotesi prevalente è che si sia tolto la vita. Nell’appunto trovato nella sua abitazione romana è chiaro il riferimento alla moglie, Marisa Lanucara, scomparsa nella primavera del 2023 al termine di una malattia. Chi ha frequentato Graziano riferisce di quanto il lutto lo abbia segnato nell’ultimo anno, ma anche l’impegno, il rigore, la capacità di mostrarsi di buon umore che trasmetteva all’esterno, anche nelle ultime settimane. Graziano, nato a Torino, avrebbe compiuto 71 anni a novembre.

Non possono non venire alla mente in questo caso gli echi del caso di Raul Gardini dove un’altra procura, quella di Milano – nella quale erano attivi gli “eroi” del pool di Mani Pulite intenti a falciare la classe dirigente della Prima Repubblica premurandosi però di risparmiare il PDS – liquidava la morte del noto capitano d’industria come un “suicidio” nonostante l’arma fosse a diversi metri di distanza dal suo letto, e nonostante sulle sue mani non c’era quella polvere di sparo che avrebbe dovuto esserci in caso di una morte per suicidio.

Nessuno sulla stampa dell’epoca pose particolari questioni sulla condotta dei magistrati milanesi che archiviarono clamorosamente un caso che appariva chiaramente come un omicidio simulato malamente da suicidio.

Non sappiamo se anche in questo caso siamo di fronte ad una triste pratica consolidata nella magistratura italiana così vicina e attenta ai desideri delle logge massoniche che ora sono invischiate in una furiosa guerra tra bande sulla quale si tornerà in seguito.

Il suo impegno in Fincantieri: sicurezza del mare e rimedio alle carenze europee

A favore di un settore della Difesa che sani le carenze europee e della sicurezza del mare con la protezione di quanto si trova sotto, come, ad esempio, i cavi sottomarini. Sono stati alcuni dei capisaldi della presidenza di Fincantieri affidata al generale Graziano. Più volte Graziano aveva espresso il plauso per «la strada intrapresa dall’Ue sulla difesa» insistendo sulla necessità di «lavorare sull’interoperabilità e intercambiabilità», come aveva fatto proprio a Bruxelles nel marzo scorso, intervenendo agli Stati Generali dell’Italia a Bozar.

Una visione che teneva conto di due aspetti: le politiche di impiego delle Forze Armate e il comparto industriale della Difesa. In quanto più specificamente la sicurezza, Graziano aveva parlato di mare come di un insieme di “strade” che si congiungono.: metterle a rischio significa dunque interrompere la principale via di comunicazione. In questo ambito, più volte ha sottolineato l’esigenza di proteggere i cavi e pipelines che corrono nelle profondità marine del Mediterraneo. Profondità dove, ha ripetutamente ammonito, si registra la presenza di sottomarini russi. Sempre chiaro anche il suo atteggiamento nei confronti del conflitto tra Russia e Ucraina, favorevole cioè a consegnare armi a Kiev.

 

 
 
 

L’8 E IL 9 GIUGNO 2024, IMPLICITO PLEBISCITO DEGLI ITALIANI AD USCIRE DALL’EUROPA!

Post n°1878 pubblicato il 07 Luglio 2024 da scricciolo68lbr

Elezioni 2024, urne chiuse alle 23 di domenica 9 giugno. 

Si è votato per: 

  • i 76 membri del Parlamento europeo spettanti all'Italia;
  • il consiglio e il presidente della giunta regionale del Piemonte;
  • il turno annuale di elezioni amministrative, che hanno riguardano complessivamente 3.698 comuni di cui 3520 delle regioni a statuto ordinario, 114 del Friuli Venezia Giulia, 27 della Sardegna e 37 della Sicilia.

 

L'affluenza ai seggi è stata del:
     -   49,69% per le europee sul territorio nazionale;
     -   62,62% per le amministrative. 

