Creato da sosunnyithurts il 16/10/2014

Nulla senza fine

Il colera ai tempi dell' amore

 

Ella quiere beber, ella quiere PemPem

Post n°19 pubblicato il 25 Dicembre 2018 da sosunnyithurts

El quiere hacer pem pemperepem pempem.
Ma magari quieresse fumar mariuana..

Impressionante la quantità di amore che potrebbe essere espressa, impressionante la quantità di notti senza sonno e i giorni senza giorno passati, quante volte mi sono bloccata perchè stavo per abbracciarti, perchè stavo per rovinare un tutto che non esiste. Quante volte mi sono accorta di stare per baciarti che sono state poi quasi tutte le volte in cui non mi hai baciata. Ma scrivo qualcosa di dolce più che posso, perchè è così che voglio essere per te anche se non lo meriti, perchè è così che voglio essere per qualcuno che potrebbe invece volerlo, per qualcuno per cui non servirebbe fermarsi e domandarsi se sia il caso di baciarsi o meno, qualcuno che bacia meglio di te, qualcuno che bacia con sentimento. 

Chissà se finge amore, chissà se lui sta fingendo di essere innamorato di me, tanto quanto io sto fingendo di essere innamorata di lui. Dimmelo tu amore, anzi no, tu non dire niente, stai al tuo posto e lasciami vivere come desidero, anche se desidero te che so che se ti avessi non ci sarebbe niente da desiderare, se solo potessi non interrompere il flusso di amore che mi porta verso le tue braccia e i tuoi occhi belli. E la tua bocca che bella non è ma che è probabilmente l' unica che vorrei mi baciasse quando sono ubriaca. 
Ciento bomb all' or stong tutt ai lov iu. 
E magari si riduce tutto alla persona a cui si pensa quando si è ubriachi, magari si riduce tutto a te. Ma se, amore, lui fosse l' amore? Che certo tu non lo sei, ma il vino mi fa credere cose strane, false, e tu sei tutto quello che riesco a vedere.
Tutto quello che riesco a vedere, il modo in cui sorridi che non ha niente di particolare, ma appena ti vedo in una foto di rito la Vigilia di Natale tutto sorridente con lei mi prende male. Lui può essere tutto l' amore, ma il tuo pem pem è il tuo pem pem evidentemente e sono così stupida. Così stupida. E tu hai la camicia blu scura nella foto e lei è vestita di rosso e nemmeno sorride troppo. Se solo potessi essere lei per una volta.. Te ne innamoreresti per davvero, ne sono certa, testa di cazzo.

A me piace andare a bere e andare a ballare e tu non potresti portarmici. Questo dovrebbe bastarmi, ma evidentemente no, con tutto quello che ho io voglio qualcuno che a ballare non mi porta e a cui non piace quando bevo perchè gli ricorda qualcosa che non sia io, qualcuno che non sia io.
Lo so che non mi ami, lo so bene, ma quel poco, pochissimo che mi dai è evidentemente sufficiente mentre agli altri serve così tanto impegno, così tanto amore di cui nemmeno io sarei capace, e a te serve solo guardarmi così. Guardarmi in qualsiasi modo.

Tu puoi portarmi via il respiro. 
Tu puoi portarmi via il respiro.

Con una facilità disarmante, non c'è nessun posto in cui voglia nascondermi in cui non sappia che tu possa trovarmi, perchè so che per quanto lontano possa andare, tu arrivi e qualcosa dentro di me sorride, qualcosa piange, ma tanto sorride e sorrido anche io se solo sei qui vicino, vicino a portata di mano, ma mai di cuore. 

 

Perché deve essere sempre così difficile? 

Perché mi sembra sempre di non avere niente se non ho te? 

The weather outside is frightful, but the fire is so delightful, bailame como si fuera l' ultima vez, y ensename ese pasito che no se, un besito bien suavecito bebe.

Sono troppo ubriaca, e ti penso troppo, faccio errori continuamente specialmente pensandoti, ma continuo a guardarti e poi così un errore non sembri, e mi va di ballare con te fino a quando non mi accascio su quel divanetto, troppo stanca  e tu troppo stanco accanto a me. 

