La finestra di Ciro

Siamo o no, dei lettori bugiardi ?


L'altro anno gli organizzatori del World Book Day , in occasione della rassegna annuale della letteratura in Gran Bretagna, hanno commissionato un sondaggio per vedere quali e quanti libri vengono letti ogni anno da un inglese. Dall'inchiesta è risultato che: è vero si che gli inglesi sono dei grandi lettori, ma sono altresì dei grandi bugiardi in quanto a libri letti.     Infatti dal sondaggio ne è venuta fuori una classifica del tutto particolare dove il 65% degli intervistati ammette di aver detto ben più di una bugia, raccontando ad esempio di aver letto 1984 di George Orwell, Guerra e pace di Tolstoj (31%), Ulisse di James Joyce (25%), o la Bibbia (24%). Motivi della bugia? Vergogna per la propria refrattarietà a capolavori così noti, ma soprattutto così lunghi, oppure desiderio di impressionare chi ci sta di fronte. Ecco qui di seguito l'intera graduatoria inglese: 1. 1984 - George Orwell (42 per cento) 2. Guerra e pace - Lev Tolstoj (31) 3. Ulisse - James Joyce (25) 4. La Bibbia (24) 5. Madame Bovary - Gustave Flaubert (16) 6. Una breve storia del tempo - Stephen Hawking (15) 7. I Figli della Mezzanotte - Salman Rushdie (14) 8. Alla ricerca del tempo perduto - Marcel Proust (9) 9. Dreams from My Father - Barack Obama (6)10. Il Gene egoista - Richard Dawkins (6)     Anche io devo confessare di essere stato un grande bugiardo in quanto a libri letti, però, fin da giovane, ho sempre pensato che fosse meglio mentire sui libri, affermando di averli letti, che negare di essere appassionato di letteratura, cosa non comune fra i miei coetanei, che per non passare da “secchioni”, addirittura negavano di amare la lettura. Ad esempio mi ricordo che quando comperai l' Ulisse di James Joyce, considerato dalla critica uno dei capolavori letterari del Novecento, ero quasi emozionato e non vedevo l'ora di iniziarlo a leggere. Bene, come minimo ho iniziato la sua lettura per 3 o 4 volte, ma mai sono riuscito a finirlo, però se qualcuno mi chiedesse la mia opinione in merito, di sicuro risponderei così: << Molto interessante come libro, anche se un po' ostico da digerire, specialmente quel capitolo in cui non esiste alcuna punteggiatura >>. Che era poi era l'unica particolarità che mi era rimasta impressa di quel poco che avevo letto.     Ma gli italiani come si comportano, sono più o meno bugiardi degli inglesi ? Sentite cosa ha detto in una intervista Giuliano Vigini, direttore dell'Editrice Bibliografica, ma soprattutto grande esperto di mercato editoriale: << In Italia avviene più o meno la stessa cosa, solo che nella graduatoria del "non letto" appaiono altri nomi notissimi dell'universo letterario, a cominciare da L'uomo senza qualità di Musil, passando per la Coscienza di Zeno di Svevo, o capolavori italiani più recenti come Horcynus Orca di Stefano D'Arrigo, molto citato, ma quasi mai aperto. Del resto oggi la categoria più diffusa è quella del "lettore zapping", che vuole arrivare velocemente alla fine del libro, e dopo 30 pagine tende a lasciare lì il romanzo. In un mercato editoriale che propone 160 novità al giorno, come si fa a non sentirsi spaventati da volumi che sfiorano le mille pagine ?>>.     In effetti  il signor Vigini ha proprio ragione: già oggi, se non si entra in una libreria con un idea ben precisare su cosa acquistare, vedere quella sfilza di scaffali pieni di libri lascia alquanto scoraggiati su cosa scegliere, è ovvio che poi i “mattoni” dalle 800 pagine in su non vengano neanche presi in mano. Sarà che il "troppo" storpia, anche in letteratura ?