 

A niente sono valsi gli appelli dei vari inquilini, più o meno rilevanti, delle istituzioni nostrane. A niente sono valsi tutti gli spot televisivi, nei quali apparivano una serie di personaggi delle istituzioni, alcuni dai volti inquietanti, che invitavano a partecipare al voto per difendere la “democrazia”, nell’inutile tentativo di voler ancora fare apparire tale sistema come un bene prezioso da salvare. Così come a nulla è valso l’accorpamento con le amministrative sempre alla disperata ricerca di gonfiare e magari poter manipolare (voci dei soliti maligni, alle quali noi non vogliamo credere) un po’ i numeri dell’affluenza che, ricordiamolo, va vista anche con i numeri delle schede bianche e nulle. Il risultato non è cambiato. Le urne sono state disertate dal popolo italiano: alle 19:00 di domenica 9 giugno aveva votato appena il 26 per cento degli aventi diritto, poi dalle 19:00 alle 23:00 i cittadini si sono recati in massa a votare (avete percepito voi questa ingente orda di persone nelle ore notturne che è andata a votare? Io no…).

Comunque, brogli o meno, manipolazione dei numeri o meno, i dati finali non mentono ed alla fine, si è raggiunta una percentuale di votanti che ha raggiunto la misera soglia del 49,6%, percentuale che di diritto entra nella storia, diventando di fatto la minoranza del popolo italiano che ancora si illude in cuor suo, che votare la presente, e declinante, classe politica abbia ancora un valore intrinseco.

Per la prima volta nella tormentata storia della repubblica del 1946-48, GLI ITALIANI CHE NON HANNO PARTECIPATO AL VOTO IL 50,4%, SONO PIÙ NUMEROSI DI COLORO CHE VI HANNO PRESO PARTE. Ed è tutto dire, visto che perfino il premier Meloni si è accorto del dato (mentre tutti gli altri, media mainstream compresi hanno minimizzato), e nel discorso al Parlamento ha detto che il dato non deve e non può essere sottovalutato, perchè esprime il malessere di un intero popolo. La fase del consenso liberal-democratico è definitivamente conclusa e in seguito se ne approfondiranno meglio le ragioni.

In questo momento siamo al giro di boa della storia della repubblica (colonia)  dell’anglosfera, iniziata nel lontano 1943 in quel di Cassibile, quando il generale Castellano cedeva la sovranità di una nazione intera alle potenze angloamericane, non avendo nemmeno l’autorità per farlo, in quanto il legittimo presidente del Consiglio era a tutti gli effetti Benito Mussolini che era stato spodestato con un colpo di Stato nel luglio del’43 e che commise in precedenza il fatale errore di allearsi con la Germania Nazista di Hitler, verso il quale ha sempre nutrito una certa diffidenza accompagnata da un non malcelato disprezzo.

 

L’Italia, com’è noto, da quella data sino ai giorni nostri ha scontato il fardello di quella “sciagurata” decisione. ritrovandosi a svolgere il ruolo della colonia ubbidiente, di uno Stato satellite la cui politica estera doveva stata in larga parte, essere concepita da Washington, che rappresentava una facciata, poichè le reali decisioni venivano e vengono prese soprattutto dalle potenti lobby finanziarie globaliste, che governano già da decenni le amministrazioni presidenziali americane, su tutte quella sionista che ha di fatto scritto la politica estera americana fino al 2016, anno nel quale salì al potere Trump che ha messo fine alla stagione delle guerre permanenti degli Stati Uniti scatenate in nome e per conto dello stato sionista. 

 

Nonostante l’infame ruolo ricoperto dal nostro Paese, la classe dirigente della Prima Repubblica, aveva saputo ugualmente perseguire gli interessi nazionali, riuscendo a portare sviluppo e benessere ad un Paese che dalle macerie della seconda guerra mondiale costruì una delle potenze industriali più forti del mondo. Il nostro Paese rappresentò una eccezione all’interno della NATO, quando questo l’Italia è stata quella che più di tutti era vicina alla causa palestinese. Non è un segreto che il solco della politica estera tracciato da Andreotti e Craxi non era certo gradito dai governi sionisti di Israele e dal movimento sionista mondiale, poiché l’Italia è un Paese a vocazione mediterranea, e se questo è vicino al mondo arabo ciò rappresenta certamente un problema per i propositi imperialistici di Israele.

 

All’epoca, la politica aveva ancora un valore. I partiti avevano un reale rapporto con la loro base elettorale e il cittadino comune si sentiva effettivamente rappresentato dal politico che votava e inviava come suo rappresentante nelle istituzioni, poiché questi rispondeva e aveva a cuore gli interessi di chi lo votava e non quelli dei poteri della finanza sionista e delle varie istituzioni sovranazionali.

Dato che conferma tutto ciò sono le percentuali di partecipazione al voto che raggiungevano soglie del 90%, impensabili ai tempi odierni, in quanto oggi la politica è qualcosa di molto diverso da quello che era 40 o 50 anni.

