Creato da scricciolo68lbr il 17/02/2007

Pensieri e parole...

Riflessioni, emozioni, musica, idee e sogni di un internauta alle prese con la vita... Porto con me sempre il mio quaderno degli appunti, mi fermo, scrivo, riprendo il cammino... verso la Luce

 

Messaggi del 04/06/2024

CIÒ CHE RESTA DEGLI… USA!

Post n°1840 pubblicato il 04 Giugno 2024 da scricciolo68lbr

Per decenni, la supremazia tecnologico-militare ha surrogato la strategia. Saltata la deterrenza, sparita quella preponderanza, gli Stati Uniti non sanno che fare. 

Oggi gli Stati Uniti si trovano arenati, sempre più ai margini del mondo, dell'economia, della supremazia mondiale globale. Per anni, decenni hanno premuto sul tasto del fare la voce grossa, mettere su pupazzi amici a capo delle nazioni che volevano sfruttare, obbligare i Paesi alleati ad obbedire e non collaborare. Ora tutto questo circo sta per chiudere. Nel caso Usa la mareggiata è stata causata dall’impetuosità incontrollabile della potenza economica cinese. E della determinazione russa a non arrendersi. 

La guerra surrogata in Ucraina è perduta, malamente, i Brics sono una realtà in continja crescita ed espansione e la dedollarizzazione galoppante, stanno fiaccando le resistenze americane, ormai logore. Minacciano la guerra nucleare, ma è un bluff, perchè ciò vorrebbe dire salvezza per nessuno, e loro temono così tanto la morte che l'idea di gettare il mondo in un caos mondiale di una guerra, neppure li sfiora.

Tra poco quando anche le elezioni europee sanciranno la fine dell'UE per come la conkscevamo, l'America si ritroverà più sola che mai, e dovrà scendere a patti. Si inventerà certamente qualcosa, non ammetterà mai la sua sconfitta, ma di fatto, anche ai punti, pur sempre sconfitta sarà.

Prepariamoci a vivere questa nuova realtà, questo nuovo mondo che non è più quello che i Dem e i loro accoliti avevavno prefigurato, ma probabilmente o quasi certamente, sarà un mondo molto meno ingiusto, dove la forza delle idee e la buona volontà degli esseri umani, prevarrà sui missili, sugki attentati, sulle false rivoluzioni democratiche e sulla esportazione della democrazia a suon di bombe.

Prepariamoci, l'alba del nuovo mondo è sempre più vicina...

 

 
 
 

TUTTA COLPA DEL PARADISO… QUANDO MUTI CI HA STUPITO!

Post n°1839 pubblicato il 04 Giugno 2024 da scricciolo68lbr
 

Romeo Casamonica, ex galeotto che ha trascorso in carcere 5 lunghi anni, per una rapina a mano armata, vuole conoscere i genitori adottivi di suo figlio. Tornato a casa scopre che tutto il quartiere è stato rilevato da un fondo americano, anche casa sua.

Decide allora di mettersi sulle tracce di suo figlio, avuto con una tedesca dell'est ritornata a casa sua. Il bimbo è stato adottato e venuto a conoscenza dopo varie ricerche, dell'identità dei genitori adottivi, decide di andarlo a prelevare. Vivono in una pittoresca baita in Valle d'Aosta Giunto sul posto riesce a farsi accettare sia dalla coppia che dal figlio, che tuttavia non sospetta la vera identità del forestiero. Dopo una stagione trascorsa in quel luogo ameno, in seno a quella famiglia felice, Romeo si rende conto che il piccolo si trova in un ambiente carico di armonia, quella che forse lui è consapevole di non potergli donare. Rimeo così ladcia quel posto, anche perchè scopre di essere attratto eccessivamente dalla madre adottiva, Ornella Muti, molto brava nella sua parte. 

Francesco Nuti ci regala una storia delicata, soave, intensa, diciamolo pure quasi inaspettata da un regista come lui, che in genere dà molto spazio all'ilarità e all'ironia. Qui sono i sentimenti a prevalere, la delicatezza; assente la volgarità e poche sono le scene divertenti. A tratti il film rallenta un pò troppo, ma il tutto è adatto alle caratteristiche positive di cui sopra.

Forse il film più riuscito di Francesco Nuti.

