La finestra di Ciro

Chi mal comincia...


...di solito l'opera non la porta mai a termine, almeno così si pensa. E così avrebbe dovuto essere  anche per Richard, quando il 7 luglio del '40, iniziò l'opera della sua vita in una delle villette a schiera del quartiere di Liverpool, noto come Dingle (gola,abisso). Nulla lasciava presagire che avrebbe lasciato quel quartiere, come d'altro canto era successo a gran parte dei suoi antenati, fatta eccezione per quelli tentati dalla Marina Mercantile o mandati dal governo a combattere in terra straniera.      Nel breve periodo che trascorsero insieme, Richard e suo padre furono per tutti Little Richie e Big Richie; poi i suoi genitori nel '43 divorziarono . Il piccolo Richie, in cerca di una spiegazione sulla partenza del padre, ottenne sempre poche informazioni, ma la sua opinione su quella figura indefinita che avrebbe rivisto solo di rado era talmente avvelenata che in alcune occasioni che si incontrarono, non si parlarono neanche. Questo è quanto ricorda Richard:<< Mia madre doveva avermi riempito la testa con le cose peggiori sul suo conto. D'altro canto la vita era decisamente dura per Elsie, così ho sempre chiamato mia madre, e lei cercava di tirarmi su decentemente. Eravamo poveri, ma non straccioni. Ero fortunato a essere figlio unico, lei aveva più tempo per dedicarmi>>.     A cinque anni Richie cominciò la sua formazione scolastica alla St. Silas' Church of England, ma fu subito funestata dalla prima manifestazione seria dei disturbi digestivi che lo avrebbero tormentato per tutta la vita. È possibile che la delicatezza di stomaco fosse ereditaria perché, esattamente come il Big Richie, il bambino era colto da attacchi di nausea di fronte a qualunque piatto emanasse il minimo odore di cipolla o di aglio. Un pomeriggio, quando aveva sei anni, sentì una fitta lancinante:<< Ricordo il sudore, e gli attimi di paura, quando stringendomi l'addome mi misero dentro un ambulanza, che a sirene spiegate mi portò alla Royal Children's Infirmary >>. Quella che fu inizialmente diagnosticata come una lacerazione dell'appendice si rivelò poi un'infiammazione del peritoneo; fu operato d'urgenza e dopo l'intervento, mentre era in terapia intensiva, Richie entrò in coma e le sue speranze di farcela erano quasi nulle.     Invece tornò a galla, sembrava però una creatura invecchiata, se pur giovane, perennemente indisposta, cui l'ambiente circostante ispiravano solo riflessioni malinconiche. In realtà non gli importò mai granché:<< Mi feci un sacco di amici, ma il brutto era che guarivano sempre e mi lasciavano solo>>. Il giorno del suo settimo compleanno, sul punto di essere dimesso, Richie giocava con un modellino di un autobus rosso:<< Lo facevo correre da una parte all'altra del letto, che era enorme e altissimo. Quando se ne andò il bambino del letto vicino, aveva un'aria così triste e sconsolata nel lasciarmi, che pensai che sarebbe stato carino regalargli il mio autobus rosso per sollevargli il morale e lasciargli un mio ricordo >>. Sporgendosi verso l'amico, Richie cadde dal letto, e si risvegliò con alcuni punti in testa e la prospettiva di passare il resto del '47 in ospedale.     Tornato a scuola in tempo per frequentare il secondo ciclo, non solo era praticamente analfabeta, ma subi l'umiliazione di essere inserito in una classe di allievi di un anno più piccoli di lui. Privato della cerchia di coetanei Richie diventò pensieroso e piuttosto solitario, e il suo aspetto contribuì a renderlo tale: non era molto alto, aveva l'aria di un cane bastonato, labbra grosse e corrucciate, naso storto, occhi da pagliaccio piegati all'ingiù e strisce grigie nei capelli neri e nel sopracciglio destro. Le condizioni economiche di Elsie e Richie migliorarono quando lei poté smettere di lavorare sposando, con il consenso del figlio, Harry Graves, un pittore e decoratore di Romford. Durante una vacanza, a inizio '53, il nuovo Stepladder (deformazione di stepfather, “patrigno”), così Richie battezzò Harry nel suo gergo, portò la moglie e il figliastro al paese natio, dove, allo scoppio di un fortissimo temporale, il cocciuto tredicenne si rifiutò di indossare un impermeabile. Quello che sembrava un semplice raffreddore, per Richie degenerò in una pleurite cronica con complicazioni polmonari che richiesero il suo ricovero nel salubre sanatorio Heswall Children's Hospital.    Arrivato ormai all'età di 17 anni, visto che oramai con gli studi non c'era niente da fare, Harry lo fece assumere come apprendista falegname presso una ditta specializzata in attrezzature per palestre e piscine, nel contempo però gli regalò anche una batteria usata. Da quel giorno Richie decise che avrebbe suonato per sempre la batteria; d'altro canto, come poi ricorderà :<< era l'unica cosa che sapevo fare>>. Si fece crescere i capelli, si adornò le mani di qualche anello di troppo, cambio il suo nome di Richard Starkey, in quello di Ringo Starr e divenne quello che voi tutti conoscete: uno dei Fab Four. Altro che opera ha portato a termine il povero Richie, è riuscito addirittura a diventare un personaggio che passerà alla storia come: Uno dei Beatles. Morale ...mai gettare la spugna nella vita, perché per ogni regola c'è sempre un eccezione.