Ma ci pensi se l' ultima volta che lo facciamo fosse l' ultima volta in cui l' abbiamo fatto?Orribile no? Sappiamo fare molto di meglio io e te, tutte quelle volte in cui riusciamo a non pensare a nient' altro, nemmeno a quello di cui abbiamo voglia, pensiamo solo a farlo bene e lo facciamo bene, tanto bene, tanto che non importa nemmeno dove siamo nè chi possa esserci al piano di sotto nè chi possa aspettarci a casa.

Ti detesto per quello che mi fai scrivere quando bevo troppi bicchieri di troppo, ma poi vedo di nuovo i tuoi occhi belli e allora tutto passa, restano solo quelli dentro alla mia testa e ho ancora tanta voglia di ballare e di bere e di fare PemPem.

 

 

 
 
 

Pasta al burro o Tortino di gobbi?

Post n°18 pubblicato il 22 Dicembre 2018 da sosunnyithurts
 

In quest' assemblea del Consiglio Interno delle Personalità, siamo chiamate a definire il termine "Minestra Riscaldata". Il fascicolo è di fronte a ognuna di voi, ogni punto numerato andrà trattato con la massima obiettività e si dovrà raggiungere un verdetto a maggioranza, che unanime è impossibile, sulla possibile attuazione o possibile abolizione del soggetto in questione. Sentiremo nel corso della seduta tutti i teste e solo in chiusura verrà espresso il verdetto. Calice di Dosaggio Zero sulla vostra destra che verrà riempito nonappena necessario, piccoli snack di accompagnamento. Se la discussione si facesse particolarmente intensa, il dosage zero lascerà il posto a un bel rosso di Montalcino che fuori da ogni dubbio o incertezza chiarirà le idee, con un bel petto d' anatra ripeno. (Magari a tal proposito attardiamoci quanto basta per far si di arrivare a questo momento di gaudio, just saying) 

C'è minestra e minestra.. Mettiamo che la fame sia più della pigrizia, mettiamo che aspettare che l' acqua bolla e che la pasta cuocia passi in secondo piano perchè il suddetto desiderio di carboidrato intriso di burro e cosparso di parmigiano surclassi tutto il resto e lo sbattimento di fissare la pentola che non accenna a borbottare mentre giochi a Candy crush e finisci pure le vite sia secondario all' acquolina inevitabile per questa "gourmettata". Insomma la pasta è pronta, ma è troppa, viene abbandonata in un recipiente prima qualche ora sul fornello, poi uno o due giorni in frigo, nel suo personale miglio verde, sempre sul filo del rasoio che conduce al sacchettino dell' umido.
Ma magari il miracolo accade, torna la fame, magari dopo due giorni di agonia refrigerata, il tupperware viene riesumato e risorge nella padellina antiaderente con ulteriore unzione di burro e ulteriore spolverata di parmigiano fuori dal fuoco, magari una piccola aggiunta di uvetta perchè ci sentiamo ispirate e annoiate dalla routine delle cose, magari pure un po' di tonno e la suddetta minestrariscaldata nel suo vestito delle feste fa un' altra apparizione nelle nostre vite, più consistente, più stimolante, più divertente.

Ma magari anche il soggetto consumante, in quei metaforici due giorni di stand by è cambiato, magari ha capito che era proprio l' uvetta che mancava alla precedente ricetta e avendola adesso è contenta di aver riscaldato la minestra. Magari ora che c'è l' uvetta mancherà qualcos' altro, che una pasta al burro consumata per dirompente fame rimane una pasta al burro consumata per dirompente fame.