Il 1992 è l’anno che rappresenta lo spartiacque. La rivoluzione colorata partorita dagli ambienti dello stato profondo americano, aveva la “necessità” di liquidare quella classe politica, giudicata troppo indipendente per i parametri di Washington, e il potere decisionale è passato dalle mani della politica a quelle di oscuri e ignoti commissari europei, che non passano nemmeno dalla legittimazione popolare delle urne.

 

La politica da affare per molti diviene un affare per pochi. Non è più Roma a decidere, ma Bruxelles, Londra e Washington tanto che sono le istituzioni europee a scrivere le manovre finanziarie, circostanza semplicemente impensabile un tempo, e oggi divenuta “normalità”.

 

Il trasferimento del potere da Roma a centri di potere esteri ha inevitabilmente allargato la distanza tra il popolo e le istituzioni. 

 

La psico-info-pandemenza non ha fatto altro che accelerare enormemente la “presa di consapevolezza” che nella democrazia liberale non esistono vere ed essenziali distinzioni di sorta tra uno schieramento e l’altro. Semplicemente, l’operazione che i vari signori del globalismo avevano accuratamente preparato molti anni prima, ha mostrato che la politica ormai era ridotta ad essere una protesi del cartello farmaceutico, di Bill Gates, di George Soros, delle famiglie Rothschild, Rockefeller, e Warburg soltanto per citarne alcune. 

 

Da quella data, 1992, l’offerta politica è fatta unicamente per rappresentare gli interessi di altri, non più dei popoli e non quelli della nazione, ed è per questo che dopo il 2020 la democrazia liberale è entrata in una fase ancora più acuta della sua crisi iniziata appunto nel 1992. Il risultato delle europee è lì a dimostrare il requiem della repubblica dell’anglosfera.

Adesso ci si chiede quale futuro attende l’Italia dopo le ultime elezioni europee?

Quale sarà il futuro di questo Paese dopo il fallimento delle ultime consultazioni per il Parlamento europeo?

Il popolo ha parlato e ha espresso chiaramente tutto il suo distacco dalla presente offerta politica, poiché essa nella sua interezza, che non è certo fatta per chiudere l’esperienza con il liberismo, ma piuttosto per preservarla. Questo ha dato vita ad un processo, a mio avviso, irreversibile. La crisi di fiducia delle istituzioni repubblicane si è aggravata ancora di più, anche perché queste ormai restano avviluppate su sé stesse dentro la loro bolla, dedicandosi allo scialbo esercizio della autocelebrazione, immuni a quanto accade nel mondo reale. Siamo entrati ormai nel territorio di cui parlò Giulio Andreotti nel 1984, dove la linfa vitale delle istituzioni parlamentari, rappresentata dal voto, si svuota e toglie alla repubblica dell’anglosfera l’ossigeno di cui ha bisogno per restare in vita. Ciò spiega l’irritazione non solo dei partiti dell’establishment ma anche di tutti quelli della piccola galassia del falso sovranismo, che hanno rovesciato non pochi improperi e minacce nei riguardi di coloro che giustamente non vogliono più saperne di una partita truccata dove vince sempre il banco.

 

Siamo giunti all’epilogo della esperienza repubblicana di Cassibile? Difficile dirlo con certezza, ma i segnali di una generale dismissione sembrano esserci tutti.

È nel liberismo che l’Italia ha perso la sua sovranità, nel liberalismo l’Italia ha rinunciato alla sua identità cristiana e latina, per adottarne un’altra di natura protestante e nord-europea. 

 

Questo è il punto nel quale è giunta la repubblica di Cassibile. E’ giunta al punto nel quale dentro di essa le sue bande massoniche legate all’élite sionista globalista, si combattono mentre al di fuori di essa c’è soltanto disprezzo e disillusione, accompagnato a diffidenza.

Dai dati emersi dalle consultazioni europee è emerso come la maggioranza degli italiani è arci stufa di tale farsa e non vuole altro che il sipario cali presto su di essa.

 

 
 
 

ORBAN INAUGURA IL SEMESTRE DI PRESIDENZA EUROPEA CON UN GESTO DI DISTENSIONE!

