Ho riflettuto un po' sul post che ho pubblicato ieri notte (il precedente), si parlava di una certa informazione giornalistica italiana un po' monotematica, che andando avanti sullo stesso tema per un po' di giorni finisce per deformare la realtà piuttosto che informarla ( :metterla sotto forma di messaggio comunicativo, nello specifico).Mentre facevo quel ragionamento, mi è venuto in mente un post che avevo letto in non so che blog pochi giorni fa. Si trattava di un interessante discorso sugli scarabocchi che le persone fanno mentre sono in attesa, ad esempio durante una telefonata, e puntava l'attenzione sul quel tipo di disegni che sono sempre uguali e che possono tranquillamente definirsi automatismi ripetitivi. Il discorso andava avanti spiegando che la ripetizione automatica dello stesso segno è un modo che la mente umana trova per rassicurarsi. Ripetizione che crea certezza. L'imprevisto, l'inaspettato, l'incalcolabile dà un senso di angoscia, ciò che si ripete fa stare inevitabilmente tranquilli. Si tratta dello stesso meccanismo di automatismo e ripetizione usato da grandi dell'arte contemporanea come Andy Warhol (ricordate la sequenza delle Marilyn multicolor?), ma di questo ne parliamo un'altra volta.Allora ecco che all'improvviso mi è venuta in mente la relazione: ripetere la stessa brutta notizia all'infinito, a tutte le ore, con tutti i mezzi, per svariati giorni... crea il circolo automatico del "già visto, già sentito". Per quanto si tratti di notizie orribili, prendi il delitto di Perugia, dopo un po' si innescherà un'assuefazione che inconsciamente rassicura, e forse, addirittura, fa pensare che l'unico problema, l'unico male di questo mondo... sono quei tre ragazzi in quella casa di Perugia.Per quanto riguarda il pupazzo marrone con quella scritta in inglese, un mio amico mi ha fatto notare che non tutti potrebbero capire cosa c'è scritto. Allora traduco: "Gli argomenti ripetitivi fanno si che Domo Kun pianga", dove Domo Kun è appunto il coso marrone. C'era del sarcasmo, per non prendersi sul serio, e tanto per restare in tema di ripetizione... Ecco altri Domo Kun.
Automatismi e ripetizione
Ho riflettuto un po' sul post che ho pubblicato ieri notte (il precedente), si parlava di una certa informazione giornalistica italiana un po' monotematica, che andando avanti sullo stesso tema per un po' di giorni finisce per deformare la realtà piuttosto che informarla ( :metterla sotto forma di messaggio comunicativo, nello specifico).Mentre facevo quel ragionamento, mi è venuto in mente un post che avevo letto in non so che blog pochi giorni fa. Si trattava di un interessante discorso sugli scarabocchi che le persone fanno mentre sono in attesa, ad esempio durante una telefonata, e puntava l'attenzione sul quel tipo di disegni che sono sempre uguali e che possono tranquillamente definirsi automatismi ripetitivi. Il discorso andava avanti spiegando che la ripetizione automatica dello stesso segno è un modo che la mente umana trova per rassicurarsi. Ripetizione che crea certezza. L'imprevisto, l'inaspettato, l'incalcolabile dà un senso di angoscia, ciò che si ripete fa stare inevitabilmente tranquilli. Si tratta dello stesso meccanismo di automatismo e ripetizione usato da grandi dell'arte contemporanea come Andy Warhol (ricordate la sequenza delle Marilyn multicolor?), ma di questo ne parliamo un'altra volta.Allora ecco che all'improvviso mi è venuta in mente la relazione: ripetere la stessa brutta notizia all'infinito, a tutte le ore, con tutti i mezzi, per svariati giorni... crea il circolo automatico del "già visto, già sentito". Per quanto si tratti di notizie orribili, prendi il delitto di Perugia, dopo un po' si innescherà un'assuefazione che inconsciamente rassicura, e forse, addirittura, fa pensare che l'unico problema, l'unico male di questo mondo... sono quei tre ragazzi in quella casa di Perugia.Per quanto riguarda il pupazzo marrone con quella scritta in inglese, un mio amico mi ha fatto notare che non tutti potrebbero capire cosa c'è scritto. Allora traduco: "Gli argomenti ripetitivi fanno si che Domo Kun pianga", dove Domo Kun è appunto il coso marrone. C'era del sarcasmo, per non prendersi sul serio, e tanto per restare in tema di ripetizione... Ecco altri Domo Kun.