E poi c'è il tortino di gobbi, o cardi, come si vogliono nominare, quei gambi lunghi orribili e amari se lessati, quel prodigioso tango argentino se fritti e passati successivamente in forno con sugo di pomodoro e un po' di formaggio in una casseruola dove stanno tutti belli compatti che escono dal forno fumanti e sono bellissimi e ti azzardi a mangiarli lo stesso perchè le ustioni sono meno importanti del ricordo lussurioso di quel preciso sapore di divinità. Buono.
Ma uno o due giorni dopo? Uno o due giorni di frigo dopo, quel piccolo, infinitesimale resto sempre dentro alla sua casseruola col sugo tutto rappreso e attaccato per la vita ai bordi, con le mani prendi un gobbo freddo, lo porti alla bocca grondante saliva e quello è il senso della vita, la spiegazione delle leggi dell' universo, la risposta a ogni singola domanda, partendo da "Cazzo c' hanno nel capo gli spettatori del Grande Fratello?", il tortino di gobbi freddo risponde anche a questo. 
Certe minestre non hanno nemmeno bisogno di essere scaldate in fondo.

Ora c'è da capire se la minestra in questione sia una pasta al burro in un tupperware nuovo del quale ancora non si è perso il coperchio e un pizzico di uvetta o un tortino di gobbi.
E siamo arrivate al dolce, dopo aver gustato l' anatra, siamo arrivate alla fine del bicchiere di Aleatico e ancora non c'è soluzione.
Aggiorniamo la seduta per mancanza di competenze e conoscenze e discernimento, elementi imprescindibili ma inesistenti, al momento diremo a Rossella che sorry not sorry francamente ce ne infischiamo.

 
 
 

Aprendo barattoli letterali e metaforici

Post n°17 pubblicato il 11 Dicembre 2018 da sosunnyithurts
 

Prendere un appuntamento per portare il proprio CV è pericolosamente simile a uscire con uno la prima volta, un cambiamento radicale della propria vita in potenza, tremarella nelle mani e nella voce, viaggio in macchina fumando 6000 sigarette pensando che puzzare di fumo non sia un granché come biglietto da visita, sapendo anche che ci sono altre belle qualità da mettere sul tavolo, pensare alle cose da dire, qualcosa d' effetto, tutta la psicologia, tutte le analisi rapide di ogni parola che viene detta dall' interlocutore..

Insomma il lavoro a Chicago me lo sto andando a cercare io, la direzione è presa, la strada imboccata, pronta per qualcosa di bello, qualcosa che sradichi tutte le precedenti convinzioni sul lavoro e sulle proprie capacità personali.
Insomma magari adesso posso anche credermi pronta per abbandonare chesicena e trovare un guardacosahopreparatostasera o meglio un guardadoveandiamostasera.
Ieri sera mi sono sorbita 20 minuti di un video che sapevo dove voleva andare a parare fin da quando ho toccato play, consigli sulle relazioni da uno che magari ha anche capito tutto, realizzando di avere capito le stesse cose anche io, parlava di magiche frasi da dire al proprio oggetto dei desideri per tenerselo stretto, per far si di essere l' unica nei suoi pensieri e temo che sia tutto vero (Alla modica cifra di 47$ per il libro del genio dell' amore e le sue pozioni verbali).
Vedo queste donne e ragazze che chiedono aiuto per cambiare una lampadina, per controlllare i livelli di acqua e olio nel motore della propria macchina che hanno dei fidanzati che pendono dalle proprie labbra, fidanzati dotati di alto potenziale persi dietro a chi non arriva a prendere quel barattolo sul ripiano in alto della cucina, bisognose di piccoli aiuti quotidiani. Quest' istinto di voler essere un eroe è reale per ogni uomo che è spinto a ricercare nella propria compagna quel piccolo uccellino da nutrire e salvare dalle avversità della vita. Ed è proprio questo che io non sono nel 80% delle situazioni e che non credo di riuscire a essere nemmeno in quel 20% restante. Perciò mi rassegno a non trovare scemi che hanno bisogno di aprirmi i barattoli per sentirsi uomini davvero, mi rassegno a aspettare chi un uomo si sente a prescindere perchè io non mi sento meno donna quando sollevo pesi che non mi competerebbero o quando mi arrangio a fare tutte le cose che mi servono.
Sempre che questo eroe di se stesso esista, io sono qui a aspettarlo, finalmente cosciente di non aver bisogno di aiuto anche se sarebbe più semplice per entrambe le parti, non è di aiuto che ho bisogno, ho bisogno di comprensione e di complicità e di compagnia, ma non di aiuto. Sempre che esista qualcuno capace di capire quello che sono e che difficilmente smetterò di essere, sono pronta per condividere la mia vita, nella buona e nella cattiva sorte.