Post n°1877 pubblicato il 05 Luglio 2024 da scricciolo68lbr
 
Tag: #orban

Il premier ungherese, Viktor Orban, presidente di turno dell'Ue, è arrivato oggi 5 luglio, nella capitale della Russia ed ha affermato di voler sfruttare il semestre di presidenza dell’Ue, iniziato lunedì scorso, per promuovere la pace, una pace negoziata in Ucraina.

Ieri, Radio Liberty, aveva pubblicato la notizia, rilanciata in Italia dall’Ansa, che citava il giornalista investigativo Szabolcs Panyi, secondo il quale una delegazione del governo ungherese era già nella capitale russa in attesa del Presidente Orban.

E adesso è partita la sua personale sfida ai leader europei. Martedì scorso Orban era stato a Kiev per la sua prima missione dall’inizio dell’invasione dell’Ucraina. Qui il premier ungherese ha chiesto al presidente Volodymyr Zelensky di valutare un cessate il fuoco. ERA ORA! FINO AD ORA LA VON DER LEYEN AVEVA SOLO INASPRITO I TONI E RILANCIATO UNA GUERRA SENZA FINE, ORA ORBAN INVERTE LA TENDENZA! Kiev, però, ha dichiarato di non essere disposta a scendere a compromessi. 

La visita a Mosca del Presidente Orban, è la prima di un leader europeo da quando il cancelliere austriaco Karl Nehammer si recò nella capitale russa nell’aprile del 2022 e fallì il tentativo di convincere Putin a porre fine alla guerra.

"A quanto capisco, lei è arrivato a Mosca anche come presidente di turno del Consiglio Ue e non solo come partner della Federazione russa". Così il presidente russo, Vladimir Putin, ha accolto al Cremlino il premier ungherese, Viktor Orban. Il leader di Budapest, dal canto suo, ha definito "speciale" l'incontro a Mosca col collega russo. Putin ha detto di aspettarsi uno scambio di opinioni anche sulle questioni bilaterali.

I leader europei, intanto, hanno screditato, e non poteva essere altrimenti, il viaggio di Orban.

"Sono pronto a discutere con te" delle proposte per "una soluzione pacifica" della crisi ucraina e "spero che mi farete conoscere la vostra posizione, la posizione dei partner europei", ha scandito il capo del Cremlino, secondo quanto riferisce Ria Novosti.

Il presidente russo Vladimir Putin ha accolto calorosamente al Cremlino il primo ministro ungherese Viktor Orbán, sottolineando che la sua visita non è solo in qualità di leader di un Paese amico della Russia, ma anche in qualità di presidente di turno dell'Unione Europea. "Caro signor Primo Ministro, cari colleghi, benvenuti a Mosca, in Russia, capisco che questa volta siete arrivati non solo come nostro partner di lunga data, ma anche come presidente di turno del Consiglio dell'Ue", ha detto il leader russo, come riporta l'agenzia Tass.

Il presidente russo Vladimir Putin ha detto di considerare "sincere" le parole rassicuranti di Donald Trump di volere mettere fine al conflitto in Ucraina, e quindi che la Russia le "sostiene". Non che le sosterrà, che le sostiene! Lo riferisce l'agenzia Tass. Mosca - fa sapere Putin - non può accettare un cessate il fuoco sulla linea attuale del fronte in Ucraina senza l'inizio di negoziati di pace con Kiev. 

 

L'Alto rappresentante Ue Borrell intanto, ribadisce: “Orban da Putin come premier Ungheria, non rappresenta Unione”.


"Il Presidente di turno dell'Ue non ha il mandato di impegnarsi con la Russia per conto dell'Ue. Il Consiglio europeo è chiaro: la Russia è l'aggressore, l'Ucraina è la vittima. Nessuna discussione sull'Ucraina puo' aver luogo senza l'Ucraina". Lo ha scritto su X il presidente del Consiglio europeo, Charles Michel, ieri giovedì 4 luglio, in merito a quell'incontro già in programma tra il premier ungherese, Viktor Orban, e il presidente russo, Vladimir Putin, che oggi, regolarmente, si è tenuto.


Schiumano di rabbia i leader europei, perchè Orban sta ostacolando il loro piano di guerra senza fine con la Russia.

Bisognerebbe mettere loro il collare antisaliva come ai cani... 

 
 
 

QUANDO ZIELINSKY INCONTRÒ CHABAD LUBAVITCH.

Post n°1876 pubblicato il 05 Luglio 2024 da scricciolo68lbr
 

Articolo tratto dal sito Infopal.

