La finestra di Ciro

Religiosità = Moralità ?


È opinione comune che la moralità sia tenuta in grandissimo conto dalle persone che hanno una fede religiosa, ma le prove che le due siano correlate non esistono, anzi se andiamo ad indagare ci accorgiamo che è più vero il contrario. A fare questa ricerca è stato Sam Harris, filosofo e saggista statunitense, autore di due libri, La fine della fede (2004) e Letter to a Christian Nation (2006), che hanno riscosso un notevole successo negli Stati Uniti.     C'è da dire che in questioni del genere, i dati relazionali non sono mai decisivi, ma la seguente statistica, tratta dal suo ultimo libro, è comunque impressionante: << Benché in America appartenere a un partito politico non sia un perfetto indice di religiosità, non è un segreto che gli stati “rossi”, i repubblicani, siano rossi soprattutto per la soverchiante influenza politica dei cristiani conservatori. Se vi fosse una forte corrispondenza tra conservatorismo cristiano e società sana, sarebbe logico vederne alcuni segni nell'America repubblicana; ma non li vediamo. Delle venticinque città con il più basso tasso di crimini violenti, il 62 % si trovano negli stati “azzurri”, quelli democratici, e il restante 38 % in quelli repubblicani. Delle venticinque città più pericolose, il 76 % sono negli stati repubblicani e il 24 % in quelli democratici. Anzi, tre delle cinque città più pericolose in assoluto sono nel pio Texas. I dodici stati con i più alti tassi di rapine sono repubblicani. Ventiquattro dei ventinove stati con i più alti tassi di furto sono repubblicani. Dei ventidue stati con il più alto tasso di omicidi, diciassette sono repubblicani >>.     Ciò nonostante, se chiedessimo a ogni credente di rispondere in tutta sincerità alla domanda: se non ci fosse Dio, saresti meno buono ? Di sicuro la maggior parte, dopo averci riflettuto sopra, non saprebbe che rispondere. Perché se affermasse che, in assenza di Dio commetterebbe furti stupri e omicidi, si dichiarerebbe un immorale e noi saremmo autorizzati a stargli alla larga. Se invece fosse pienamente convinto di essere comunque buono, anche senza la sorveglianza divina, riconoscerebbe fatalmente che non è necessario Dio per essere buoni. Contrariamente, se ammettesse di essere buono solo per ottenere l'approvazione o la ricompensa di Dio, o per evitare la sua disapprovazione e punizione, adotterebbe  ciò che non è etica, ma bensì ruffianeria, adulazione, timore della grande telecamera in cielo o della microcamera in testa, che sorvegliano ogni sua mossa o addirittura ogni suo pensiero.     Forse è il caso di affermare che la bontà d'animo non è come un desiderio, che deve essere di quando in quando stimolato, o è insita nell'individuo, o non lo è affatto. E tutto ciò non ha nulla a che vedere con la religiosità, perché se fosse vero il contrario, dovremmo dare ragione al grande Einstein, quando asseriva:<< Se le persone fossero buone solo per timore della punizione e speranza della ricompensa, saremmo messi molto male>>.