Perciò stasera non si cena niente. 
Perciò da stasera, posso lasciarti cenare quello che vuoi, senza arrabattarmi, ti lascio aprirle i barattoli, tutti quelli che vuoi. Ti lascio salvarla da tutti questi tappi stretti che le si presenteranno di fronte da qui alla vostra eternità, perchè l' eternità è quello a cui andrete incontro e francamente non mi interessa più di migliorarti la vita, perchè non potrei farlo, contrariamente a quello che ho pensato in questi 3 anni e mezzo che ti conosco, non posso e non vuoi, non hai bisogno di soluzioni, hai bisogno di problemi e io non posso dartene. Tieniti i suoi, tieniti i tuoi. Senza tutta quella stima avuta fino a oggi, senza pensare che l' uccellino sei tu. Pensare che se non avessi quegli occhi belli che hai ci sarei arrivata secoli fa, mi fa un po' arrabbiare, ma i miei tempi sono lunghi e devo accettarlo, è la prima cosa che devo accettare e ci sto lavorando, da Chicago.


 
 
 

Il lavoro a Chicago

Post n°16 pubblicato il 03 Dicembre 2018 da sosunnyithurts
 

Si avvicina il momento del consueto bilancio annuale di produttività e crescita personale, come ogni diabolico anno, uno pensa di dover essere in qualche modo migliore del precedente e questa auto pressione mi spinge a aprire questa pagina non prima di essermi messa il rossetto, per dare una parvenza di tono a un' altrimenti ingrigita e plausibilmente impoverita versione di me prima del pranzo che non avverrà oggi, proprio perchè ho messo il rossetto.
Parlare il nonsensese è quello che mi riesce meglio, no è al secondo posto a dire la verità, quello che davvero mi riesce benissimo è prendere consigli da "How I met your mother", un giorno da Barney, l' altro da Ted, sperando sempre di essere una Robin, quella stessa Robin che rifiuta il lavoro a Chicago per stare con Don che la lascia subito dopo andando proprio a Chicago, a ricoprire la posizione che era stata offerta a lei. (Sto ancora parlando nonsensese).

Se Amazon Prime Video avesse Breaking Bad, adesso me ne starei qui a fabbricarmi la mia personale metanfetamina invece di mettere il rossetto per scrivere sul blog e la vita probabilmente sarebbe differente, probabilmente in carcere potrei laurearmi, fare sport etcetc e invece sto qua a spendere soldi inutilmente in varie suppellettili (Ufficio a parte, quella è una gran bella spesa), avrei un bel fisico finalmente, Barney non mi direbbe che sembro incinta dopo una giornata intera di lavoro con la stanchezza distribuita equamente ovunque nel mio enorme corpo molle, sarei tonica e piena di cultura, cultura che ormai è un miraggio dato che mi lascio condizionare da ogni piccolo pensiero che si affaccia alla mente tipo "A cena fuori stasera?" "Dai, un altro episodio e poi esci a passeggio col cane" "Cambia lavoro, ma prima resta altri 96 anni qua che le cose potrebbero cambiare.." cose così, che mi tengono ferma immobile ammanettata e bendata a affrontare la quotidiana dose di ripetitività e stallo anche in quest' anno con la fine alle porte. (Ammanettata e bendata mmm..)

No, non è eccitante restare fermi da secoli, piena di piaghe da decubito con le quali ho imparato troppo bene e troppo presto a convivere, a 28 anni dovrei lavorare in una cantina, viaggiare, non trovare spazio o tempo per nient' altro che degustazioni di vini sempre diversi.. E invece me ne sto qua, a discutere di un menù di Capodanno, a sentirmi stupida e ilare se solo Barney decide di scrivermi un messaggio (puntualmente contenenente il solito "Sai che si cena?" SAI CHE SI CENA.) 
Il mondo non si muove per me, per lo meno non lo fa al ritmo che vorrei, e anche se le cose arrivano e ancora una volta blablabla, non sono le cose che desidero per me, ma il culo dalla sedia non lo alzo e procrastino e procrastino e mi vedo deportata in un futuro intenso e travolgente come quando trovi i piatti da lavare la mattina e le cose da spostare dal fornello per fare il caffè. 
Troppo tempo passa senza che possa essere utile la conoscenza di quello che voglio davvero e del mio valore, basta un "Sei incinta?" gongolante guardandomi la pancia da parte della stessa persona del C H E   S I    C E N A e tutto torna vuoto e miserabile.