FONTE:

https://www.infopal.it/zelensky-riceve-i-rabbini-del-movimento-chabad-lubavitch-chi-sono/

 

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Zelensky riceve i rabbini del Movimento Chabad Lubavitch. Chi sono?

Di Lorenzo Poli. In questo ultimo anno e mezzo di guerra in Ucraina si è sempre più palesato come essere antisemiti ed essere anti-sionisti sia completamente l’opposto. A dare l’ennesima prova di questa differenza è stato il presidente ucraino Zelensky che, nonostante appoggi dichiaratamente organizzazioni neonaziste antiebraiche che si ispirano allo sterminatore d’ebrei Stephan Bandera e che hanno commesso razzie verso gli ebrei ucraini, è un grande e convinto sostenitore di Israele, delle sue politiche repressive, coloniali, d’apartheid e razziste a tal punto da chiedere anche aiuto politico e sostegno militare, per quanto quest’ultimo non sia arrivato.

Non è un caso che il 60% degli ucraini affermi di sentirsi solidale con gli israeliani quando vengono attaccati dai palestinesi – secondo quanto rivelato da un sondaggio dell’Istituto di Sociologia di Kiev su richiesta dell’ambasciata israeliana in Ucraina –, che il 53% degli ucraini creda che Israele sia un alleato; che il 53% degli ucraini ritenga che Israele e Ucraina siano simili nella loro resilienza; che il 33% ritenga che i due Paesi siano simili nel loro livello di democrazia; e che il 39% creda che entrambi condividano gli stessi valori morali.

A rinsaldare ancor di più questa convinzione è il suo incontro con i rabbini del Movimento Chabad Lubavitch, destinato a sancire, una volta per tutte, l’alleanza tra la lobby sionista e il regime neonazista di Kiev. Chabad Lubavitch è una delle sette sioniste più potenti al mondo e la tradizionale cerimonia dell’Hannukah a piazza Barberini, nel cuore di Roma, è curata da loro dal 1987. 

La festività ebraica di Chanukkah – detta anche “festa delle luci” o “festa dei lumi” o Hanukkah o Chanukkà -, significa “inaugurazione”o “consacrazione”, ricorda la riconquista del Tempio di Gerusalemme, quando i Maccabei miracolosamente sconfissero il potente esercito Greco-Siriano.

L’anno scorso, la neo-eletta presidente del Consiglio Giorgia Meloni partecipò alla cerimonia di accensione del candelabro che si svolse al Museo Ebraico di Roma alla presenza del Rabbino Capo, Riccardo Di Segni, e della presidente della Comunità Ebraica Ruth Dureghello. 

 

I Lubavitcher sono tra le organizzazioni ai quali ogni presidente del Consiglio porge omaggio ogni qual volta entra a Palazzo Chigi. Perché?

Cosa è il Movimento Chabad Lubavitch?

Il Movimento Chabad Lubavitch è una ramificazione dell’ebraismo chassidico (o chassidismo), quest’ultimo un movimento ebraico di massa nato tra gli ebrei ashkenaziti slavi nel XVIII secolo che si basa sul rinnovamento spirituale dell’ebraismo ortodosso con la popolarizzazione della Kabbalah come un aspetto fondamentale della fede nelle comunità ebraiche povere. Il Movimento Chabad Lubavitch è stato fondato in Bielorussia da Shneur Zalman di Liadi, nel XVIII secolo, come un’interpretazione differente della spiritualità e della filosofia chassidiche. “Chabad” e l’acronimo di Chochmah, Binah, Da’at che significano Saggezza, Comprensione e Conoscenza; e “Lubavitch” da Ljubaviči, la città russa che gli servì da base per più d’un secolo. Praticano quindi funzioni rituali e di preghiera (Nusach Ari) basate sulla Kabbalah di Isaac Luria e adottano la filosofia chassidica del taumaturgo e kabbalista Israel ben Eliezer. A partire dal XX secolo questo Movimento si è trasformato in un’organizzazione imponente, con una propria struttura gerarchica e amministrativa con sede nel quartiere di Crown Heights a Brooklyn, New York.

Chabad-Lubavitch ha avuto sette leader religiosi, chiamati rebbe e gli ultimi si sono distinti per importanza: Yosef Yitzchok Schneersohn, morto nel 1950, e Menachem Mendel Schneerson che succedette a suo suocero, diventando il settimo ed ultimo rebbe del movimento, posizione che ha tenuto fino alla morte nel 1994.

