E giunse,né troppo presto,né tardi.Non v’è tempo che esista,si perdela mente, e piùnon sente spiegazione felice,vuole, crede, piange, ama e vincealla ragione natura di sanguee passione.E giunse su un crocchio di angeli.E fu tale,che fuscello l’animo si piegò,senza domandare.Domare si fece silente,senza osar dire niente.Giunse di notte,nell’ombra, bisognosodi carne in cui germogliare.Incendiò il cielo di rosso e di vita,frenò l’andamento del vento,ed il giorno fu d’oro lambito.Divenne bambino, poi uomo.Crebbe l’Amore, sul cigliodel sonno.Si nutrì di sogni taciuti,di respiri di fiamma,di pioggia che bagna.Perenne di sfidanon ebbe pietà di mezza misura.Annientò la vile paura,e sorse novello.Intenso, colpì, stracciò devastandonei passi la disseccata terra.E la Pace divenneUn’adorabile Guerra.