Pensieri e parole...
Riflessioni, emozioni, musica, idee e sogni di un internauta alle prese con la vita... Porto con me sempre il mio quaderno degli appunti, mi fermo, scrivo, riprendo il cammino... verso la Luce
NON SONO GLI EVENTI A PORTARE LA FELICITA', MA E' LA FELICITA' A PORTARE EVENTI POSITIVI.

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CI SONO DIVERSI TIPI DI SORRISO. SI PUO' DECIDERE DI SORRIDERE CON GLI OCCHI, CON LA BOCCA O CON IL CUORE. E POI C'E' QUEL SORRISO CHE LI CONTIENE TUTTI.
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Messaggi del 16/04/2026
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La politica del predecessore del POTUS Donald Trump, Barack Obama, verso il regime iraniano si è basata sull'engagement diplomatico, culminato nel Joint Comprehensive Plan of Action (JCPOA) del 2015. Questo accordo nucleare prevedeva la revoca delle sanzioni economiche in cambio della limitazione del programma nucleare iraniano. L'obiettivo era integrare l'Iran nella comunità internazionale e rafforzare le componenti moderate, approccio poi abbandonato dall'amministrazione Trump nel 2018. Obama firmò l’Accordo Nucleare (JCPOA) nel 2015, con il contributo attivo della infame burocrazia dell'UE, per limitare l'arricchimento dell'uranio iraniano al 3,5%, garantendo un uso civile e bloccando potenziali scopi militari. Dissero che alle armi preferivano il dialogo, cercando di risolvere le ostilità decennali senza conflitti armati. Obama (lo stinto) rimosse le sanzioni, in cambio del rispetto degli obblighi, monitorati dall'IAEA. L'idea di fondo era che maggiori relazioni commerciali avrebbero rafforzato la componente laica e filoccidentale in Iran. Molte però furono le critiche: in tanti considerarono l'apertura come un atto di ingenuità o di sottovalutazione della natura del regime integralista islamico, specialmente dopo le contestazioni interne in Iran verso il regime autoritario. Pochi parlano del denaro: l'amministrazione Obama trasferì 1,7 miliardi di dollari in contanti al governo iraniano nel gennaio 2016. Tuttavia, il contesto di questa operazione è oggetto di dibattito politico, poiché l'amministrazione Obama lo ha definito un rimborso di un vecchio debito, mentre i critici lo hanno visto come un riscatto mascherato, perchè di lì a poco l'Iran libero quattro ostaggi americani. Il pagamento di 1,7 miliardi di dollari era composto da 400 milioni di dollari di capitale originale — versati dall'Iran prima della rivoluzione islamica del 1979 per acquisti militari mai consegnati — più 1,3 miliardi di dollari di interessi stimati. Il denaro è stato consegnato in contanti (valute straniere come euro e franchi svizzeri) tramite aerei cargo, a causa dell'impossibilità di utilizzare il sistema bancario internazionale per le sanzioni ancora in vigore contro l'Iran. Il pagamento dei primi 400 milioni è avvenuto in coincidenza con la liberazione di quattro prigionieri americani detenuti in Iran. Questo tempismo ha alimentato le accuse secondo cui si trattasse di un "riscatto" mascherato, affermazione smentita fermamente dall'amministrazione Obama. Barack Obama ha difeso l'azione, sostenendo che si trattava della soluzione più economica per gli Stati Uniti, evitando il rischio di dover pagare una somma molto più alta davanti a un tribunale arbitrale internazionale. Quante falsità. L'approccio di Obama è stato drasticamente invertito da Donald Trump, che ha definito l'accordo di Obama come “disastroso", pericoloso... tornando alla politica delle sanzioni nei confronti del regime dittatoriale islamico. |
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Pochi ricordano oppure ignorano che la tanto decantata amministrazione di Obama (lo stinto) ha trasferito 1,7 miliardi di dollari in contanti al governo iraniano nel gennaio 2016. Anche se il contesto di questa operazione è oggetto di dibattito politico, l'amministrazione Obama ha abbozzato la scusa che questa dazione di danari fosse solo un rimborso di un vecchio debito, mentre i critici, e forse giustamente, lo hanno visto come un riscatto. Ecco i dettagli chiave della vicenda:
Quindi, è vero ed è un fatto incontrovertibile, che il regime iraniano ha ricevuto "denaro" contante sotto l'amministrazione Obama (lo stinto). |
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