Un bilancio in questo momento non posso farlo, non posso ritrovarmi a leggerlo tra qualche anno o qualche settimana e vedere che tutto è ancora così. Quindi devo alzarmi metaforicamente e fisicamente da questa sedia (In ecopelle color crema NDR) e andare a prendere quello che è o' nuostr. Non sono più confortata dalla pacatezza di queste giornate buttate via dove mi tolgo il pigiama a mezzogiorno dopo aver giocato a Candy Crush aspettando che qualcosa succeda, ho seriamente bisogno di qualcosa di nuovo, qualcosa per cui ho lavorato e che mi sono andata a cercare, sperando che sia diverso dall' ultima volta in cui un tizio di mezz' età ci provava con me e sperava andassi a lavorare per lui nel suo ristorante che prima di conoscerlo mi piaceva un sacco, ma adesso è solo un altro di quei posti dove non ha più senso andare, un posto rovinato da un nazista narcisista che ha lottato per avermi, ma in questo caso, sono rimasta dove sono, in questo caso era una scelta, una volta tanto.

Cara me, accettalo il prossimo lavoro a Chicago se non ci sono uomini in crisi di mezz' età che non vedono l' ora di tiranneggiare sulla tua vita e soprattutto di sbottonarti la camicia. Vai a Chicago cara me, qui niente è come vorresti, nemmeno tu lo sei, nemmeno hai la forza di non lasciarti condizionare dall' ennesimo chesicena, lo vedi come sei priva di stimoli e a tua volta non ne offri agli altri? Tu non sei così, tu sei Robin che a Chicago ci va, vero?

Aggiornamenti nella prossima puntata, o forse mai, o forse la prossima puntata parlerà solo di quanto ke si cena sia sbagliato, come al solito. (Dato a 1,01 alla snai)

 
 
 

10 minuti

Post n°15 pubblicato il 17 Ottobre 2018 da sosunnyithurts

Penso che tu mi abbia insegnato a non essere come te. Penso che tu mi abbia insegnato che l' amore non esiste e che non vale la pena essere pronti nè essere perfetti. Con tutte quelle volte in cui speravo tu capissi che avevo bisogno di te, che sono state tutte quelle in cui non ci sei stato perché avevi da fare, perché eri stanco. E invece io ci sono stata troppo, come quella volta che avevo 39 di febbre e sei venuto da me e mi hai trovata con quella canottiera rossa addosso e nient' altro. 

Mi hai insegnato che essere innamorata così diabolicamente fa solo male e che esserlo di meno è giusto, piano, poco, quasi niente. 

Ancora non ho imparato, non so ancora come possa sentirmi male perché organizzi cene senza di me o non ti accorgi di quanto male possa fare l' ennesima volta in cui fingi di non vedere tutto questo. Mi hai insegnato a odiarti, diverse volte in diversi modi, ma ancora non l' ho imparato e ancora sono qui con niente da fare a immaginarti mentre vai a cena con lei e un' altra coppia. 

Ogni volta che penso che sia finita, che penso di stare bene, arrivi e Emi guardi in qualsiasi modo, mi tocchi in qualsiasi modo, qualsiasi parte del corpo e cancelli sempre tutto, come fosse la prima volta. Come fosse l' ultima volta. Fino a ora pensavo che ci fosse qualcosa di speciale almeno nel modo in cui stiamo mentre siamo da soli e senza vestiti, ma no, nemmeno. 10 minuti e ognuno a casa sua, 10 minuti in cui tu vieni e fingi di accarezzarmi e allora penso che questa volta sarà diverso e invece no. Mi spogli, e mi rivesto 10 minuti dopo, sempre un po' più vuota. Come diamine faccio a non sapere come dirti di no?

 
 
 
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