Ufaratzta, trasformazione ortodossa degli ebrei moderati e ebraicizzazione dei non-ebrei per velocizzare l’arrivo del Messiah.

Negli anni 19501951, dopo esser diventato Rebbe e a seguito di un’iniziativa di suo suocero, il sesto rebbe Yosef Yitzchok Schneersohn, Menachem Mendel Schneerson incitò il movimento a continuare l’opera di shlichus, ovvero di “servire da emissari”. Come risultato, i shluchim (“emissari”) di Chabad girano per il mondo con la specifica missione di persuadere gli ebrei non-osservanti (moderati) a diventare ebrei osservanti, ovvero ortodossi. Per farlo, sono arrivati a creare un’enorme struttura di welfare volta ad assistere gli ebrei in tutte le loro necessità religiose ma anche in quelle materiali, spirituali e didattiche. Lo scopo ufficiale è quello di incoraggiare gli ebrei a mantenere la loro identità ebraica e praticare il giudaismo ortodosso.

Il movimento, motivato da Schneerson, ha formato e ordinato migliaia di rabbini, educatori, circoncisori (mohel) che, come prassi vuole, poi vengono accompagnati dalle loro spose in molte località del mondo. 

Usualmente un giovane rabbino Lubavitch e sua moglie, con uno o due figli, si trasferiscono in una nuova sede estera e si adoperano a realizzare la loro missione divulgativa, cercando di portare gli ebrei del posto ad aderire più profondamente all’ebraismo ortodosso incoraggiando anche i non-ebrei ad osservare le Sette Leggi di Noè. In sostanza il loro scopo è rendere più estremisti, ovvero rendere ortodossi gli ebrei ed ebraicizzare i non-ebrei o comunque persuaderli ad avvicinarsi.

Perché tutto questo? Schneerson si sentì profondamente ispirato ad “accelerare la venuta del Messiah” ripetendo che l’arrivo del Messiash sarebbe stato imminente. Nel 1991, dichiarò ai suoi seguaci: “Ho fatto tutto il possibile per far arrivare il Messia, ora passo a voi tale missione; fate tutto ciò che potete per farlo arrivare!” Iniziò quindi una campagna per l’arrivo dell’età messianica tramite “atti di bontà e gentilezza” e alcuni dei suoi seguaci pubblicarono annunci sui mass media, tra i quali uno a tutta pagina sul New York Times, esortando tutti a prepararsi per l’imminente arrivo del Messia con opere di bene. Istruì i suoi seguaci a divenire attivi nel Kiruv con lo scopo di educare gli ebrei non-ortodossi a pratiche ortodosse. Tale approccio venne conosciuto come Ufaratzta (da Genesi 28:14), una parola ebraica che significa “vi spargerete”, per implorare i suoi seguaci a far avvicinare i tempi messianici col diffondere l’osservanza ebraica. Ciò provocò enormi disagi. Il Moshiach, ovvero il messianesimo all’interno dello Chabad, provocò molte controversie e conflitti interni nell’organizzazione religiosa dopo la sua morte, tra cui il culto idolatrico della sua personalità. Schneerson diede istruzioni testamentarie affinché dopo la sua morte venisse nominato come rebbe successore il Rabbi Chaim Yehuda Krinsky, importante personalità del suo movimento e direttore dell’organizzazione Agudas Chasidei Chabad; ma la credenza che Schneerson fosse il Messiah, che ritornerà o che non è mai morto, era ed è molto presente tra i suoi seguaci a tal punto ad ora non è stato nominato alcun successore. Inoltre, le sue interpretazioni teologiche sono ancora causa di forti dibattiti interni e le dispute finanziarie sono state anche centro di controversie dal 1995, come per esempio il controllo del quartier generale di Brooklyn.