A livello di pura sensibilità, è il suo capolavoro, il suo modo di far scontrare il tutto e il niente, il buio e la luce, la fredda solitudine con il calore di un abbraccio. Romeo paga silenziosamente il suo errore ritrovandosi nel punto più basso che una vita può presentare, nel momento esatto in cui non c’è più spazio per nulla. E nel caldo ghiacciato di questa precipizio si issa per ritrovare il suo Angelo, Lorenzo suo figlio, l’unica persona che potrebbe ungerlo di quella polvere magica per fargli espiare le sue colpe e dargli una speranza per il futuro.

Un viaggio silenzioso dove gli sguardi (magnetici quelli della Muti) e le sensazioni la fanno da padrone con la costante, man mano che si sale, di ritrovare un minino di ossigeno e questo anche grazie all’incontro con delle persone che sembrano aver lasciato agli altri, quelli di “giù”, i biechi pregiudizi morali che negano una seconda possibilità.

Il rifugio, o comunque quello spicchio di mondo, rappresenta metaforicamente il paradiso, inteso come possibilità di alleggerire il proprio peso svestendosi dei panni del fallito e ritrovare uno spazio in cui ricostruire il proprio cammino. I sensi si risvegliano dal proprio torpore ritrovando sensazioni e sapori dimenticati insieme all’inesorabile consapevolezza che il puro egoismo avrebbe potuto distruggere l’innocenza e le certezze di chi si sta affacciando alla vita. Trova cosi il coraggio di mettersi da parte soffocando il proprio grido interiore e preservare, in un estremo gesto d’amore, colui che altro non è che la propria emanazione fisica e morale e che quindi merita la tranquillità di una normalità che, per quanti sforzi lui potrebbe fare, non riuscirebbe mai a dargli.

La decisione di non trascinare con se l’unica, fino a quel momento, cosa bella della sua vita nell’inferno dell’indifferenza, strappandolo dal calore infinito di chi non è stato ancora contaminato dalla sporcizia emotiva della sua realtà, è presa quasi subito.

Il film è accompagnato da una colonna sonora infinita, quella Loverlorn Man di Giovanni Nuti, che contorna di emozione e sentimento quasi ogni scena, alimentando quel groppo in gola che fa trattenere il respiro. D’altronde Tutta colpa del Paradiso punta tutto su questo, sui brividi, su quella patina emotiva che ti avvolge sin dai primi minuti e che non ti lascia neanche una volta.

Francesco Nuti ci mostra una sua nuova veste in cui l’ironia si mischia alla sofferenza e dove la presenza scenica lascia spazio all’atmosfera. A tratti sembra defilarsi (saggiamente) per lasciare spazio alla vera linfa del film, l’emanare se stesso verso qualcun altro. Ornella Muti fa quello che deve, l’angelo salvatore di un uomo spento, che non riesce a vedere al di la del “dal 28 al 28” e lo fa bene, nonostante qualche lieve debolezza interpretativa.

Questo film a mio avviso, travalica il semplice senso di quello che mostra, andando a toccare le corde di molte altre situazioni ed emozioni. Rappresenta l’inno alle seconde possibilità, alla bellissima capacità di sorridere davanti alla solitudine, al non arrendersi, al morire tante volte per poi sempre rinascere, il non smettere di credere nel futuro e nei propri sogni. 

Nuti ha buttato il cuore oltre l’ostacolo raccontandoci una poesia fatta di immagini con la perenne sensazione che abbia voluto dare un senso di speranza e di forza, legato al fatto che la felicità di chi amiamo, possa darci la forza di trovare il nostro posto.
Gli ultimi 10 minuti del film sono un’assoluta prosa della vita, di quel rispetto silenzioso di chi nonostante tutto, è riuscito a riprendere le fila della propria esistenza ed è ora pronto a tornare a sfidare l’inferno e tutti i suoi demoni.

Il sorriso finale di Romeo non fa altro che accentuare la malinconia della solitudine, della consapevolezza di chi una volta “sceso giù” debba ricominciare da capo, però ora con la certezza che esiste qualcuno a cui mancherà e che, magari solo ogni tanto, lo penserà prima di addormentarsi e questo credo, fa una grande differenza. 

 

 

 

 
 
 

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     IL TIBET NASCE LIBERO

  LASCIAMO CHE RESTI TALE

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Le parole.

                       I

Le parole contano
dille piano...
tante volte rimangono
fanno male anche se dette per rabbia
si ricordano
In qualche modo restano.
Le parole, quante volte rimangono
le parole feriscono
le parole ti cambiano
le parole confortano.
Le parole fanno danni invisibili
sono note che aiutano
e che la notte confortano.
                                  i
 
 

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