Mendel Schneerson e il sostegno alle politiche razziste, militari e colonialiste di Israele contro i palestinesi

Schneerson non visitò mai lo Stato di Israele – dove aveva molti ammiratori – perché secondo lui, stando alle leggi ebraiche, era incerto se una persona che si trovasse in terra d’Israele avesse poi la facoltà di lasciarla. Fu gotha di molti presidenti e politici israeliani come Zalman Shazar, di discendenza Chabad, di cui fu privato consigliere, Menachen Begin, Ariel Sharon, Moshe Katsav e Benjamin Netanyahu e così pure numerose altre personalità meno famose, politici, diplomatici, militari e produttori mass-media. Le sue posizioni politiche erano legate all’estrema destra ultraconservatrice esprimendosi a favore della preghiera nelle scuole, “per la vita” sui temi bioetici, sostenitore dei valori della Torah, oltre al sostegno sionista allo Stato d’Israele. Nelle elezioni che portarono il laburista Yitzhak Shamir al potere, Schneerson esortò pubblicamente i suoi seguaci e i membri del Giudaismo ortodosso alla Knesset a votare contro l’allineamento laburista, attraendo l’attenzione dei media e la pubblicazione di articoli su Time, Newsweek e molti quotidiani e programmi Tv e creando notevoli controversie nella politica israeliana.

Durante la Guerra dei Sei Giorni nel 1967 e quella dello Yom Kippur del 1973, Schneerson pubblicamente esortò l’Israel Defense Forces, l’esercito israeliano, a conquistare Damasco in Siria e il Cairo in Egitto, opponendosi vivamente ai ritiri delle truppe IDF dai territori conquistati e a fare concessioni agli arabi.

Affermava che, nell’ambito della legge ebraica, qualsiasi concessione territoriale da parte di Israele avrebbe messo in pericolo le vite di tutti gli ebrei nella Terra di Israele ed era quindi proibita. Insisteva, inoltre, che persino il discutere della possibilità di tali concessioni dimostrava debolezza, sostenendo che ciò avrebbe incoraggiato attacchi arabi mettendo in pericolo le vite ebraiche.

Spinse i politici israeliani ad approvare le leggi in accordo con i dettami delle leggi religiose ebraiche sulla questione di “Chi è ebreo”[1] e dichiarò che “solo colui che è nato da madre ebrea o convertito al Giudaismo secondo l’Halakhah è ebreo”. Ciò causò forti disagi negli USA a tal punto che alcuni filantropi ebrei americani bloccarono i loro finanziamenti al Movimento dato che, nella maggioranza, erano legati ai movimenti dell’ebraismo riformato e dell’ebraismo conservatore (non meno clementi con i palestinesi). Queste idee poco popolari furono mitigate dai suoi assistenti. Secondo Avrum Erlich: “la questione fu alla fine messa a tacere in modo da proteggere gli interessi finanziari di Chabad. Temi controversi, come compromessi territoriali in Israele che avrebbero potuto impedire a benefattori di donare quei fondi così necessari al movimento, furono spesso temperati, specialmente da …Krinsky.”

Nonostante ciò, negli ambienti del potere americano gode di grande ammirazione. Dopo la morte di Schneerson, la Camera dei Rappresentati degli Stati Uniti propose una mozione — sponsorizzata dai Rappresentanti Chuck SchumerJohn LewisNewt Gingrich, e Jerry Lewis, e da altri 220 membri del Congresso americano — per assegnare in modo postumo a Schneerson la Medaglia d’Oro del Congresso degli Stati Uniti d’America. Il 2 novembre 1994 la mozione fu unanimemente approvata da entrambe le Camere onorando Schneerson per i suoi “straordinari contributi all’educazione mondiale, alla moralità e per le importanti azioni di carità”. Alla cerimonia della Medaglia, il Presidente Bill Clinton disse:

“L’eminenza dello scomparso Rebbe quale guida morale della nostra nazione è stata riconosciuta da tutti i Presidenti a partire da Richard Nixon. Per oltre due decenni il movimento del Rabbi ha compreso oltre 2000 istituzioni educative, sociali e mediche in tutto il mondo. Noi (il Governo degli Stati Uniti) riconosciamo il ruolo profondo che Rabbi Schneerson ha avuto nell’espansione di tali istituzioni”.

Ecco quale è il gioco della doppia morale: immolare un incitatore alla guerra e all’odio contro gli arabi e i palestinesi a “guida morale” da cui prendere esempio, che è la stessa logica del doppio standard internazionale nel mondo dell’informazione e della diplomazia.


[1] Mihu Yehudi?, ?מיהו יהודי è una domanda di base sulla questione dell’identità ebraica. Tale questione ebbe particolare rilevanza nel corso di alcuni famosi casi giuridici in Israele sin dalla fondazione dello stato israeliano nel 1948.

 
 
 

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Le parole fanno danni invisibili
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